Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Schopenhauer considera il suicidio un'affermazione della volontà di vivere, non una liberazione, in quanto non elimina la volontà stessa ma solo una delle sue manifestazioni.
  • La vera liberazione dal dolore non è nell'eliminazione di vite, ma nel distacco dalla volontà di vivere, attraverso l'arte, la morale e l'ascesi.
  • L'arte rappresenta una via di fuga dal dolore, permettendo di contemplare idee eterne e sollevarsi dalle necessità quotidiane, sebbene offra solo un conforto temporaneo.
  • La morale, secondo Schopenhauer, nasce dalla compassione e si concretizza in giustizia e carità, ma resta legata al dolore della vita e non ne offre una vera liberazione.
  • L'ascesi è l'ultima via per liberarsi dal dolore, attraverso la rinuncia al desiderio di esistere, che porta alla morte della volontà di vivere e alla vera libertà.

Il dilemma del suicidio

Poiché l’esistenza di Schopenhauer è sostanzialmente dolore, la soluzione più logica sarebbe quella di un “suicidio universale”. Ma il filosofo condanna il suicidio, in quanto non è un rifiuto, una liberazione dalla volontà, ma un’affermazione di essa stessa (invece che negare la volontà, egli nega la vita e si libera dal corpo). Inoltre, il suicidio sopprime solo una delle tante manifestazioni fenomeniche della volontà di vivere, lasciando intatta la stessa volontà che, pur morendo in un individuo, rinasce in mille altri.

Le vie di liberazione

La vera risposta al dolore dell’esistenza non consiste nell’eliminazione di una o più vite, ma nella liberazione dalla volontà di vivere stessa. Schopenhauer individua tre vie di liberazione dal dolore:

L'arte come via di fuga

-L’arte: l’arte, come sosteneva Kant nella Critica del giudizio, è la conoscenza libera e disinteressata, che permette di sollevare lo sguardo dal mondo fenomenico, rivolgendolo alle idee, ai modelli ideali ed eterni delle cose. Attraverso la contemplazione delle idee, quindi, l’arte consente all’individuo di estraniarsi dai bisogna e dai desideri quotidiani, staccandosi dalla realtà (l’uomo non vive la vita ma la contempla, elevandosi al di sopra della volontà e del dolore). Le arti sono organizzate gerarchicamente, dall’architettura (livello più basso = volontà si manifesta nella materia inorganica), alla scultura, alla pittura, alla poesia e infine alla musica (immediata rivelazione della volontà, non riproduce le idee mimeticamente). L’arte ha però un carattere temporaneo e parziale, non definitivo (conforto alla vita).

La morale e la compassione

-La morale: la morale è per Schopenhauer, non è un imperativo categorico fondato sulla scelta della ragione sull’istinto (Kant), ma nasce da un superamento dell’egoismo e da un sentimento di compassione e pietà (Hume) nei confronti del prossimo, tramite il quale avvertiamo come nostre le sofferenze degli altri e ne condividiamo i dolori. Essa si concretizza in due virtù: la giustizia, che consiste nel non fare il male e riconoscere all’altro ciò che riconosciamo a noi stessi (lato negativo); e la carità, la volontà positiva e attiva di agire per gli altri e fare del bene al prossimo. La morale, però, rimane lo stesso all’interno della vita, presupponendo un attaccamento ad essa, in quanto ci si libera dall’egoismo ma non dal dolore connesso alla volontà.

L'ascesi e il nirvana

-L’ascesi: l’ascesi è l’ultima via di liberazione dal dolore, che nasce dall’orrore dell’uomo per l’essere di cui egli stesso è manifestazione (volontà). Essa è quindi l’esperienza attraverso la quale l’individuo tenta di estirpare il desiderio di esistere, godere e volere, tramite la castità, l’umiltà, il digiuno, la povertà, il sacrificio e l’automacerazione. La rinuncia alla dimensione materiale e corporea, legata alla volontà, provoca la morte del corpo e, quindi, della volontà di vivere (vinta completamente in un solo individuo perirebbe tutta poiché è una sola). Vinta la dimensione materiale l’uomo diviene autenticamente libero.

Raggiunta l’ascesi con le pratiche ascetiche, il cammino per la salvezza giunge al nirvana, che Schopenhauer identifica con la noluntas, l’annullamento del volere (essenza profonda del mondo), che permette di sperimentare il nulla (nulla relativo al mondo, una negazione del mondo stesso che consente di trovare l’autentica quiete).

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la posizione di Schopenhauer riguardo al suicidio?
  2. Schopenhauer condanna il suicidio, poiché non rappresenta un rifiuto della volontà, ma un'affermazione della stessa, lasciando intatta la volontà di vivere che si manifesta in altri individui.

  3. Quali sono le tre vie di liberazione dal dolore secondo Schopenhauer?
  4. Le tre vie di liberazione dal dolore sono l'arte, la morale e l'ascesi, ognuna delle quali offre un modo per distaccarsi dalla volontà di vivere.

  5. In che modo l'arte contribuisce alla liberazione dall'esistenza?
  6. L'arte permette di elevare lo sguardo oltre il mondo fenomenico, consentendo all'individuo di contemplare idee ideali e di estraniarsi dai desideri quotidiani, anche se il suo effetto è temporaneo.

  7. Come si definisce la morale secondo Schopenhauer?
  8. La morale, per Schopenhauer, nasce da un superamento dell'egoismo e da un sentimento di compassione, concretizzandosi in giustizia e carità, ma rimane comunque legata alla vita e al dolore.

  9. Qual è il significato dell'ascesi e del nirvana nella filosofia di Schopenhauer?
  10. L'ascesi è la via finale per liberarsi dal dolore, attraverso la rinuncia ai desideri materiali, mentre il nirvana rappresenta l'annullamento del volere, permettendo di sperimentare la vera quiete.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community