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Concetti Chiave

  • La filosofia greca rappresenta il fondamento della speculazione occidentale, sviluppatasi in risposta al decadimento del mito e all'emergere di nuove strutture sociali.
  • Il mito, pur essendo un fenomeno culturale complesso, ha perso credibilità, portando alla ricerca di spiegazioni razionali e alla nascita della filosofia.
  • L'acropoli fungeva da centro politico e religioso, mentre l'agorà divenne il fulcro politico e commerciale delle città greche, riflettendo l'evoluzione sociale.
  • Le scuole filosofiche come quella ionica e quella di Elea hanno contribuito a definire i principi della realtà, con pensatori come Talete e Parmenide che hanno affrontato l'arché e l'essere.
  • Platone e Aristotele hanno rappresentato il culmine della filosofia greca, con Platone che enfatizzava le idee immutabili e Aristotele che si concentrava sulle sostanze sensibili e la loro essenza.

La filosofia Greca

Cos'è?

Origini della filosofia greca

Essa è l’insieme delle riflessioni filosofiche fiorite nella Grecia antica. Tradizionalmente, la filosofia greca è ritenuta il fondamento su cui si basa tutta la successiva speculazione occidentale.

La filosofia nacque principalmente in Grecia. La sua nascita è dovuta principalmente a due fattori:

1 il decadimento del mito nella Grecia orientale

2 la nascita di nuove aggregazioni sociali.

Il mito e la sua evoluzione

Il mito diventa poco credibile, perché dà risposte irrazionali. Di rilievo è la questione dell’origine della filosofia, questione che sta alla base di qualsiasi trattazione dell’oggetto della filosofia stessa. La filosofia non nasce improvvisamente: il nuovo atteggiamento emerge gradualmente da tradizioni culturali e religiose precedenti. Questa ipotesi insiste sulle condizioni sociali materiali che hanno reso necessaria la comparsa sulla scena sociale del filosofo, mentre altre ricerche focalizzano l’attenzione sull’irrazionale, ricollegando la tematica filosofica al mito e alla teologia.

La Mitologia si occupa dello studio e dell'interpretazione del mito; il termine "mitologia" (dal greco mythos e logein, "discorrere razionalmente del racconto poetico") indica anche il corpus dei miti che costituisce il patrimonio di una determinata cultura.

Il mito è un fenomeno culturale complesso, che può essere esaminato da prospettive differenti; generalmente è costituito dall'insieme di narrazioni orali o letterarie e da rappresentazioni figurative o drammatiche, incentrate sulle vicende di alcuni personaggi e situate al di fuori del tempo storico. Il corpo del mito è formato dall'intersecarsi e dal comporsi di tali vicende, che sono generalmente diverse in ogni narrazione o rappresentazione.

Il mito non interpreta la realtà né la descrive ma, piuttosto, la rappresenta e, attraverso le caratteristiche tipiche (o, secondo alcuni studiosi, simboliche) delle figure che in esso agiscono e degli elementi narrativi che lo compongono, la rende riconoscibile alla comunità che condivide il racconto. In tal modo il corpo mitologico non solo diventa patrimonio comune del gruppo, cui richiama immediatamente il complesso dei codici sociali cui fa riferimento, ma arriva spesso a comprendere la rappresentazione degli elementi fondamentali della cultura cui appartiene, e contribuisce a sua volta a conservarli vivi nelle coscienze e attivi nello sviluppo ulteriore della cultura stessa.

Acropoli e agorà: centri sociali

L'altro elemento è la nascita di nuove aggregazioni sociali, come per esempio l’agorà, che si contrapponevano all’acropoli: l’acropoli, originariamente, era il luogo su cui venivano costruite le residenze degli aristocratici e dal quale, quest’ultimi, dettavano le regole sulla vita politica e sociale ai pastori che vivevano ai piedi della città. Era la roccaforte dell'antica Grecia. Le città greche furono spesso costruite ai piedi di massicci rocciosi, facilmente difendibili in caso di pericolo. Munito e fortificato, questo luogo elevato era l'acropoli, cioè la "città alta". Nell'epoca più antica essa costituiva il centro politico e religioso della città: infatti, vi si trovavano il palazzo del signore (tiranno) e i santuari principali. Con la caduta delle tirannidi e l'affermazione dei regimi democratici, le acropoli mantennero solamente la funzione religiosa, su cui si costruivano templi.

