Estratto del documento

Sviluppo comunicativo e linguistico

Empirismo, innatismo e attenzione cognitiva

Empirismo Skinner - (Comportamentismo). Il neonato viene al mondo come una tabula rasa. Tutto ciò che apprende è frutto dell’esperienza e dell’esposizione agli stimoli. Apprendimento del linguaggio basato sull’esperienza attraverso imitazione e rinforzo.

Innatismo Chomsky. Il linguaggio è una facoltà innata. Il bambino a partire dallo stimolo avvia una verifica delle ipotesi e analizza lo stimolo del linguaggio. LAD: programma biologico per apprendere il linguaggio -> contiene la grammatica universale.

Si basa su:

  • Principi universali: innati e comuni a ogni lingua.
  • Parametri variabili per ogni lingua: il bambino li apprende tramite l’esperienza.

Attenzione cognitiva - LASS. Il bambino impara a parlare grazie agli scambi con i suoi caregivers. Per evidenziare l’interazione tra adulto e bambino nel facilitare l’acquisizione del linguaggio si è teorizzato il LASS -> ruolo dell’adulto nell’acquisizione del linguaggio.

Costruttivismo: acquisizione del linguaggio basata su abilità cognitive, percettive, sociali e affettive.

Teoria della modularità e teoria cognitivista-funzionalista

Teoria della modularità: il linguaggio viene acquisito e mantenuto grazie ad una speciale facoltà indipendente da quella mentale.

Teoria cognitivista – funzionalista: il linguaggio viene acquisito e mantenuto mediante processi che condivide con i sistemi percettivi, cognitivi e affettivi.

Natura del linguaggio

  • Fonologica: capacità di riconoscere, distinguere e produrre suoni linguistici diversi.
  • Semantica: significato delle parole e delle frasi.
  • Pragmatica: capacità di comprendere che il significato di parole o frasi varia in base al contesto.
  • Sintassi: principi per cui i morfemi sono ordinati per formare la frase.

La capacità umana di comunicare implica due conoscenze:

  • Linguistiche: capire e produrre frasi grammaticalmente corrette e comprende creatività (produrre vari messaggi combinando un numero limitato di unità in base alle lingue) e arbitrarietà (il significato di una parola non può essere ricavato dal suono).
  • Comunicative: abilità di usare frasi in modo appropriato al contesto.

Fonemimorfemi – frasi – testi.

Il linguaggio verbale è preceduto da: sorriso, smorfie, postura e vocalizzi.

  • Nascita: il bambino imita in maniera precisa.
  • Primi mesi: compare il sorriso sociale, il bambino sorride riconoscendo un familiare.
  • 3-9 mesi: l’interazione faccia a faccia diventa una routine, più c’è interazione più il bimbo è attivo.
  • 9-12 mesi: passaggio da interazione diadica (adulto, bambino) a triadica (adulto, bambino e oggetto).

Competenze comunicativo linguistiche: insieme di abilità che consentono all’individuo di emettere un messaggio facilmente comprensibile all’interlocutore. Alla base dello sviluppo fonologico ci sono:

  • Capacità di distinguere suoni linguistici come ma-pa.
  • Capacità di produrre suoni linguistici. All’inizio sono suoni vegetativi come ruttini e sbadigli.

Gli ostacoli per un neonato sono:

  • Immaturità del tratto vocale.
  • Scarso controllo degli organi della fonazione.
  • Insufficiente memoria di lavoro.

Uso dei gesti

Indicare -> prima indicano se stessi poi gli altri. Mostrare e offrire oggetti -> prima dei 10 mesi giocano senza distogliere lo sguardo dall’oggetto poi guardano sia l’oggetto che la madre.

Linguaggio olofrasico: inizialmente è fortemente contestualizzato (es dice cane per riferirsi solo al suo) poi viene decontestualizzato (es. tutti gli animali vengono chiamati cane).

