Concetti Chiave
- La statuetta del pastore, realizzata in polvere di marmo, è parte di un presepe che celebra la nascita di Gesù Bambino, portando doni simbolici come latte e un agnellino.
- Originaria della Garfagnana, la statuetta è stata modellata da un artigiano locale e successivamente acquistata per arricchire un presepe a Milano.
- Ogni anno, il pastore viene esposto in un presepe curato, con dettagli realistici come una capanna, montagne e un cielo stellato che creano un'atmosfera magica.
- La Vigilia di Natale porta una trasformazione con l'illuminazione del presepe, attirando l'attenzione di bambini e adulti, creando un momento di gioia e meraviglia.
- Con l'Epifania, il presepe si anima nuovamente con l'arrivo dei re Magi, prima di essere smontato e riposto fino al Natale successivo.
Indice
Il viaggio del pastore
Sono una statuetta di gesso: raffiguro un pastore che con le mie pecorelle si sta dirigendo verso la capanna, laggiù, dove gli angeli hanno annunciato che sia venuto al mondo Gesù Bambino. Come me ci sono altri personaggi e tutti portano un dono: chi del pane, chi della frutta, chi dei vestitini di lana, chi della legna. Io non ho molto, posso offrire soltanto del latte appena munto che trasporto in un apposito recipiente di legno. Sulle spalle sto portando un agnellino; è appena nato e non ha ancora tutta la forza necessaria per fare un cammino troppo lungo. Non lo potevo lasciare da solo nell’ovile, si sarebbe sentito abbandonato, così piccolo com’è e poi mi tiene caldo al collo.
Origini e storia della statuetta
Non è il primo anno che faccio parte del presepe. Sono originario della Garfagnana dove, 15 anni fa, fui modellato in polvere di marmo da un artigiano locale che si occupò anche di colorarmi i vestiti: pantaloni verde scuro, panciotto marrone, foderato di pelliccia e camicia bianca di flanella. Al collo mi mise anche una soffice sciarpa. Quindi fui esposto su di una bancarella del mercatino di Natale che tutti gli anni si tiene intorno al Duomo di Milano; non ci restai molti giorni perché quasi subito insieme ad altre statuette fui acquistato da un signore della città lombarda per arricchire il suo presepe.
La magia del presepe
Durante il resto dell’anno vivo ben protetto da uno strato di plastica a bolle, in uno scatolone collocato nel ripostiglio; quando arriva l’8 dicembre, il signore, ormai nonno con diversi nipotini, è felice di scartarmi e di farmi rivedere la luce. Tuttavia, prima egli ha predisposto il presepe: la capanna, le montagne in lontananza, il ruscello, il laghetto, il sentiero segnato da pietruzze bianche che attraversa il bosco, il cielo stellato con le luci intermittenti. Tutto sembra vero. Di solito, io vengo collocato vicino ad un ponte che attraversa un corso d’acqua e le mie pecorelle pascolano tranquille nel prato adiacente.
Luce e meraviglia della vigilia
La sera del 24 dicembre tutto il presepe si illumina: la piccola capanna si accede di una luce gialla, dalle finestre delle casette sparse sulle pendici delle colline traspare un forte chiarore e il cielo stellato brilla in tanti punti. Nei prati, sotto gli alberi, ci sono mucchi legna che ardono per riscaldare i pastori che si stanno riposando un momento. I bambini si avvicinato incuriositi al presepe e i più intraprendenti allungano le mani per accarezzare una pecorella o per prendere una statuina. È tutto un vocio, un insieme di voci infantili, di grida di gioia e di sorpresa. I grandi non mancano di dare spiegazione ai più piccoli “Guarda, un pastorello che porta sulle spalle un agnellino!” ”Hai visto le oche che sguazzano nel laghetto?” “Hai visto questa donna che porta un cestito con una gallina e delle uova?” Una sorpresa continua, anche se le statuette sono sempre le stesse di anno in anno.
Epifania e ritorno al buio
Poi, per qualche giorno, gli abitanti della casa si dimenticano di noi: pensano al veglione del 31 dicembre e al pranzo di Capodanno, due ricorrenze che nulla hanno a che vedere con la Natività. Passiamo di nuovo al centro dell’interesse il 6 gennaio. Con l’Epifania, vediamo collocare davanti alla capanna tre statuette sontuosamente vestite, i re Magi, che, come tutti sanno, sono venuti dall’Oriente seguendo la stella cometa, ora applicata sulla parte più alta del presepe, per offrire i loro doni al Bambino. Ma ormai la borraccina comincia a seccare: il giorno dopo si comincia a riporre tutto e, con tristezza, io mi ritrovo avvolto nella solita carta biancastra e riposto al buio in uno scatolone. Non mi resta che attendere il Natale seguente, sperando che i componenti della famiglia ci siano ancora tutti. Io, come sempre, ci sarò.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del viaggio del pastore verso la capanna?
- Da dove proviene la statuetta del pastore e qual è la sua storia?
- Come viene preparato il presepe dal proprietario della statuetta?
- Qual è l'atmosfera che si crea la sera del 24 dicembre attorno al presepe?
- Cosa accade alla statuetta del pastore dopo l'Epifania?
Il viaggio del pastore simboleggia l'umiltà e la semplicità dei doni offerti a Gesù Bambino, rappresentando la tradizione natalizia di portare regali significativi, anche se modesti, come il latte appena munto.
La statuetta del pastore proviene dalla Garfagnana, dove è stata modellata 15 anni fa in polvere di marmo da un artigiano locale e successivamente acquistata per arricchire un presepe a Milano.
Il proprietario prepara il presepe con cura, allestendo la capanna, le montagne, il ruscello e il cielo stellato, creando un'atmosfera realistica e magica per il Natale.
La sera del 24 dicembre, il presepe si illumina, creando un'atmosfera di gioia e meraviglia, con bambini che si avvicinano curiosi e adulti che spiegano le scene, rendendo il momento speciale e festoso.
Dopo l'Epifania, la statuetta viene riposta nel buio di uno scatolone, in attesa del Natale successivo, con la speranza che tutti i membri della famiglia siano ancora presenti per celebrare insieme.