L’agorà era situata a nord-est dell'acropoli ed era una piazza circondata da edifici pubblici, fra cui tribunali e templi, e costituiva il centro politico e commerciale della città.

Scuola ionica e naturalismo

Si tratta di una lunga tradizione, che arriva ad Aristotele, si protrae nei pensatori greci, nella città ionica di Mileto in Asia Minore, ecc...

La scuola ionica o scuola di Mileto impostò per prima la ricerca dell'arché, ossia del principio primo di tutte le cose, avviando un'indagine che si emancipò via via da elementi mitici e che diede origine a un primo tentativo di spiegazione della realtà, intesa globalmente come "natura" (physis), in termini razionali. Talete di Mileto identificò nell'acqua (intesa anche come elemento umido) il principio originario della natura; una concezione più elaborata fu quella di Anassimandro, secondo il quale il principio è una sostanza eterna e infinita (ápeiron) che si trasforma incessantemente originando tutte le cose. A proposito della ricerca di questi pensatori, fra i quali si deve ricordare anche Anassimene, si è parlato di "naturalismo ionico", in quanto essi tentarono di ricondurre tutti i fenomeni a un principio naturale, senza postulare l'esistenza di entità divine.

Filosofi pluralisti e monisti

Nel V secolo a.C., ai naturalisti si riallacceranno Empedocle di Agrigento, che teorizzò la dottrina dei quattro elementi o "radici" dell'essere: la terra, l'acqua, l'aria, il fuoco; Anassagora di Clazomene, che ipotizzò l'esistenza di "semi" di tutte le cose, infiniti e infinitamente divisibili; questi, secondo Anassagora, sarebbero combinati da una mente divina, il nous; Democrito di Abdera, che identificò i principi della realtà negli atomi, concepiti come i minimi punti di consistenza della materia, infiniti di numero e indivisibili. Questi filosofi furono anche denominati "fisici pluralisti", che diversamente dai filosofi monisti, della scuola ionica, ricondussero il reale a una pluralità di principi primi.

Un tratto innovativo si può individuare nella riflessione di Eraclito di Efeso, vissuto in Asia Minore intorno al VI secolo a.C. Egli ricercò il principio di tutte le cose nella ragione o logos, la cui apparizione sensibile è il fuoco (inteso come continuo mutamento). Secondo Eraclito il mondo intero è coinvolto in un perenne divenire contraddistinto da una lotta fra opposti primordiali, tale per cui "Pólemos (la guerra) è padre di tutte le cose, di tutte re".

L'evoluzione del pensiero filosofico nella Grecia antica e le sue scuole articolo

Scuole filosofiche in Italia meridionale

Fra il VI secolo e la prima metà del V secolo a.C., nelle città greche dell'Italia meridionale, si sviluppano altre scuole filosofiche:

*Pitagora fonda a Crotone una scuola che eredita elementi religiosi di origine orfica (come la dottrina della trasmigrazione delle anime), ma si distingue per la dottrina secondo cui tutte le cose e tutte le relazioni fra di esse sono riconducibili ai numeri o a determinazioni aritmetico-geometriche.

*Parmenide è l'iniziatore della scuola di Elea, egli contrappone al movimento e all'apparenza delle molteplici e illusorie cose sensibili, l'esistenza dell'unico essere, eterno, ingenerato e imperituro. Dal suo insegnamento avrebbe preso le mosse la riflessione di Zenone, che è di capitale importanza per le origini delle tecniche di argomentazione logica.