Gli scambi tra madre e figlio con aspetti comunicativi vengono detti protoconversazioni.

Introduzione - storia

Neurosviluppo: sviluppo dell’intero SNC, che influenza le funzioni motorie, sensoriali, cognitive e comunicative.

L’ambiente agisce modificando profondamente la struttura cerebrale. La plasticità cerebrale è associata agli stimoli dell’ambiente con conseguenze positive per tutto il resto della vita.

  • Resilienza: capacità di promuovere lo sviluppo del soggetto anche in condizioni avverse.
  • Vulnerabilità: aspetto che mina lo sviluppo.

Le anomalie dei processi di maturazione cerebrale sottendono i disordini del neurosviluppo.

Plasticità adattiva: riorganizzazione che promuove il miglioramento delle funzioni adattive.

Plasticità reattiva: conseguente ad un periodo di deprivazione sensoriale.

Storia: nel XV-XVI secolo il bambino non era considerato una persona vera e propria ma come una proprietà. I bambini venivano affidati alle balie, in modo da dedicarsi alla vita sociale. Avveniva una separazione traumatica dalla balia che rappresentava il caregivers. Era uso spaventare i bambini per farli stare buoni anche con punizioni corporali.

Illuminismo: promuove una nuova visione del rapporto uomo-donna basato sull’uguaglianza.

Rousseau: descrive la famiglia come società provvisoria che si prodiga per le cure ai figli. Raggiunta l’indipendenza i legami non saranno più d’obbligo ma d’affetto. Avviene una rivoluzione della famiglia tradizionale verso la famiglia moderna in cui al centro del benessere c’è il bambino.

Nella prima metà del 900 i teorici come Freud, Piaget e Montessori rafforzano il convincimento di dover salvaguardare l’infanzia per garantire uno sviluppo sano. Il bambino deve essere protetto da esperienze traumatiche.

Nasce la figura del pediatra, il ruolo della madre cambia, diventa epicentro della cura del bimbo. Sono venute meno le barriere protettive che salvaguardano i bambini dalle esperienze.

Bambino post moderno: si deve confrontare con la separazione dei genitori.

Bambino moderno: era libero di fare esperienze graduali insieme ai compagni.

Bambino post moderno: resta isolato perché l’esterno viene considerato pericoloso.

  • Cambiamento della percezione sociale: il bambino privato diventa sociale. La società deve occuparsi dell’educazione in generale.
  • Cambiamento delle teorie psicologiche dello sviluppo: il bambino viene considerato come organismo che nasce con competenze.
  • Progresso tecnico: ampliamento delle ricerche grazie allo sviluppo di tecniche sperimentali.

Lo sviluppo del bambino è spinto dall’esigenza di adattarsi all’ambiente. È stata definita una variazione del ritmo dello sviluppo dovuta alle disponibilità ambientali e alla plasticità di adattamento dell’organismo. Il passaggio da uno stadio all’altro presuppone la piena acquisizione di quello precedente.

Nello sviluppo esistono costanti evolutive legate al modo in cui rimaniamo stabili nel tempo e rispecchiamo il nostro passato. Molte tappe evolutive sono dette specifiche come deambulazione, linguaggio e maturità sessuale.

La psicologia dello sviluppo si divide in:

Natura quantità e qualità:

Teorie comportamentistiche: sviluppo come accrescimento o accumulo di cambiamento.

Teorie organismiche: lo sviluppo implica la comparsa di nuove capacità o le trasformazioni di quelle esistenti.

Comportamentismo e cognitivismo

Comportamentismo: prospettiva della ricerca psicologica che esclude dallo studio tutti i fattori non osservabili. Per i comportamentisti gli unici fatti osservabili sono stimoli e risposte (paradigma S-R).

I neocomportamentismi hanno aggiunto la variabile non osservabile (paradigma S-O-R).

