Concetti Chiave
- L'arte permette di contemplare le cose per quello che sono, al di là delle relazioni temporali e spaziali, favorendo una visione delle idee universali.
- Questo approccio artistico sottrae l'individuo al principio di ragione, riducendo la contrapposizione tra le individualità nel momento della creazione.
- Non tutti possono accedere alla visione degli archetipi; solo pochi geni artistici riescono a liberarsi dalla conoscenza comune per esplorare nuove dimensioni.
- La genialità artistica è caratterizzata da una dimensione sia contemplativa che generativa, con il genio definito come intuitivo e "divinamente folle".
- Secondo Schopenhauer, il genio realizza la conoscenza pura dell'idea e la sua rivelazione attraverso l'arte, contribuendo a modelli originari di giudizio estetico.
L'arte e la contemplazione delle idee
L’effetto di sopprimere per un attimo la propria individualità volitiva. Si ammirano le cose non nelle loro relazioni temporali e spaziali, ma per quello che essenzialmente sono. L’arte consente rappresentazione e visione del mondo non più legata alle connessioni fenomeniche ma alla contemplazione delle idee universali in cui la Volontà immediatamente si oggettiva. In tal modo l’arte ci sottrae al principio di ragione, all’osservazione frammentata del mondo, alla conoscenza approntata al dissidio e antagonismo permanente. L’effetto terapeutico è che non c’è più la contrapposizione tra le individualità, per lo meno nel momento artistico.
Genialità artistica e intuizione
Tale terapia è disponibile per tutti? Sì e no, perché a questa visione degli archetipi non pervengono tutti gli uomini, ma solo quei pochi che sono riusciti a svincolarsi dalla conoscenza comune-scientifica, che hanno la capacità eretica di rigettare la maniera abituale di considerare le cose. Cioè il grande genio artistico. Solo individualità geniali possono accedere a queste dimensioni, noi semmai possiamo contemplare le loro opere. Genialità artistica che non ha solo una dimensione contemplativa ma anche generatrice, Schopenhauer riprende da Platone la definizione di genio come persona non razionale ma intuitiva, meglio ancora “divinamente folle”. Così come riprende da Lessing e la sue estetica la nozione di genio a cui viene attribuita la funzione conoscitiva in accezione pura. E da Hamann la nozione del genio come elemento creativo. E da Kant il genio come non solo delimitante la natura, ma per porre modelli originari a base di ogni giudizio estetico. In termini generali, per Schopenhauer il genio realizza due aspetti: la conoscenza pura dell’idea e la sua rivelazione tramite creazione artistica.
Domande da interrogazione
- Qual è l'effetto terapeutico dell'arte secondo Schopenhauer?
- Chi può accedere alla visione degli archetipi secondo Schopenhauer?
- Come definisce Schopenhauer il genio artistico?
L'arte permette di superare la contrapposizione tra le individualità, sottraendoci al principio di ragione e alla conoscenza frammentata del mondo, favorendo la contemplazione delle idee universali (testo).
Solo le individualità geniali, che riescono a svincolarsi dalla conoscenza comune-scientifica e possiedono una capacità eretica di considerare le cose in modo diverso, possono accedere a queste dimensioni (testo).
Schopenhauer descrive il genio come una persona intuitiva e "divinamente folle", capace di realizzare la conoscenza pura dell'idea e di rivelarla attraverso la creazione artistica (testo).