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Concetti Chiave

  • Liutprando, re dei Longobardi, cercò di unificare l'Italia sottraendo territori ai Bizantini e aumentando il controllo sui ducati lontani dalla sua sede a Pavia.
  • Il suo successore Astolfo continuò il progetto, conquistando Ravenna e ponendo fine alla presenza bizantina nell'Italia del Nord nel 751.
  • Il papato, non avendo forze militari, si alleò con il re franco Pipino, il quale intervenne nel 754 per costringere Astolfo alla pace e garantire territori alla Chiesa.
  • Nonostante la pace, i Longobardi rimasero interessati all'espansione su Roma, innescando uno scontro finale con i Franchi.
  • Questo scontro culminò nella fine del potere longobardo in Italia circa venti anni dopo, segnando un cambiamento significativo nella storia italiana.

Liutprando e il suo progetto

Una svolta si ebbe all’inizio dell’VII secolo, quando sul trono dei Longobardi salì Liutprando (712-744). Egli perseguì il progetto di riunire in uno Stato unitario tutta la penisola, sottraendo ai Bizantini i territori ancora conservati su territorio italico e imponendo un più stretto controllo sui ducati, soprattutto quelli – come Spoleto e Benevento – più lontani dalla sede del Regno (che era a Pavia). In effetti, Liutprando riuscì a impadronirsi di Ravenna che fu però ben presto riconquistata dai Bizantini e giunse nuovamente alle porte di Roma.

Ma qui, proprio come il suo predecessore Agilulfo, preferì cercare un accordo con il papa, la cui alleanza gli era necessaria per fronteggiare i Bizantini e i Franchi.

Astolfo e la fine dei Bizantini

Il progetto di Liutprando fu ripreso dal suo successore, Astolfo (749 – 756), salito al potere dopo aver costretto il fratello Ratchis ad abdicare. Astolfo impadronitosi di Ravenna e della Pentapoli, nel 751 pose fine alla presenza bizantina nell’Italia del Nord. Eliminati dalla scena i Bizantini, il papato rimaneva la sola entità politica che si frapponeve al completo dominio dell’Italia da parte dei Longobardi.

Il papato e l'intervento franco

Del resto, pur essendo militarmente inerme, lo Stato della Chiesa poteva contare su un alleato fidato e temibile, ossia sul re dei Franchi, con il quale aveva da tempo un rapporto privilegiato. Per rispondere all’appello del papa in pericolo, nel 754 il re franco Pipino scese in Italia e costrinse Astolfo alla pace (nel 756), con cui il re longobardo si impegnava a cedere alla Chiesa vasti territori nell’Italia centrale e la stessa Ravenna.

Partiti i Franchi, tuttavia, i Longobardi non rinunciarono alle loro mire espansionistiche su Roma; proprio questa, anzi, sarebbe stata la causa dello scontro finale tra Franchi e Longobardi che avrebbe posto fine, circa venti anni dopo al potere longobardo in Italia.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il principale obiettivo di Liutprando durante il suo regno?
  2. Liutprando mirava a riunire tutta la penisola italiana in uno Stato unitario, sottraendo ai Bizantini i territori ancora in loro possesso e imponendo un controllo più stretto sui ducati, come Spoleto e Benevento, lontani dalla sede del Regno a Pavia.

  3. Come ha influito Astolfo sulla presenza bizantina in Italia?
  4. Astolfo, successore di Liutprando, riuscì a impadronirsi di Ravenna e della Pentapoli, ponendo fine alla presenza bizantina nell'Italia del Nord nel 751, lasciando il papato come unica entità politica a ostacolare il dominio longobardo.

  5. Qual è stato il ruolo del papa nell'interazione tra Longobardi e Franchi?
  6. Il papa, pur essendo militarmente vulnerabile, aveva un alleato potente nei Franchi; nel 754, il re Pipino intervenne in Italia per costringere Astolfo alla pace, che comportò la cessione di vasti territori alla Chiesa, ma le mire espansionistiche longobarde su Roma continuarono a creare tensioni.

Domande e risposte

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