Concetti Chiave
- La potenza della discontinuità si manifesta nel montaggio delle avanguardie russe, influenzando il cinema sperimentale e forme brevi come i videoclip.
- Lev Kulesov ha introdotto il montaggio costruttivo, evidenziando che il significato deriva dalle relazioni tra le inquadrature piuttosto che da esse singolarmente.
- Il costruttivismo, con il suo approccio tecnico e sociale, concepisce l'opera d'arte come una macchina per assemblare elementi diversi, enfatizzando il montaggio come processo creativo.
- Ejzensteijn ha definito il montaggio come l'essenza del cinema, espandendo poi il suo concetto ad altre forme artistiche, come poesia e pittura, sottolineando la sua universalità.
- La tecnica dell'effetto Kulesov dimostra come il montaggio possa influenzare l'interpretazione emotiva del pubblico, evidenziando l'importanza della sequenza visiva.
La potenza della discontinuità
Per comprendere nel dettaglio la potenza della discontinuità serve esaminare la concezione di montaggio elaborata nell’ambito delle avanguardie russe, la cui influenza si è propagata lungo la storia del cinema creando una corrente parallela a quella del cinema classico narrativo. Si può dire che non solo il cinema sperimentale, ma anche le forme brevi dell’audiovisivo come videoclip, hanno tratto il maggiore insegnamento da questa corrente, per questa ragione è fondamentale fissare alcuni punti, focalizzandosi sui principali esperimenti di montaggio di questa corrente.
Il montaggio costruttivo di Kulesov
Lev Kulesov è tra i primi autori a problematizzare l’idea di montaggio, la sua è un’idea di montaggio costruttivo, il significato per lui non risiede nelle singole inquadrature, bensì nelle relazione tra inquadrature stabilite dal testo. Nel 1920 viene affidata a lui la scuola statale di cinematografia che concepì come un laboratorio creativo in cui si formarono due dei più grandi registi dell’epoca: Pudovkin e Ejzensteijn. La scuola soffriva di una grande penuria di mezzi: la cinematografia sovietica faticava infatti a rendersi autonoma causa dell’isolamento politico e di un mercato invaso da film stranieri, e quindi gli allievi non disponevano nemmeno di scorte di pellicola sufficiente. Così si ingegnarono, infatti il processo cinematografico iniziò ad essere esaminato con esperimenti fatti montando e rimontando vecchi spezzoni di pellicola, in questo modo dimostrarono che durante la visione, la reazione dello spettatore dipendesse più dal montaggio che dalla singola inquadratura. Si ricorda così l’effetto Kulesov: alternò con il montaggio il primo piano dell’attore con riprese di vario tipo (un banchetto, un cadere, corpo donna) e sebbene l’espressione del volto non cambiasse, il pubblico percepiva i suoi stati d’animo come fame, paura o desiderio. Questa tecnica consentì quindi di capire che lo spettatore può inferire relazioni spazio temporali quando si ritrova innanzi a elementi eterogenei. il regista sia capace di creare uno spazio e un tempo che non esistono nella realtà, a fondamento di questa idea i montaggio di poneva un paradigma artistico, ossia il costruttivismo.
Il costruttivismo e il montaggio
Corrente con derivazioni dal futurismo e dal cubismo, che dominavano l’ambito artistico, gli artisti costruttivisti erano impegnati in una ricerca stilistica astratta, ma allo stesso tempo piegata a un risultato concreto. Concepivano l’arte come un adempimento legato a una funzione sociale, quindi cercavano di non sposare l’idea dell’arte come viatico per la contemplazione, bensì’ adottavano un approccio strumentale, tecnico e scientifico. Si evidenzia poi nel costruttivismo un’idea che porta l’opera d’arte a essere concepita come una vera e propria macchina volta a enfatizzare le logiche dell’assemblaggio tra elementi diversi, si parlava infatti di montage. L’artista è quindi più un tecnico, non si bada all’ispirazione intima dell’artista perché questi dev’essere un artigiano che lavora in modo razionale con i propri strumenti e attrezzi, dunque l’aspetto teorico e quello pratico risultano uniti però per arrivare a formulare il concetto di attrazione, cioè creare un’analogia tra eventi ed elementi eterogenei che orienti la risposta emotiva dello spettatore.
Ejzensteijn e l'attrazione
Idea elaborata in particolar modo dal regista Ejzensteijn, in un primo momento intese il montaggio come l’essenza del cinema, ciò che lo distinguesse dalle altre arti, più tardi estese le sue teorie sul montaggio anche alle altre arti, finendo con il definirlo l’elemento proprio di qualsiasi creazione artistica presente quindi nella poesia così come nella pittura.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del montaggio nella concezione di Kulesov?
- Come ha influenzato il costruttivismo il montaggio cinematografico?
- Qual è il ruolo dell'artista secondo la corrente costruttivista?
- In che modo Ejzensteijn ha ampliato le teorie sul montaggio?
- Qual è il legame tra il montaggio e la percezione dello spettatore?
Kulesov sostiene che il significato non risiede nelle singole inquadrature, ma nelle relazioni tra di esse, dimostrando che la reazione dello spettatore dipende più dal montaggio che dalla singola inquadratura, come evidenziato nell'effetto Kulesov.
Il costruttivismo ha portato a concepire l'opera d'arte come una macchina per enfatizzare l'assemblaggio di elementi diversi, promuovendo un approccio tecnico e scientifico all'arte, come descritto nel testo.
L'artista è visto come un tecnico e artigiano che lavora razionalmente con strumenti e attrezzi, unendo teoria e pratica per creare attrazione tra eventi ed elementi eterogenei, come spiegato nel testo.
Ejzensteijn inizialmente considerava il montaggio come l'essenza del cinema, ma successivamente ha esteso le sue teorie a tutte le arti, definendolo un elemento fondamentale in qualsiasi creazione artistica.
Il montaggio consente allo spettatore di inferire relazioni spazio-temporali tra elementi eterogenei, influenzando la sua risposta emotiva, come dimostrato dagli esperimenti di Kulesov e dal costruttivismo.