Sofistica e relativismo

Nel V secolo a.C., ad Atene, si afferma la sofistica. Con Protagora e Gorgia la filosofia sembra abbandonare i temi prevalentemente naturalistici o cosmologici delle ricerche precedenti, per rivolgersi a un'analisi del linguaggio e dei valori morali dell'uomo. Prevale peraltro, nella sofistica, un atteggiamento relativistico, che mette in discussione l'esistenza di verità assolute, dal momento che l'uomo, come diceva Protagora, "è la misura di tutte le cose": l'uomo, cioè, può conoscere solo gli oggetti che rientrano nel campo della sua percezione e della sua azione, valutandoli a seconda delle prospettive di cui è di volta in volta portatore.

Socrate e la dialettica

Al relativismo dei sofisti si oppose energicamente l'insegnamento di Socrate. Egli condivideva l'interesse dei sofisti per il problema dell'uomo, ma lo finalizzò alla ricerca del significato universale dei valori morali e della virtù, intesa essenzialmente come "scienza del bene e del male". All'abilità retorica dei sofisti Socrate opponeva il metodo di ricerca della dialettica: per ogni asserzione, il filosofo poneva una serie di domande tese a verificarla e articolarla, esaminandone le conseguenze e scoprendone la coerenza o le contraddizioni interne.

Platone e la teoria delle idee

Il pensiero greco giunse a piena fioritura con le filosofie di Platone e di Aristotele: il primo fu discepolo di Socrate, il secondo studiò per circa vent'anni presso l'accademia platonica.

Platone organizzò le dottrine di Socrate in un complesso sistema, che innestava il progetto di una riforma politica dello stato in una concezione complessiva del sapere e della realtà. Nella sua teoria delle idee, Platone sostenne che le cose del mondo reale, oggetto dell'opinione, sono solo ombre di forme eterne e immutabili, le idee appunto, che possono essere oggetto di una conoscenza certa. La teoria delle idee implica una teoria della conoscenza per la quale la percezione sensoriale si riferisce a oggetti sensibili e mutevoli, mentre la scienza deve riguardare solo oggetti immutabili e universali.

Aristotele e la conoscenza sensibile

All'opposto, secondo Aristotele, anziché riflettere l'articolazione delle idee la scienza si avvale di concetti che esprimono gli aspetti universali (le specie, i generi, le categorie) delle singole realtà sensibili. Pertanto la conoscenza non si riferisce più a idee separate dalle cose, ma alle sostanze sensibili, le quali consistono di una forma, che ne costituisce l'essenza, e di una materia (unione di forma e materia = sinolo). Descrivendo l'universo materiale, Aristotele riprese i quattro elementi empedoclei, aggiungendovi un quinto elemento, la "quinta essenza", l'unico costituente dei corpi celesti posti "sopra" il cielo della luna.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le origini della filosofia greca?
  2. La filosofia greca nasce principalmente in Grecia a causa del decadimento del mito e della nascita di nuove aggregazioni sociali, rappresentando il fondamento della speculazione occidentale.

  3. Come si evolve il mito nella filosofia greca?
  4. Il mito perde credibilità poiché offre risposte irrazionali; la filosofia emerge gradualmente da tradizioni culturali e religiose precedenti, cercando di spiegare la realtà in termini razionali.

  5. Qual è la differenza tra acropoli e agorà?
  6. L'acropoli era il centro politico e religioso, mentre l'agorà, situata a nord-est dell'acropoli, fungeva da centro politico e commerciale, rappresentando nuove aggregazioni sociali.

  7. Cosa caratterizza la scuola ionica di Mileto?
  8. La scuola ionica, con pensatori come Talete e Anassimandro, avviò la ricerca dell'arché, cercando di spiegare la natura in termini razionali, distaccandosi dagli elementi mitici.

  9. Qual è il contributo di Socrate alla filosofia?
  10. Socrate oppose il relativismo dei sofisti, cercando il significato universale dei valori morali attraverso la dialettica, un metodo di ricerca basato su domande per verificare le asserzioni.

Domande e risposte

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