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Concetti Chiave

  • Schopenhauer considera il mondo come una rappresentazione del soggetto, che esiste solo grazie a un io che lo percepisce attraverso spazio, tempo e causalità.
  • Contrariamente a Kant, Schopenhauer vede il fenomeno come un'illusione, mentre l'uomo può arrivare a conoscere la cosa in sé attraverso l'esperienza corporea.
  • La volontà di vivere si manifesta in conflitto e sofferenza, intensificandosi con l'intelligenza dell'individuo, e si traduce in un pessimismo cosmico.
  • Critica l'ottimismo dell'idealismo e il socialismo, affermando che tra gli uomini esiste solo lotta e conflitto, non vera solidarietà.
  • Le tre tappe di liberazione dalla volontà di vivere sono l'arte, la compassione e l'ascesi, che portano a un superamento dell'individualità.

Schopenhauer e la rappresentazione del mondo

Schopenhauer aderisce al filone filosofico irrazionalistico. Forte è l’influsso kantiano. Nell’opera Il mondo come volontà e rappresentazione afferma che il mondo non è altro che una rappresentazione del soggetto, che non esisterebbe senza un io che lo rappresenti. Tale rappresentazione avviene tramite le tre forme a priori, spazio, tempo e causalità. Spazio e tempo sono i principi di individuazione della materia e la causalità è il principio di ragion sufficiente di tutta la realtà per cui ogni cosa che è stata causata è a sua volta causa di un’altra cosa. La conoscenza del mondo è la conoscenza di un’apparenza risultante dalla relazione tra soggetto e oggetto. Ogni atto conoscitivo è assoluta unità tra soggetto e oggetto. Il soggetto non è prioritario rispetto all'oggetto (come per l'idealismo) né l'oggetto è prioritario rispetto al soggetto (come per il realismo).

Confronto con Kant e la cosa in sé

A differenza di Kant, che aveva fondato sulla conoscenza fenomenica la vera scienza (matematica e fisica), per Schopenhauer il fenomeno è solo apparenza, un’illusione, il velo di Maya, una parvenza (quando per Kant è reale). Inoltre, mentre per Kant è impossibile, per Schopenhauer l’uomo può arrivare alla conoscenza della cosa in sé in quanto, oltre ad essere un Io pensante, ha anche un corpo, è sia soggetto che oggetto. L’uomo può abbandonarsi al corpo per arrivare a sentire cosa c’è dietro di esso, al fenomeno, alla cosa in sé. Essa è non solo dentro all’uomo ma anche dentro a tutta la realtà. La cosa in sé è un impulso di vita, un’energia, un flusso inarrestabile che detta alla vita detta volontà di vivere. Essa è dietro all’illusione del fenomeno.

La volontà di vivere e il pessimismo

La volontà di vivere si manifesta attraverso il principio di individualizzazione: dalle forme più generali della natura, dalle idee platoniche, va manifestandosi in forme sempre più specifiche (mondo vegetale e animale) finché non arriva agli individui. Più si va verso l’individualità più diventa forte la lotta tra i singoli individui. Il manifestarsi della volontà di vita, infatti, avviene tramite il conflitto, la lotta, la sofferenza che tanto più è forte quanto più l’uomo è intelligente. Nell’uomo la volontà si manifesta come pensiero e tanto più l’uomo pensa, soffre. A soffrire di più è, quindi, il genio. La volontà di vivere in tutta la natura si manifesta come principio irrazionale, senza fine, senza scopo se non la sua continua manifestazione e in ciò si può cogliere il pessimismo cosmico di Schopenhauer.

Il ciclo del desiderio e la sofferenza

La volontà di vivere produce incessantemente nell'uomo bisogni che richiedono soddisfazione: desideri, che sono dunque reazione ad un senso di mancanza, di sofferenza. Difficilmente però tutti i desideri si realizzano, e la mancata realizzazione di alcuni di essi causa un'ulteriore, più acuta sofferenza. Ma, anche quando un desiderio viene soddisfatto, il piacere che ne deriva risulta essere solo in negativo cioè, un alleviamento della sofferenza provocata da quel prepotente bisogno iniziale. Dopo che si soddisfa il desiderio, subentra la noia, finché non si desidera qualcos’altro per un’altra mancanza. Per Schopenhauer pendolo tra la sofferenza e la noia>>.

Critica all'idealismo e soluzione alla sofferenza

Schopenhauer critica l’ottimismo dell’idealismo, secondo cui la storia è un principio in evoluzione, e il socialismo, perché considera impossibile il combattere per il bene degli altri uomini, in quanto tra di esse non esiste solidarietà, ma solo lotta e conflitto. Tutto ciò che dell’uomo si considera bontà è un’illusione della volontà di vivere che le serve per continuare a riprodursi. Soluzione alla sofferenza della vita non è il suicidio, come lo era per Leopardi, perché suicidandosi non si fa altro che riaffermare la volontà di vivere, di vivere un’altra vita, la speranza che la vita possa essere felice.

Le tre tappe di liberazione

A questo punto interviene una sorta di contraddizione secondo cui Schopenhauer ammette una possibilità di liberazione. Essa consiste in tre tappe attraverso le quali si arriva al superamento dell’individualità. La prima è l’arte (aspetto più romantico di Schopenhauer). Attraverso la contemplazione dell’arte, l’uomo riesce ad abbandonare ogni legame con la volontà di vivere, a superare il suo io, la sua individualità e riesce a scorgere la volontà nella sua generalità, nelle idee platoniche. L’arte di livello più basso è l’architettura, quello più alto è la musica. Seconda tappa è la compassione attraverso la quale l’uomo, provandola, può spezzare l’orizzonte dell’egoismo individualistico. Ma è l’ascesi ad offrire l’autentica possibilità di liberazione: consiste nella contemplazione del nulla, nella perdita di ogni legame con la volontà di vivere, nel completo distacco da essa, nel superamento completo dell’ego, dell’individualità.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto centrale della filosofia di Schopenhauer riguardo alla rappresentazione del mondo?
  2. Schopenhauer sostiene che il mondo è una rappresentazione del soggetto, che non esisterebbe senza un io che lo rappresenti, e questa rappresentazione avviene attraverso le forme a priori di spazio, tempo e causalità.

  3. In che modo Schopenhauer differisce da Kant riguardo alla conoscenza della cosa in sé?
  4. A differenza di Kant, Schopenhauer crede che l'uomo possa conoscere la cosa in sé, poiché è sia soggetto che oggetto, e può percepire oltre il fenomeno, arrivando a sentire l'impulso di vita che lo anima.

  5. Come si manifesta la volontà di vivere secondo Schopenhauer?
  6. La volontà di vivere si manifesta attraverso il conflitto e la sofferenza, e tanto più l'uomo è intelligente, tanto più soffre, poiché la volontà si esprime come pensiero e desiderio.

  7. Qual è la critica di Schopenhauer all'idealismo e al socialismo?
  8. Schopenhauer critica l'ottimismo dell'idealismo e il socialismo, sostenendo che tra gli uomini non esiste solidarietà ma solo lotta e conflitto, e che la bontà è un'illusione della volontà di vivere.

  9. Quali sono le tre tappe di liberazione proposte da Schopenhauer?
  10. Le tre tappe di liberazione sono: l'arte, che permette di superare l'individualità; la compassione, che rompe l'egoismo; e l'ascesi, che offre la possibilità di distaccarsi completamente dalla volontà di vivere.

Domande e risposte

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