Concetti Chiave
- La rappresentazione della figura umana nell'arte antica evolve con un'accurata indagine del movimento, abbandonando la staticità ieratica per un approccio anatomico più dettagliato.
- Caratteristiche distintive delle figure includono pettinature a calotta, occhi arrotondati, labbra morbide e naturali, e posture dinamiche con gambe portate in avanti e volti leggermente ruotati.
- Il "Doriforo" di Policleto incarna la perfezione del corpo umano attraverso il canone e il chiasmo, stabilendo proporzioni ideali e un equilibrio dinamico, anche quando in posizione di riposo.
- Il "Discobolo" di Mirone esprime il dinamismo tramite linee di forza che creano un effetto di movimento percepibile solo da un punto frontale, nonostante la concezione dello spazio rimanga bidimensionale.
- L'Auriga di Delfi mostra un movimento nascosto attraverso una scultura apparentemente statica, con una tensione muscolare che indica dinamismo solo da una visione profilo.
Evoluzione della figura umana
Tema: è ancora la figura umana, sia maschile sia femminile. La novità è che gli artisti studiano il movimento del corpo umano: sparisce la posizione ieratica e statica e l’indagine anatomica e più dettagliata e precisa.
Le differenze - La pettinatura non è più a treccioline ma a calotta;
- Gli occhi si discostano dal modello orientale: non sono più a mandorla, sbarrati e fissi ma arrotondati e naturali;
- Scompare il “sorriso arcaico” e compaiono labbra morbide e naturali, rappresentate a volte addirittura dischiuse;
- Il volto è leggermente ruotato;
- La gamba viene portata in avanti, viene piegato il ginocchio costituendo un movimento che abbassa il fianco e leggermente la spalla inclinando il bacino;
- Viene usato un nuovo materiale: il bronzo, lavorato con una nuova tecnica a cera persa che permette di realizzare figure con forme aperte nello spazio senza sostegni.
Auriga di Delfi: quale è il movimento nascosto?
Auriga di Delfi di Sothas di Tespie
Viene scolpito un atleta (attività determinabile dalla tunica che porta) che corre una gara con carri. La scultura sembra statica ma in realtà la schiena inarcata indica un movimento, che si vede solo di profilo.
Dio di Capo Artemisio di Kalamis
La statua reggeva, in origine, un oggetto che identificava il soggetto. Una volta andato perduto possiamo solo ipotizzare tre possibili soggetti: Zeus, se l'oggetto fosse stato un fulmine, Poseidone, se fosse stato un tridente oppure un atleta se fosse stata una lancia.
Le linee di forza sono la bisettrice, più naturale e curva perché rappresenta il movimento, e la linea che collega le mani. Esse creano un effetto dinamico, ma il movimento si percepisce solo da una visione frontale.
I muscoli del soggetto sono in tensione, ma questa tensione non corrisponde al movimento reale del corpo. La figura si muove soltanto in una direzione e la concezione dello spazio è ancora bidimensionale (pare chiusa tra due piani paralleli).
Discobolo di Mirone: dinamismo frontale
Discobolo di Mirone
Nella scultura di Mirone, il movimento si percepisce solo da un punto preciso, quello frontale e solo grazie alle linee di forza. La scultura è tridimensionale ma la concezione dello spazio è ancora bidimensionale.
Le linee di forza sono l’ampio arco descritto dalle braccia aperte, dalle spalle e dalla gamba sinistra; i tre triangoli descritti dal braccio, dal fianco e dalla coscia destri e dalla gamba sinistra. Queste linee donano un effetto dinamico e danno alla scultura la posizione innaturale.
Doriforo di Policleto: perfezione e canone
Doriforo di Policleto
Il Doriforo (che significa “portatore di lancia”) rappresenta forse un atleta o forse un eroe. Sappiamo però che con questa scultura di Policleto del 450 a.C., la rappresentazione del corpo umano raggiunge la perfezione attraverso il canone e il chiasmo.
“Canon” è il titolo di un libro che Policleto scrive per spiegare il suo lavoro. Significa “modello” e sta alla scultura come l’ordine architettonico sta all’architettura del tempio. La testa diventa il modulo, l’unità di misura, e risulta 1/8 del corpo e così il busto sarà 3/8 e le gambe 4/8: si stabilisce che questa è la proporzione perfetta del corpo umano.
Il chiasmo è la corrispondenza inversa tra il movimento e stai, tra arti superiori e arti inferiori: rappresenta il perfetto equilibrio.
Il Doriforo è rappresentato in una posizione di riposo: il movimento del braccio sinistro che porta le frecce corrisponde alla gamba destra che porta il peso del corpo; il braccio destro è lasciato lungo il fianco e corrisponde alla gamba sinistra. Attraverso il chiasmo, Policleto ottiene un equilibrio dinamico della scultura: anche se non si sta muovendo, il Doriforo è nello spazio in maniera tridimensionale.
Le linee di forza sono la bisettrice del corpo, le linee oblique che collegano tra loro le spalle, le anche, le ginocchia e le caviglie.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale novità nell'evoluzione della figura umana nell'arte antica?
- Come si manifesta il movimento nella scultura dell'Auriga di Delfi?
- Quali elementi contribuiscono a creare un effetto dinamico nel Discobolo di Mirone?
- Cosa rappresenta il Doriforo di Policleto e quale innovazione introduce?
- Qual è il significato del termine "canone" nel contesto della scultura di Policleto?
La principale novità è lo studio del movimento del corpo umano, che sostituisce la posizione ieratica e statica con un'indagine anatomica più dettagliata e precisa.
Sebbene l'Auriga di Delfi sembri statica, la schiena inarcata indica un movimento percepibile solo di profilo, evidenziando una concezione dello spazio ancora bidimensionale.
L'effetto dinamico è creato dalle linee di forza, come l'ampio arco delle braccia e i triangoli formati da braccio, fianco e gamba, che si percepiscono solo da un punto frontale.
Il Doriforo rappresenta un atleta o un eroe e introduce il concetto di "canone", stabilendo proporzioni perfette del corpo umano e un equilibrio dinamico attraverso il chiasmo.
"Canone" si riferisce a un modello di proporzioni perfette del corpo umano, dove la testa è 1/8 del corpo, stabilendo un'unità di misura fondamentale per la scultura.