Concetti Chiave
- Schopenhauer propone l'ascesi come via per sfuggire al dolore umano, definendola un "nichilismo positivo" che implica l'annullamento della volontà di vita.
- Le figure del nichilismo positivo, come l'uomo santo e l'asceta, sono considerate terapeuti di se stessi, cercando la cura attraverso l'auto-annullamento.
- L'esistenza empirica è vista come limitata e superficiale, dove l'individuo percepisce solo parvenze separate, non elevandosi all'essenza delle cose.
- La vita è descritta come un teatro di conflitti e dolore, con la Volontà sempre frustrata e senza fine positivo, contribuendo alla sofferenza universale.
- Le volontà confliggenti degli individui non portano a una vera realizzazione, ma a un'esistenza misera e effimera, accrescendo il dolore esistenziale.
La teoria dell'ascesi in Schopenhauer
In Schopenhauer per sfuggire dalla piaga del dolore umano si teorizza di andare alla ricerca di una forma di "ascesi" che può anche essere definita come un "nichilismo positivo", che si raggiunge nella misura di un senso di annullamento della propria volontà di vita auto-affermativa e istintuale.
Il nichilismo positivo e le sue figure
L’uomo santo, il mistico, l’asceta: queste sono tutte delle figure che appartengono a questa tipologia di nichilismo positivo, cioè terapeuti per se stessi. Questa è la vera cura palliativa, l’auto-annullamento di sé, il far nulla di sé. L’individuo, nell’esistenza empirica, con la sua esistenza limitata, si ferma alla parvenza, non si eleva fino all’essenza ultima delle cose. Vede le parvenze innumerevoli e le vede come separate e opposte. Rappresentazioni apparentemente divise di ciò che in realtà è uno. Nascondono l’essenza, in quanto oggettità della Volontà.
La lotta della volontà e il dolore universale
Il mondo è teatro di una lotta senza pietà, con il prezzo del dolore. La Volontà è sempre frustrata, arrestata nel suo scopo. Da qui il dolore, uno stato universale tanto più sentito quanto più alta è la conoscenza. Le volontà divise confliggenti non hanno alcun fine positivo, sono volontà di assicurarsi esistenza miserabile ed effimera, e per tale motivo si confligge con gli altri individui. Quindi la vita è tutta dolore.
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto di ascesi secondo Schopenhauer?
- Chi sono le figure rappresentative del nichilismo positivo in Schopenhauer?
- Qual è la relazione tra volontà e dolore nella visione schopenhaueriana?
Secondo Schopenhauer, l'ascesi è una forma di "nichilismo positivo" che permette di sfuggire al dolore umano attraverso l'annullamento della propria volontà di vita auto-affermativa e istintuale.
Le figure rappresentative del nichilismo positivo includono l'uomo santo, il mistico e l'asceta, che sono considerati terapeuti per se stessi, praticando l'auto-annullamento e il far nulla di sé.
Schopenhauer sostiene che la vita è caratterizzata da una lotta incessante della volontà, che porta a un dolore universale, poiché le volontà divise e confliggenti non raggiungono alcun fine positivo, rendendo l'esistenza miserabile ed effimera.