I cognitivisti studiano la mente come se fosse un pc e al modo del pc di elaborare l’informazione. Il modello dell’elaborazione dell’informazione: lo sviluppo motorio è costituito da programmi motori sempre più complessi. Fin dalla nascita il bambino si mette in relazione con il mondo esterno anche attraverso processi che gli consentono di selezionare e trattenere in memoria l’informazione. Lo sviluppo delle varie funzioni è visto come la conseguenza della costruzione di un sistema gerarchico di routine.

  • Apprendere una nuova abilità motoria: selezionare le strategie motorie efficaci ed economiche per raggiungere lo scopo.
  • Essere abile: capacità di utilizzare le informazioni percettive e cognitive per coordinare movimenti e posture in modo rapido ma flessibile per raggiungere lo scopo.
  • Programmazione motoria: programma organizzato e volto a uno scopo, la cui esecuzione richiede velocità e correttezza.

Con lo scopo di stimolare l’organizzazione e l’integrazione sempre più efficiente e funzionale degli schemi motori che compongono l’azione nel suo complesso.

  • Processi causali natura – cultura.
  • Continuo-discontinuo: stadi dello sviluppo cognitivo secondo Piaget.

Stadio sensomotorio

Sensomotorio: 0-2 anni. Agli inizi del periodo sensomotorio i bambini applicano i loro schemi d’azioni in continuazione, questi poi variano per scoprire le proprietà degli oggetti e i vari modi di utilizzo. Questo stadio termina con l’acquisizione del linguaggio e del pensiero. All’inizio ciascuno schema è indipendente, poi i diversi schemi si coordinano in schemi più complessi. Il risultato è il formarsi della nozione d’oggetto, che continua ad esistere anche quando questo è nascosto e quindi non si può vedere.

Ci sono 6 sotto stadi:

  • 0-1 mese: esercizio dei riflessi. Schemi esercitati in maniera isolata uno dall’altro.
  • 1-4 mesi: reazioni circolari primarie. Ripetizione di un’azione prodotta inizialmente per caso. Inizia la coordinazione di schemi gli uni con gli altri.
  • 4-8 mesi: reazioni circolari secondarie. Si formano schemi di azioni nuovi, che consentono all’infante di produrre degli effetti visivi o sonori scuotendo oggetti e braccia. Non comprendono il modo in cui le loro azioni producono determinati effetti.
  • 8-12 mesi: schemi di azioni intelligenti. Il comportamento viene definito intenzionale e iniziano a costruirsi le categorie di spazio, tempo ecc. l’infante cerca un oggetto quando gli viene nascosto.
  • 12-18 mesi: reazioni circolari terziarie. I bambini si impegnano attivamente nella ricerca di nuovi mezzi per ottenere effetti desiderati. Cercano di scoprire nuove azioni e oggetti. Affinano la comprensione dei rapporti spaziali e causali.
  • 18-24 mesi: pensiero simbolico. Capacità di evocare mentalmente oggetti o situazioni che non sono fisicamente presenti. Effettuano giochi simbolici come “far finta di”. I bambini ora usano il linguaggio non solo per esprimere desideri ma anche per descrivere quello che stanno facendo o cose non presenti.

Conquiste fondamentali:

  • Nozione di oggetto permanente: capacità di mantenere la conoscenza dell’oggetto nel tempo e ripetere mentalmente le azioni viste.
  • Oggetto: ciò che si può vedere, sentire, toccare e che esiste in modo durevole anche fuori dal contatto percettivo.

Si possono riconoscere alcune condotte:

Condotta di supporto: il bambino avvicina gli oggetti grazie al supporto in cui sono posti.

Condotta della cordicella: il bambino attira a sé un oggetto servendosi di una cordicella a cui è legato.

Esperienza di contenente-contenuto: svuota e riempi i barattoli, introduce un recipiente nell’altro.

  • Rappresentazione: capacità di immaginare se stesso e i movimenti nello spazio come se fosse esterno.
  • Imitazione differita, gioco simbolico e linguaggio.

