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Concetti Chiave

  • La transizione dall'arcaismo al classicismo segna un cambiamento significativo, con l'abbandono del sorriso arcaico a favore di una rappresentazione più imperturbabile.
  • Le statue greche evolvono con teste più piccole e sferiche, occhi e bocca meglio posizionati, e una distribuzione armoniosa della massa muscolare.
  • La scultura in bronzo richiede una prima fase di modellazione in terracotta, seguita dalla fusione in bronzo, un processo che richiede grande precisione.
  • I Bronzi di Riace, ritrovati nel mar Ionio, sono considerati monumenti donari dedicati agli eroi ateniesi caduti, evidenziando l'importanza artistica del periodo.
  • Mirone ha rivoluzionato la rappresentazione degli atleti con il discobolo, catturando il momento di massimo sforzo muscolare e simboleggiando l'ideale greco.

Transizione dall'arcaismo al classicismo

Fase di transizione: “snodo” di passaggio tra arcaismo e classicismo

Sparisce il sorriso arcaico ma entra l’atarassia, cioè l’imperturbabilità/senza emozioni.

Lo scultore introduce il movimento, eliminando così gli elementi fissi.

Iniziano le sezioni di corpi in ambito scientifico così anche gli artisti riflettono questo aspetto.

Qual è l'evoluzione delle statue greche?

Le statue greche si rivoluzionano: la testa si rimpicciolisce e diventa perlopiù sferica; di conseguenza gli occhi e la bocca trovano il giusto posizionamento; le palpebre diventano più consistenti, i capelli non sono più raccolti in trecce, ma sono raffigurati con ciocche ricciolute. La massa muscolare viene ben distribuita su tutto il corpo, si allargano le spalle e si arrotonda il busto; le gambe sono slanciate.

Tecniche di scultura in bronzo

Viene introdotto il bronzo quindi si faceva prima una prova della scultura in terracotta (materiale molto modellabile) così se si sbagliava qualcosa era subito rimodellabile con un po’ di acqua. Appena sicuri dell’opera si versava sopra il bronzo per fare la fusione. Se si sbagliava quest’ultima bisognava ricominciare da capo.

Gli occhi delle statue erano di bronzo o altri metalli.

Tempio di Egina e i suoi frontoni

Tempio di Egina (510-500 a.C, Calcare)

La cella era accessibile attraverso un pronao con due colonne tra le ante e tutto l’edificio era rivestito di stucco.

I frontoni vennero ritrovati nel 1811 e furono restaurati dal danese Bertel Thorvaldsen che ricostruì delle parti mancanti e rimodellò le figure.

• Frontone occidentale (500 a.C)

È quello meglio conservato, ha un linguaggio ancora arcaico. Sono sopravvissute 13 figure

Il tema centrale è Atena Aphaia che non prende parte alla battaglia. Alla sua destra spunta il probabile figlio di Telamone, Aiace impegnato nel duello con la lancia

I Greci si trovano all’interno e i Troiani all’esterno (come le armi).

Più si scendeva sugli angoli più diminuiva quindi così:

• Frontone orientale (490-480 a.C)

Rappresenta stili naturalistici.

Rappresenta una fase della guerra di Troia: Atena è in movimento (sembra quasi un comandante).

Arciere: Ercole/Eracle= figura forte (muscoli). Massa e tensione nelle braccia e gambe. Sorriso arcaico debole.

Guerriero morente: rotazione del tronco verso le gambe

Mirone, il discobolo (copia romana del 450 a.C, Marmo 124cm)

Mirone e il discobolo

Mirone frequentava molti ginnasi e palestre dove si ispirava schizzando anche gli atleti e da ogni discobolo estraeva il “meglio” e lo rappresentava in un'unica statua.

L’atleta è rappresentato nel momento in cui sta per lanciare quindi i muscoli sono contratti e la tensione è al punto più alto.

Il baricentro è sul piede destro stabile mentre il piede sinistro poggia solo sulle punte, il busto è quasi frontale e la testa è in asse col busto.

Le braccia sono un arco perfetto composto dal braccio destro (col disco) a quello sinistro che poggia sul ginocchio.

La statua è inoltre considerata un semidio perché ha un viso impassibile nonostante lo sforzo.

Le gambe piegate disegnano due triangoli di diversa ampiezza.

La testa è estranea alla tensione muscolare del corpo.

Possiede il kairos.

