Concetti Chiave
- La filosofia nasce nel VI secolo a.C. grazie alla libertà intellettuale della pòlis e allo sviluppo della scrittura alfabetica, che facilita l'astrazione del linguaggio.
- Le prime indagini filosofiche, secondo Aristotele, si concentrano sulla natura (physis) e cercano di individuare l'arché, il principio da cui tutto deriva.
- I primi filosofi non si limitano a studi naturalistici, ma esplorano anche questioni politiche, ampliando il loro campo di indagine.
- Talete identifica l'acqua come principio fondamentale, Anassimandro propone l'apeiron, mentre Anassimene vede nell'aria il "soffio vitale" che unisce tutto.
- Questi pensatori pongono le basi per una filosofia che cerca di spiegare l'unità della realtà di fronte alla molteplicità e al cambiamento dei fenomeni naturali.
La nascita della filosofia
La scienza e la filosofia fioriscono nei nuovi spazi di libertà e nel nuovo clima intellettuale della pòlis nel VI secolo a.C. Sono, inoltre, favorite dallo sviluppo della scrittura alfabetica, che costituisce un potente fattore di razionalizzazione del linguaggio e del discorso e favorisce la sostituzione graduale del linguaggio narrativo della tradizione poetica con il linguaggio astratto, con cui diventa possibile affermare principi e regole di portata generale.
Le prime indagini filosofiche
Nell’interpretazione che ne ha dato Aristotele, l’oggetto principale delle prime indagini filosofiche è stata la natura (physis) e fisiologi (cioè studiosi della natura) sono stati chiamati i primi filosofi. Essi si sono sforzati di individuare il principio di tutte le cose (arché), ciò da cui tutte derivano. La natura è, insieme, ciò che genera e ciò che è generato, l’unità e la molteplicità, la causa e l’effetto. Di fronte alla molteplicità dei fatti ed ai loro mutamenti continui, la filosofia si costituisce come ricerca di quell’elemento unitario che spieghi lo svolgimento complessivo della realtà.
L’interesse di quei primi pensatori non era solo naturalistico, ma si estendeva anche alla politica.
I primi filosofi e i loro principi
Il primo filosofo. Talete, il principio di tutte le cose è costituito dall'acqua. Per Anassimandro è l’apeiron o indefinito, una massa che non ha alcuna qualità determinata, che è ingenerata e indistruttibile. Dall’apeiron le cose hanno origine attraverso un processo di separazione, opponendosi l'un l’altra, commettendo quindi reciprocamente “ingiustizia”.
Per Anassimene il principio è I’acqua (o “soffio vitale”), cioè qualcosa di determinato, seppur infinito: tutti siamo tenuti insieme dall’anima (anemos, soffio vitale), che e aria e il mutamento cosmico dovuto a. processi di rarefazione e condensazione.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico in cui nasce la filosofia?
- Qual è l'oggetto principale delle prime indagini filosofiche secondo Aristotele?
- Quali sono i principi dei primi filosofi riguardo all'arché?
La filosofia nasce nel VI secolo a.C. all'interno della pòlis, in un clima intellettuale favorevole, sostenuta dallo sviluppo della scrittura alfabetica che permette una razionalizzazione del linguaggio e una transizione dal linguaggio narrativo a quello astratto.
Secondo Aristotele, le prime indagini filosofiche si concentrano sulla natura (physis) e i primi filosofi, definiti fisiologi, cercano di individuare il principio di tutte le cose (arché) per spiegare l'unità e la molteplicità della realtà.
Talete identifica l'acqua come principio di tutte le cose, Anassimandro propone l'apeiron, una massa indefinita e ingenerata, mentre Anassimene considera l'aria come principio vitale, legando tutti gli esseri attraverso il soffio vitale e i processi di rarefazione e condensazione.