Concetti Chiave
- I singoli enti non rappresentano adeguatamente la Volontà, ma piuttosto creano un turbamento nell'esperienza della realtà.
- La Volontà si manifesta attraverso una pluralità di enti, ma questa espressione porta a un conflitto tra individualità che si negano a vicenda.
- La disposizione egoistica è una realtà comune nella natura, esprimendo il dissidio che tormenta la Volontà di vivere, causando dolore.
- La Volontà in sé è calma, mentre le sue manifestazioni nel mondo sono ciò che genera inquietudine e disordine.
- Il processo di liberazione terapeutica dell'Essere implica un'immersione nella Volontà per comprendere le sue strutture intime e universali.
La volontà e gli enti
I singoli enti non sono mai oggettità adeguata alla e della Volontà, ma una sorta di turbamento. I singoli oggetti, le cose particolari, le individualità, sarebbero oggettivazione adeguata della Volontà solo e nella misura in cui si auto-negassero come tali. Cioè se si manifestassero tendenzialmente come universali.
Manifestazioni della volontà
Ma ciò non è possibile perché la Volontà si scinde sempre nelle diverse finitezze del modo in cui diviene mondo. Scompare l’essere universale e si afferma il plurale definito nelle diverse individualità che tendono a fare se stesse l’universale, negandosi reciprocamente. Da ciò ne consegue la disposizione egoistica (concetto trans-morale) che è la realtà tipica di ogni cosa nella natura, l’espressione del dissidio da cui è tormentata la Volontà di vivere. E da cui viene il dolore.
Liberazione terapeutica dell'essere
Nondimeno, in risposta alla seconda domanda, il manifestarsi della Volontà in una pluralità di enti non riguarda la Volontà in sé ma soltanto i suoi fenomeni mondani. La Volontà in sé è assolutamente quieta, ciò che è inquieto sono soltanto le sue manifestazioni. Dunque il processo di liberazione terapeutico dell’Essere non significa un uscirne fuori, un fuoriuscire dalla Volontà, bensì uno sprofondamento in essa, cogliendone le intime strutture. Prima di tutto ciò vuol dire cogliere le forme universali, le idee, gli archetipi (e.g. l’essere l’uomo dell’uomo).
Domande da interrogazione
- Qual è la relazione tra gli enti e la Volontà?
- Come si manifesta la Volontà nel mondo?
- Cosa implica il processo di liberazione terapeutica dell'Essere?
Gli enti singoli non rappresentano adeguatamente la Volontà, ma piuttosto una forma di turbamento. Solo se si negassero come individualità e si manifestassero come universali potrebbero avvicinarsi a tale oggettivazione.
La Volontà si scinde nelle sue diverse manifestazioni, portando a una pluralità di individualità che si negano reciprocamente, generando una disposizione egoistica e il dolore, che è l'espressione del dissidio della Volontà di vivere.
La liberazione terapeutica non consiste nell'uscire dalla Volontà, ma nel sprofondare in essa per comprendere le sue intime strutture e cogliere le forme universali e gli archetipi, come l'essere l'uomo dell'uomo.