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Aristocrazie e campagna: la proprietà agraria tardoantica

Struttura della proprietà

Dal secondo secolo e lungo tutto il periodo tardo antico si è affermata una tendenza verso la polarizzazione della ricchezza e della proprietà rurale nelle mani di gruppi sociali privilegiati, come circoli senatoriali, membri della gerarchia amministrativa, militari e chiesa. Le terre procuravano importanti introiti - le grandi proprietà fondiarie non adottavano la forma del grande latifondo. I beni di un singolo proprietario erano molto frammentati e dispersi in varie province dell’impero - il fenomeno della frammentazione della proprietà rurale interessa anche i fondi di minori dimensioni, che erano costituiti da frazioni di appezzamenti dispersi in aree più o meno ampie. I contesti monastici e la documentazione ad essi legata ci permettono di capire il divenire della proprietà rurale nel pieno alto medioevo. Sappiamo che il fenomeno delle donazioni aristocratiche è importante - le donazioni o fondazioni realizzate delle aristocrazie in favore delle istituzioni religiose rappresentavano una costante per tutto il periodo tardoantico – queste donazioni assumono significati diversi a seconda del contesto storico e delle diverse regioni. Le donazioni erano per evitare competizioni tra gli eredi o per la mancanza di eredi diretti.

Fattorie e contadini

Il modello di proprietà frammentata e il fatto che grandi possessori abitassero nei centri urbani condizionarono direttamente il modo in cui la terra veniva sfruttata. I proprietari mettevano a capo del latifondo un responsabile chiamato vicus o conductor che garantiva il loro funzionamento tramite il subaffitto di appezzamenti di terra a contadini che pagavano in cambio una rendita al proprietario. I contadini vengono chiamati coloni oppure plebei, homines o rustici, anche servi – anche le proprietà dell'imperatore venivano affittate ad un conductor pro tempore, o anche di lunga durata. In relazione ai coloni si ritiene che le leggi sul colonato siano essenzialmente legate a una problematica fiscale, come tali, queste leggi compaiono a partire dal quarto secolo dopo la riorganizzazione amministrativa di Diocleziano - non è la legislazione che vincola il colono ad un dominus, ma un’imposta. La schiavitù continua ad essere molto importante durante l'età tardoantica, perché nei riferimenti della documentazione tardoantica e altomedievale si registra una condizione giuridica specifica degli schiavi, anche se non sono più sottoposti a un rigido controllo dei proprietari.

Rendite e tasse

L'organizzazione fiscale sopravvive fino all'arrivo dei Longobardi, come testimoniano le Variae di Cassiodoro, mentre nei territori bizantini il sistema fiscale tardoantico continua affidato ai vescovi. Le forme di tassazione del Regno dei Longobardi: pagamento di pensione al re da parte di città e vescovi - la principale fonte di introiti del re erano le rendite del patrimonio fiscale attraverso le corti regie. Alcuni ritengono che i Longobardi potrebbero in un primo tempo aver utilizzato il sistema fiscale riorganizzato dai bizantini, ma potrebbe essere stato abbandonato pressoché ovunque, durante il periodo dell'anarchia ducale, ovvero nel 574-584.

Villaggi e ville tardoantiche

Villaggi

Nella parte occidentale dell'impero il paesaggio rurale romano era caratterizzato dalla presenza di diverse forme di abitati, di tipo agglomerato o disperso, oltre che dalle strutture collegate alla rete viaria. Dal punto di vista archeologico i villaggi rurali, così come le piccole strutture abitative sparse, sono ancora poco noti perché è difficile individuarli, perché i materiali hanno scarsa spettacolarità. Sappiamo che questi agglomerati assolvevano numerose funzioni: da abitato di contadini dipendenti o meno da un grande proprietario, a sede dei mercati rurali, a stoccaggio delle derrate alimentari, a luogo di sosta per i viaggiatori se ubicati in relazione a tracciato viario. Il quadro del popolamento in età romana, poi, come nell’alto medioevo, appare dunque molto più variegato e complesso di quanto la dicotomia villaggio villa prefiguri.

Ville

Gli insediamenti meglio conosciuti sono le ville: centri produttivi, amministrativi, residenziali di una proprietà rurale. Erano costituiti da un lato dalla pars urbana, l'area residenziale che poteva essere più o meno monumentale in rapporto alla ricchezza del proprietario - interesse di dotare la proprietà di un centro amministrativo. Dall’altro dalla pars rustica, cioè delle strutture adibite alle attività di trasformazione, di stoccaggio dei prodotti agricoli, dalle stalle per gli animali, installazioni produttive - potevano essere ubicati nelle vicinanze della pars urbana o/e sparse per l'azienda. L'origine del sistema delle ville, strettamente legato al processo di romanizzazione del territorio in Italia e all'estero. La pianura padana è interessata da una notevole rarefazione degli insediamenti già nel tardo terzo secolo, a causa dei cambiamenti economici e delle riforme fiscali collegati al trasferimento dell’imperatore della Corte a Milano. Alcuni insediamenti scomparvero, ma vennero rimpiazzati da nuovi, mantenendosi dunque immutato il modello tra impero epoca tardo antica. In molte zone dell’occidente romano le ville imperiali furono parzialmente o completamente ricostruite e dotate di spazi per la rappresentanza del dominus - un alto livello architettonico della regione.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/08 Archeologia cristiana e medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Vera997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia tardoantica e altomedievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof De Vingo Paolo.
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