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Le strategie didattiche dei "megarici"

Euclide di Megara (v-IV secolo a.C.)

Da Socrate sembra riprendere i temi etici. Convinzione che il bene sia unico, per quanto spesso indicato con nomi diversi. Ideale dell'autosufficienza e dell'apatia (= controllo che il saggio può esercitare sulle passioni e i dolori). Attenzione alla dialettica e alle tecniche di argomentazione. Riprendeva l'interesse socratico e sofistico per le strategie di confutazione, sviluppandolo fino a esiti in qualche modo paradossali.

Eubulide di Mileto

Gli sono attribuiti alcuni paradossi:

  • Mentitore: Se qualcuno dice di mentire e dice che questo è vero, mente o dice il vero?
  • Sorite/Mucchio: Quanti granelli di grano fanno un mucchio? Qualsiasi cifra si indichi, si potrà sempre dire che togliendone un granello il mucchio non viene meno, ma così si potrebbe procedere fino a quando dal mucchio non rimarrà più nulla.
  • Cornuto: Si possiede tutto ciò che non si è perso; se dunque uno non ha perso le corna, vuol dire che è cornuto.

Diodoro Crono

Morto intorno al 307 a.C. e dunque contemporaneo di Aristotele. Negazione del movimento: ogni cosa o si muove nel luogo in cui è e allora non si muove, o nel luogo in cui non è e allora non c'è.

Argomento del dominatore: Si deve ritenere possibile solo ciò che è o sarà, con il risultato di far coincidere così l'ambito di ciò che possibile con quello di ciò che esiste effettivamente (o è in atto). Paradossi: avevano lo scopo di scoprire, in un ragionamento apparentemente ineccepibile, l'esistenza di una falla che, pur partendo da premesse plausibili, fa sfociare il ragionamento in conseguenze inammissibili o in una vera e propria antinomia.

Studioso di problemi del linguaggio: sostenne la tesi che nega l'ambiguità dei termini. Sia colui che parla sia colui che ascolta devono intendere allo stesso modo quel che dicono, devono intendere qualcosa di determinato e se ciò non avviene non si parla di ambiguità, ma piuttosto di oscurità. Il legame che i nomi hanno con le cose non è naturale, ma è frutto di una decisione di far coincidere la possibilità con l'effettività o l'attualità, o addirittura con la necessità, se "possibile" è ciò che prima o poi avverrà.

Aristotele polemizza. La possibilità è un ambito più vasto dell'attualità, poiché gli eventi futuri, a differenza di quelli passati e presenti, restano indeterminati. Possibile è ciò...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/07 Storia della filosofia antica

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