L’artista greco vuole rappresentare l’ideale non il reale.

Zeus saettante e la sua origine

Zeus saettante (Poseidon, 460 a.c bronzo, 209cm)

Le materie prime scarseggiavano

Non si sa chi lo abbia realizzato: c’è chi dice che è stato realizzato da Capo Artemisio e c’è chi dice invece che sia stato realizzato da Calamide, un artista proveniente dalla Beozia o dall’Attica, attivo tra il 480-440 a.C..

La statua rappresenta il lancio di un fulmine (se fosse Zeus) o di un tridente (nel caso di Poseidone) per punire atarassicamente (senza emozione).

Busto frontale, volto girato, gamba sinistra salda a terra, destra stante (in piedi). Braccio sinistro→trova il baricentro.

Kritios e l'efebo

Kritios, efebo (480 a.C, Marmo, 86cm)

Possiede alcuni ideali che saranno poi usati da Policleto: infatti si può notare una lieve rotazione della testa, l’appoggio sulla gamba più arretrata e una rotazione del bacino, il quale si solleva. Queste soluzioni determinano se la statua è in movimento o in una posizione stante; l’appoggio su di una gamba, rispetto ai kuroi arcaici, è veramente innovativo.

Non presenta il sorriso arcaico.

Bronzi di Riace: scoperta e significato

Bronzi di riace (460-450 a.C, bronzo, 205cm)

Ritrovati nel mar Ionio nell’agosto del ’72, i due bronzi sono chiamato guerriero A (il giovane) e guerriero B (il vecchio).

Dagli studi si capisce che questi due bronzi fanno parte di un monumento donario (dedicato a qualcuno) agli eroi Ateniesi caduti durante le guerre persiane.

A metà del 5° secolo statue come questi bronzi erano richiestissimi e c’era una vera e propria “febbre” artistica.

Le statue rappresentano due opliti a riposo, infatti, sono in posizione eretta con la gamba sinistra che accenna al passo.

Si pensa che la mano destra reggesse una spada o più probabilmente una lancia, mentre quella sinistra, tesa, uno scudo.

I volti sono conservati molto bene e si vedono ancora i fori dove andava attaccato l’elmo. Le labbra e i capezzoli sono fatti di rame, i denti di lamina d’argento e gli occhi di pietra.

L’anatomia è ben definita: il corpo è un insieme coerente, coeso.

Il guerriero A presenta un’anatomia più curata e dei muscoli meglio definiti e più tesi rispetto al guerriero B.

Il guerriero A è recato intorno al 460 a.C mentre il guerriero B nel 430 a.C, quando definire la muscolatura era meno importante. Inoltre si pensa che il vecchio sia stato costruito per sostituire eventualmente un altro bronzo.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale caratteristica della transizione dall'arcaismo al classicismo nella scultura greca?
  2. La transizione segna la scomparsa del sorriso arcaico e l'introduzione dell'atarassia, con scultori che iniziano a rappresentare il movimento e a riflettere su proporzioni scientifiche nei corpi (testo).

  3. Come si evolve la rappresentazione delle statue greche nel periodo classico?
  4. Le statue greche si trasformano con teste più piccole e sferiche, occhi e bocca meglio posizionati, e una distribuzione più armoniosa della massa muscolare, con spalle allargate e busti arrotondati (testo).

  5. Quali tecniche venivano utilizzate per la scultura in bronzo nell'antica Grecia?
  6. Gli artisti realizzavano prima una prova in terracotta, facilmente modellabile, e solo dopo, una volta certi dell'opera, versavano il bronzo per la fusione, consapevoli che eventuali errori avrebbero richiesto di ricominciare da capo (testo).

  7. Qual è il significato dei Bronzi di Riace e come sono stati scoperti?
  8. I Bronzi di Riace, ritrovati nel mar Ionio nel 1972, rappresentano due opliti a riposo e sono considerati monumenti donari dedicati agli eroi ateniesi caduti nelle guerre persiane, evidenziando una "febbre" artistica del V secolo a.C. (testo).

  9. In che modo Mirone ha influenzato la rappresentazione degli atleti nella scultura?
  10. Mirone, ispirandosi agli atleti nei ginnasi, ha creato il Discobolo rappresentando l'atleta nel momento di massimo sforzo, con muscoli contratti e una composizione che esprime l'ideale piuttosto che il reale (testo).

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