Concetti Chiave
- Lo screening è valido solo per patologie con una fase pre-clinica diagnosticabile e curabili, garantendo diagnosi prima della comparsa dei sintomi.
- I test di screening devono essere non invasivi, economici e disponibili in vari livelli di trattamento per garantire efficacia e accessibilità.
- Risultati dei test possono essere positivi o negativi, con un focus particolare sulla sensibilità e specificità per ridurre il rischio di falsi negativi.
- Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) gestisce lo screening attraverso protocolli regionali, monitoraggio delle performance e comunicazioni attive con i soggetti.
- Un percorso di screening per tumori prevede test di vari livelli, con follow-up basato sui risultati per garantire un trattamento tempestivo e adeguato.
Indice
Quali sono i criteri per lo screening?
Si può fare screening solo per determinate patologie che rispettano criteri ben specifici:
- deve esistere una fase pre-clinica diagnosticabile: una fase della patologia dove questa già ha iniziato a svilupparsi (es. tumore) pur non essendo ancora sintomatica, se comparisse direttamente in modo sintomatico non potrei diagnosticarla prima.
- devo avere disponibilità di vari livelli di trattamento: fare diagnosi precoce con test estremamente rapidi, non invasivi, economici.
- deve avere un certo valore epidemiologico: la patologia dev’essere abbastanza frequente nella popolazione (tumore mammella primo tumore della donna).
- deve essere sostenibile dal punto di vista costo-beneficio.
- si fa per patologie curabili.
Funzionamento dei test di screening
I test di screening non sono mai diagnostici (es. un Pap-test positivo non mi dice che ho un cancro, sarà necessario fare un test diagnostico).
Se negativo -> non faccio altri esami, possono essere veri o falsi negativi. Spero che il numero di veri negativi sia il 100% (ovviamente il 100% in medicina non esiste) e che il numero di falsi negativi sia lo 0%.
Se positivo -> esame di approfondimento più complesso e accurato, identifica i veri positivi (sperando sia tendente al 100%) o i falsi positivi (sovradiagnosi).
Risultati e implicazioni dei test
L’esame può dare due opzioni:
- Risultato positivo (trovo la malattia) o negativo (non trovo la malattia). Se il test trova il vero malato quando positivo è molto sensibile, un test che trova un sano quando è negativo è un test molto specifico.
- Le due altre opzioni sono i falsi negativi e i falsi positivi. Per il paziente è peggio avere un falso negativo che un falso positivo, perché questo porta ad un ritardo di diagnosi e quindi una progressione della patologia.
Sensibilità = n. veri positivi (A) / totale malati (A+C) Specificità = n. veri negativi (D) / totale sani (B+D)
Valore predittivo positivo = n. veri positivi (A) / totale positivi (A+B)
Valore predittivo negativo = n. veri negativi (D) / totale negativi (C+D)
-> Questi ultimi valori sono complementari.
Il’Ssn, che poi si organizza nei servizi regionali, utilizza risorse per organizzare lo screening (es. tutte le donne in una fascia di età). Quindi c’è normativa di riferimento, un protocollo di riferimento, ed una chiamata attiva del soggetto (mediante lettera, messaggio, mail...) in strutture dedicate. Per vedere se è funzionale c’è un monitoraggio della performance, chi entra in un percorso di screening essere seguito anche 20-30aa.
Fatto dal soggetto stesso per sua iniziativa o consiglio del suo medico (donna che si fa la mammografia ad una certa età perché si sente a rischio), non c’è nessun monitoraggio e soprattutto non viene inserito in nessun percorso di screening.
Un percorso di screening per una patologia tumorale funziona grazie ad un centro di screening, un’unità operativa chirurgia/medicina interna/reumatologia che invita la popolazione a svolgere il test di 1 livello. Se negativo manda lettera a casa con risultato negativo e il richiamo fissato per il futuro in base allo screening stesso, se positivo si invita ad un test di approfondimento per capire se è vero o falso positivo. Se negativo anche l’esame di 2 livello allora ci si rivede dopo anni, se positivo si fa un test di 3 livello, che è diagnostico di solito, e si imposta una terapia medica/ chirurgica etc.
Domande da interrogazione
- Quali sono i criteri fondamentali per lo screening di una patologia?
- Qual è la differenza tra test di screening e test diagnostici?
- Quali sono le implicazioni di un risultato positivo o negativo in un test di screening?
- Come vengono calcolate la sensibilità e la specificità di un test di screening?
- Qual è il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nello screening?
Lo screening può essere effettuato solo se esiste una fase pre-clinica diagnosticabile, se ci sono vari livelli di trattamento disponibili, se la patologia ha un valore epidemiologico significativo, se è sostenibile dal punto di vista costo-beneficio e se riguarda patologie curabili.
I test di screening non sono diagnostici; ad esempio, un Pap-test positivo non conferma la presenza di cancro, ma richiede ulteriori esami diagnostici per una conferma.
Un risultato positivo indica la presenza della malattia e richiede esami di approfondimento, mentre un risultato negativo significa assenza di malattia, ma può includere falsi negativi, che sono più problematici per il paziente.
La sensibilità è calcolata come il numero di veri positivi diviso il totale dei malati, mentre la specificità è il numero di veri negativi diviso il totale dei sani, fornendo informazioni sulla precisione del test.
Il SSN organizza lo screening attraverso servizi regionali, seguendo normative e protocolli, e monitora la performance per garantire che i soggetti siano seguiti nel lungo termine, a differenza di screening effettuati su iniziativa personale.