Stadio preoperatorio

Preoperatorio: 2-6/7 anni. Comprende la classificazione in gruppo degli oggetti. Il bambino riesce a rappresentarsi mentalmente la realtà e le sue caratteristiche. Esplosione della grammatica. Maggior tempo dedicato al gioco simbolico anche se sono ancora presenti limiti nel pensiero e incapacità di differenziare il proprio punto di vista da quello degli altri.

Pensiero intuitivo e pre-logico: affrontano i pensieri focalizzandosi su un solo elemento per volta. Gli schemi mentali sono isolati gli uni dagli altri e non sono ancora coordinati in un sistema che consente di eseguire più azioni contemporaneamente.

Il bambino è in grado di utilizzare i simboli ma, le azioni mentali non sono ancora sistematiche in quanto non è ancora acquisito pienamente il pensiero logico. Si può riscontrare:

  • Egocentrismo: percepire e pensare il mondo solo con la propria prospettiva, incapacità di decentrarsi dalla propria visione con conseguenze negative sulle relazioni (compito delle 3 montagne: si chiede al bambino di scegliere da una serie di foto quella che corrisponde a una prospettiva diversa dalla propria ma fino a 8 anni non sono capaci di immaginare la prospettiva degli altri). I bambini inizialmente confondono il mondo interno con quello esterno, questa confusione scompare nella preadolescenza. 3 tendenze:
  • Animismo: tendenza a considerarsi corpi vivi e dotati di intenzioni.
  • Artificialismo: tendenza a considerare le cose come prodotto dell’attività umana.
  • Finalismo: tendenza a spiegare gli eventi individuando il fine che essi consentono all’uomo di realizzare.
  • Rigidità di pensiero: si manifesta in diversi modi come irreversibilità (tendenza a pensare gli oggetti nell’ordine in cui sono stati sperimentati e non riescono ad invertirli) e difficoltà ad adattarsi al cambiamento nell’aspetto (il loro pensiero sembra dominato da un tratto percettivo che non riescono ad ignorare).
  • Irreversibilità del pensiero: ogni percezione è separata dagli altri e non si coordina per dar luogo a una sintesi. Le azioni mentali sono isolate pertanto il bambino non è in grado di annullare gli effetti di un’azione mentale attraverso l’esecuzione di un’altra azione mentale ad essa opposta. (Es. intorno ai 4/5 anni i bambini riescono a ordinare solo 2 bastoncini alla volta ma se si danno altri bastoncini di grandezze diverse a quelli già ordinati disfano la sequenza e ricominciano da capo).

Conservazione: si mostra ai bambini una pallina di plastilina con la richiesta di farne una uguale. Una volta fatto una pallina viene manipolata e viene chiesto se hanno la stessa quantità di pasta, un bambino in età prescolare dice di no perché i bambini non riescono a compensare il cambiamento.

Conservazione del volume: si mostra a un bambino un recipiente basso e largo di latte, viene versato in uno di forma identica e il bambino comprende che la quantità è la stessa, ma se viene messo in un recipiente più alto e stretto non capisce che la quantità è la stessa.

Sviluppo delle operazioni di classificazione: i bambini tra 2 e 5 anni non raggruppano gli oggetti in classi mettendo vicini quelli che condividono le stesse proprietà.

Operazioni di seriazione: ordinare stimoli in una dimensione cognitiva es mettere in ordine dal più grande al più piccolo (effettuati solo da bambini di 7/8 anni).

Stadio operatorio concreto

Operatorio concreto: 6/7-11 anni. Progredisce la capacità logica grazie a nuove operazioni mentali. Reversibilità del pensiero, superamento dell’egocentrismo. I fenomeni fisici non vengono più assim

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Schema Psicologia dello sviluppo Pag. 1 Schema Psicologia dello sviluppo Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Schema Psicologia dello sviluppo Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Schema Psicologia dello sviluppo Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher michelle.cristalli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Micheletti Serena.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community