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Concetti Chiave

  • La Critica della Ragion Pura analizza il mondo fenomenico come un sistema deterministico, negando la libertà umana nella sua struttura causale.
  • Nella Critica della Ragion Pratica, Kant postula la libertà umana e l'esistenza di Dio come condizioni fondamentali per la morale, suggerendo un mondo noumenico indeterministico.
  • Il sentimento, come terza facoltà, permette di esperire la finalità del reale, fungendo da ponte tra i mondi fenomenico e noumenico, senza fornire conoscenze teoriche.
  • La bellezza è definita da Kant attraverso quattro aspetti, evidenziando che il giudizio estetico è universale e non può essere ridotto a concetti razionali o a mere percezioni sensoriali.
  • Kant distingue tra il piacevole e il piacere estetico, sottolineando che il primo si basa su giudizi empirici, mentre il secondo si fonda su giudizi estetici puri e contemplativi.

Critica della ragion pura

• Critica della Ragion Pura: (mondo fenomenico e deterministico “conosciuto” dalla scienza).

Realtà in termini meccanicistici.

Natura appare come una struttura causale e necessaria (non c’è posto per la libertà umana).

Critica della ragion pratica

• Critica della Ragion Pratica: (mondo noumenico e finalistico “postulato” dall’etica)

• Realtà in termini indeterministici e finalistici.

• Si postulano, come condizioni della morale, la libertà dell’uomo e l’esistenza di Dio.

Critica del giudizio e sentimento

Critica del Giudizio: (analisi dei giudizi riflettenti).

• In essa Kant studia il sentimento, come nella Critica della Ragion Pura aveva studiato la conoscenza e nella Critica della Ragion Pratica la morale.

Sentimento:

• Terza facoltà secondo Kant e un campo di attività autonoma.

• È la facoltà mediante cui l’uomo fa esperienza di quella finalità del reale esclusa dalla Critica della Ragion Pura e postulata dalla Critica della Ragion Pratica.

*Attenzione: il sentimento e la Critica del Giudizio non fanno da sintesi (superamento) alle altre due critiche.

• Il sentimento è, secondo Kant, una esigenza umana (no valore conoscitivo e teorico).

• Permette, nel soggetto, l’incontro (non la conciliazione) tra i due mondi (fenomenico e noumenico).

Giudizi determinati e sentimentali

Giudizi determinati: giudizi conoscitivi e scientifici studiati nella critica della ragion pura.

• Determinano gli oggetti fenomenici con forme a priori universali (spazio, tempo, categorie).

Giudizi sentimentali: costituiscono il campo dei giudizi riflettenti.

• Interpretano la natura, mediante i giudizi determinati, attraverso le nostre esigenze universali di finalità ed armonia.

• Giudizio (con la maiuscola), come facoltà intermedia tra intelletto e ragione, tra conoscenza e morale.

Organo dei giudizi riflettenti.

• Giudizi riflettenti divisi in: 1) estetico, che verte sulla bellezza; 2) teleologico*, riguardo i fini della natura.

• Entrambi sono giudizi sentimentali puri, ossia derivanti a priori dalla nostra mente.

* Nel giudizio teleologico, la finalità non è un dato verificabile, ma solo un nostro modo di vedere il reale.

Analisi del bello

Estetica assume il significato di “dottrina dell’arte e della bellezza”.

• Quattro definizioni di bellezza:

• 1) Secondo la qualità: il bello è l’oggetto di un piacere senza alcun interesse.

• Non serve sapere l’utilità dell’oggetto, ma soltanto che la semplice rappresentazione dell’oggetto è accompagnata in me da piacere.

• 2) Secondo la quantità: ciò che piace universalmente senza concetto (senza spazio, tempo o categorie).

• Il bello non deve rifarsi ad un ragionamento o ad una serie di concetti.

• 3) Secondo la relazione: la bellezza è un libero gioco di armonie formali che non rimanda a concetti precisi e non risulta imprigionabile in schemi conoscitivi.

• 4) Secondo la modalità: ciò che senza concetto è riconosciuto come oggetto di un piacere necessario.

• Il giudizio estetico deve essere universale (pretesa di universalità).

