Concetti Chiave
- Schopenhauer si oppone all'Idealismo, in particolare a Hegel, e la sua filosofia è caratterizzata da un individualismo che non appartiene a nessuna scuola di pensiero specifica.
- La realtà, secondo Schopenhauer, non ha un senso intrinseco, ma offre all'umanità la possibilità di riscattarsi dal dolore attraverso la comprensione della propria esistenza.
- Per Schopenhauer, la realtà è un sogno ipersoggettivo in cui tutto dipende dal soggetto e dalle sue forme di conoscenza, come spazio, tempo e causalità.
- La Volontà è un principio irrazionale e un'energia primordiale che costituisce l'essenza della realtà, influenzando il modo in cui gli esseri viventi percepiscono il mondo.
- Schopenhauer propone due vie di fuga dalla sofferenza: l'Estetica, attraverso l'Arte, e l'Etica, che implica un profondo senso empatico verso gli altri e la cancellazione della volontà individuale.
Schopenhauer e l'idealismo
Arthur Schopenhauer, insieme a Kierkegaard, si oppose all’Idealismo (soprattutto ad Hegel).
La filosofia di Schopenhauer non appartiene ad una scuola di pensiero specifica, ma è un individualista.
Qual è la realtà secondo Schopenhauer?
Secondo Schopenhauer la realtà non ha un senso, ma nonostante ciò non è da considerarsi come un pessimista, perché indica anche come l’uomo possa riscattarsi dal dolore.
La sua opera filosofica principale ebbe difficoltà ad essere accettata per il fatto che andava contro Hegel e gli Idealisti.
Secondo Kant il Noumeno era indipendente dal soggetto, mentre per Schopenhauer il Noumeno non esiste, poiché non esiste nulla di indipendente dal soggetto; dunque, tutto dipende dal soggetto e dalle sue forme del conoscere.
Il soggetto e la causalità
L’uomo entra in relazione con la realtà, quindi soggetto entra in relazione con oggetto, attraverso relazioni in spazio-tempo (che danno la struttura alla realtà fuori) e la causalità (posta all’intelletto, come le categorie kantiane).
Spazio e Tempo sono forme a priori del soggetto.
La Causalità, essendo forma trascendentale, deriva dal soggetto, ma è anche essenza della materia, ossia da origine alla materia esterna.
La realtà, dunque, per Schopenhauer appare come un sogno ipersoggettivo, ma tutti vediamo la stessa realtà perché abbiamo gli stessi ‘a priori’: spazio, tempo e causalità, quindi è come se fossimo tutti nello stesso sogno.
L’intelletto permettere di far congiungere spazio e tempo nella causalità, in modo che sia possibile delineare la realtà (al di fuori del soggetto); comunque il soggetto non è la causa del mondo, poiché la causalità vale solo per le cose, non per i soggetti (ad esempio, l’occhio, che è il soggetto, vede qualcosa, ma non se stesso).
Quindi non esiste un legame di causa-effetto tra soggetto ed oggetto, ma solo tra oggetto ed oggetto.
La materia esiste perché esiste un soggetto che la riconosce con la causalità.
Un soggetto vede tutto il resto come oggetto.
La volontà e la rappresentazione
Il mondo esterno è dunque Rappresentazione e Volontà: il mondo è interamente mosso e dominato da un principio irrazionale, la Volontà, che è l’essenza costitutiva della realtà.
La Volontà è un’energia primordiale che l’uomo determina.
La Volontà è istintiva ed irrazionale.
Schopenhauer si rifà sia a Kant (fenomeno → noumeno) che a Platone (iperuranio → mondo sensibile), non condividendo l’esistenza di un piano metafisico delle idee.
Per Schopenhauer: Volontà (noumeno) → Idee (sono la matrice) → Rappresentazione (fenomenico – realtà).
Tutti gli esseri viventi vedono il mondo in un modo diverso.
Il potenziale conoscitivo dell’uomo è basato sulla ragione, oltre che sulla sensibilità e sull’intelletto; per le piante sulla sola sensibilità e per gli animali sia sulla sensibilità che sull’intelletto.
Per l’equilibrio della totalità del mondo è necessario che le singole differenti volontà non si raggiungano.
La vita dell’essere vivente è sofferenza, ogni essere vivente deve morire affinché vi sia equilibrio nella totalità, poiché non sarebbe opportuno che tutti fossero eterni, quindi la morte è una cosa giusta.
Vie di fuga dalla sofferenza
Per Schopenhauer esistono due vie di fuga dalla sofferenza: l’Estetica (Arte) e l’Etica.
Con l’Arte il soggetto si libera della propria individualità compiendo un percorso a ritroso: parte dalla rappresentazione, giunge alle idee, che sono le prime rappresentazioni della volontà.
Vedendo le cose da un punto di vista più universale, l’uomo si libera del proprio ego; questa è la I via di liberazione.
Un’altra possibilità di superare l’ego è quando siamo in grado di capire l’altro come se la mia identità si fosse allargata; si ha quindi un forte senso empatico verso l’altro, un senso di compassione.
Oppure anche il passare dalla volontà individuale alla noluntà, ossia la cancellazione della volontà stessa; si accetta ciò che arriva.
Domande da interrogazione
- Qual è la posizione di Schopenhauer nei confronti dell'Idealismo?
- Come definisce Schopenhauer la realtà e il suo significato?
- Qual è il ruolo del soggetto nella percezione della realtà secondo Schopenhauer?
- In che modo Schopenhauer descrive la Volontà e la sua influenza sulla realtà?
- Quali sono le due vie di fuga dalla sofferenza proposte da Schopenhauer?
Schopenhauer, insieme a Kierkegaard, si oppose all'Idealismo, in particolare a Hegel, e la sua filosofia è caratterizzata da un individualismo che non appartiene a una scuola di pensiero specifica.
Schopenhauer sostiene che la realtà non ha un senso, ma non è da considerarsi un pessimista, poiché offre anche vie di riscatto dal dolore.
Per Schopenhauer, la realtà è un sogno ipersoggettivo, dove il soggetto entra in relazione con l'oggetto attraverso le forme a priori di spazio, tempo e causalità, rendendo possibile la percezione della realtà.
La Volontà, per Schopenhauer, è un principio irrazionale che muove e domina il mondo, rappresentando l'essenza costitutiva della realtà e manifestandosi attraverso le idee e la rappresentazione.
Schopenhauer identifica due vie di fuga dalla sofferenza: l'Estetica, attraverso l'Arte, che permette di liberarsi dell'ego, e l'Etica, che si manifesta nella comprensione empatica dell'altro e nella cancellazione della volontà individuale.