• Il bello è qualcosa che tutti percepiscono intuitivamente ma che nessuno riesce a spiegare intellettualmente.

• Non essendoci principi razionali del gusto o ideali rigidi di bellezza, l’educazione alla bellezza non può avere manuale tecnico.

Sofisti: bellezza relativa, soggettiva, dovuta ad una serie di convinzioni attribuite ad un gruppo di appartenenza.

Senofane: gli uomini scolpiscono gli Dei secondo il loro aspetto fisico.

Platone: 1) Imitazione, ente imita l’idea di uomo; 2) Partecipazione, ogni ente è parte rispetto all’idea.

• Aspetto formale (Aristotele): bellezza data dalla composizione delle parti costitutive che danno armonia.

Oggettività: neoclassicismo, 1700, è bello in sé (intelletto formalizza le caratteristiche dell’oggetto, che sono già esistenti).

• Kant distingue il piacevole (ciò che piace ai sensi) dal piacere estetico.

• Il piacevole si basa su giudizi estetici empirici, scaturiti dai sensi.

• Il piacere estetico si basa invece su giudizi estetici puri, scaturiti dalla semplice contemplazione della forma dell’oggetto.

• Il bello ha una forma unitaria ed autonoma (compostezza formale).

• Il sublime è inquietante (uomo piccolo ed impotente di fronte alla forza della natura).

• Diviso in: 1) sublime matematico, qualcosa di smisuratamente grande; 2) sublime dinamico, strapotenti forze naturali.

• Proviamo dispiacere-piacere (grandezza-elevarsi verso infinito, grandezza spirituale), impotenza-potenza.

• L’intelletto non comprende i fenomeni rispetto alla sensibilitàla ragione ci fa elevare al di sopra di questi fenomeni.

• L’arte bella deriva dal genio.

• Legato ad artisti non scolastici, quindi non legati a canoni e non riproducesti forme già stabilite.

Impossibilità di mostrare scientificamente la sua produzione.

Universalità del giudizio di gusto

Universalità del giudizio di gusto

• Se il giudizio di gusto non si basa su concetti (non è giudizio di conoscenza), si basa sulla facoltà del Giudizio, comune ad ogni uomo.

• Il bello non è una proprietà oggettiva, ma è qualcosa che nasce solo per la mente e in rapporto alla mente.

Critica agli empiristi: la bellezza non deriva dai sensi, ma da giudizi estetici a priori.

Critica al razionalismo estetico: conoscenza confusa, data dalla perfezione formale degli oggetti.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la distinzione fondamentale tra il mondo fenomenico e il mondo noumenico secondo Kant?
  2. Kant distingue il mondo fenomenico, che è deterministico e conosciuto dalla scienza, dal mondo noumenico, che è indeterministico e postulato dall'etica, dove si affermano la libertà dell'uomo e l'esistenza di Dio.

  3. Come si definisce il sentimento nella Critica del Giudizio di Kant?
  4. Il sentimento è considerato da Kant come una terza facoltà autonoma, che permette all'uomo di fare esperienza della finalità del reale, fungendo da incontro tra i mondi fenomenico e noumenico, senza però fornire un valore conoscitivo.

  5. Qual è la differenza tra giudizi determinati e giudizi sentimentali?
  6. I giudizi determinati sono conoscitivi e scientifici, mentre i giudizi sentimentali, che comprendono quelli estetici e teleologici, interpretano la natura attraverso le esigenze universali di finalità e armonia, senza basarsi su concetti precisi.

  7. In che modo Kant definisce la bellezza e il giudizio estetico?
  8. Kant definisce la bellezza come un oggetto di piacere senza interesse e sostiene che il giudizio estetico deve essere universale, poiché il bello è percepito intuitivamente da tutti, ma non può essere spiegato intellettualmente.

  9. Qual è la posizione di Kant riguardo all'universalità del giudizio di gusto?
  10. Kant afferma che il giudizio di gusto non si basa su concetti, ma sulla facoltà del Giudizio comune a ogni uomo, criticando sia l'empirismo che il razionalismo estetico, sostenendo che la bellezza deriva da giudizi estetici a priori.

Domande e risposte

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