Concetti Chiave
- Schelling si distacca dall'idealismo fichtiano integrando una filosofia della natura che considera il mondo naturale come espressione dello spirito.
- Il principio dell'unità indifferenziata afferma che spirito e natura sono co-originari, non riducibili né all'Io né al non-io.
- Il dinamismo delle particelle elementari illustra il percorso di autocoscienza della natura, articolandosi in forze elementari, chimiche e organiche.
- La filosofia trascendentale aiuta l'Io a riconoscere la sua identità con la natura attraverso tre momenti evolutivi: sensazione, riflessione e volontà.
- L'intuizione è fondamentale per cogliere l'unità indifferenziata di spirito e natura, rivelata attraverso l'attività artistica che unisce ispirazione ed esecuzione.
Qual è l'influenza di Fichte su Schelling?
Schelling fu molto influenzato dal pensiero fichtiano e tali erano le sue capacità che sostituì Fichte come insegnate universitario quando egli fu cacciato.
Filosofia della natura di Schelling
Per quanto riguarda il pensiero anche Schelling si inserisce tra gli idealisti romantici, infatti sviluppa l’idealismo fichtiano integrandolo con una filosofia della natura che concepisce il mondo naturale come articolazione dello spirito. La differenza con la filosofia di Fichte sta proprio nel fatto che Schelling ritenga necessaria la presenza di qualcosa che accomuni Io e non-io, soggetto e oggetto del conoscere, ma ciò non può né risiedere nell’Io e neanche nel non-io dunque il principio del tutto è un’unità indifferenziata di soggetto e oggetto e da questo principio deve derivare la realtà.
Principio dell'unità indifferenziata
Schelling infatti afferma la presenza di una realtà sostanziale e assoluta della natura per la quale se lo spirito non può essere dedotto dalla natura e la natura non può essere dedotta dallo spirito allora spirito e natura devono necessariamente essere co-originari. Il principio infatti non può essere posto nell’Io come non può esserlo nel non-io e allora Schelling suppone una “identità indifferenziata di Io e non-io” che si identifica nell’Assoluto: cogliere questa identità è compito della filosofia della natura e della filosofia trascendentale.
Dinamismo delle particelle elementari
Questo principio originario è anche azione e l’essere ne è il prodotto, inoltre l’agire dello spirito nella natura può essere mostrato dal dinamismo delle particelle elementari. Questo coincide con il primo passo della filosofia della natura che indaga il percorso di autocoscienza da parte della natura di essere spirito anche se pietrificato (processo che si muove dal non-io all’Io); essa si articola in tre gradi fondamentali di una scala progressiva di potenze: in primo luogo si hanno le forze elementari come la forza di gravità; di seguito si passa ai processi chimici, quindi chimismo,magnetismo, elettricità, etc; infine si arriva alle forze organiche che coincidono con la sensibilità e nelle quali la natura si comprende come spirito. Possiamo quindi affermare che la natura si rende conto gradualmente di essere spirito pietrificato o spirito visibile, al contrario dello spirito che invece è natura invisibile.
Filosofia trascendentale e Io
Il processo inverso a quello svolto dalla filosofia della natura si deve ala filosofia trascendentale che permette all’Io di capire di non essere diverso dalla natura. Anche la filosofia trascendentale è caratterizzata da tre momenti detti anche epoche dell’Io: nella prima si ha il passaggio dalla sensazione ( l’Io avverte il sentire di un limite solo come patire) all’intuizione produttiva (l’Io si coglie come senziente); nella seconda epoca si passa dall’immaginazione produttiva alla riflessione ( l’Io si eleva ad intelligenza differenziata di sé); infine nella terza epoca c’è il passaggio dalla riflessione alla volontà (l’Io si coglie come volontà e spontaneità, si libera di ogni oggetto materiale, si coglie come intelligenza che si è autodeterminata e non vede più il limite del non-io).
Essenza dell'Assoluto e intuizione
Tuttavia l’essenza dell’Assoluto, ovvero l’unità indifferenziata di spirito e natura, non può essere colta totalmente dalla filosofia della natura e trascendentale: soltanto l’intuizione può svelare con immediatezza l’unità indifferenziata di spirito e natura, per cui l’attività artistica ha il compito di cogliere l’identità dell’Assoluto in quanto è una sintesi fra momento inconscio (ispirazione) e momento conscio (esecuzione dell’opera).
Domande da interrogazione
- Qual è il legame tra Fichte e Schelling?
- Come si differenzia la filosofia della natura di Schelling da quella di Fichte?
- Qual è il principio dell'unità indifferenziata secondo Schelling?
- In che modo il dinamismo delle particelle elementari si collega alla filosofia della natura di Schelling?
- Qual è il ruolo dell'intuizione nell'essenza dell'Assoluto?
Schelling fu profondamente influenzato dal pensiero di Fichte, tanto da sostituirlo come insegnante universitario dopo la sua espulsione.
Schelling integra l'idealismo fichtiano con una filosofia della natura che considera il mondo naturale come un'articolazione dello spirito, sottolineando la necessità di un'unità indifferenziata tra Io e non-io.
Schelling sostiene che spirito e natura sono co-originari e che l'unità indifferenziata di soggetto e oggetto si identifica nell'Assoluto, il cui riconoscimento è compito della filosofia della natura e trascendentale.
Il dinamismo delle particelle elementari rappresenta l'azione del principio originario e il percorso di autocoscienza della natura, che si evolve da non-io a Io attraverso tre gradi di potenze.
L'essenza dell'Assoluto, che rappresenta l'unità indifferenziata di spirito e natura, può essere colta solo attraverso l'intuizione, mentre l'attività artistica sintetizza l'ispirazione inconscia e l'esecuzione conscia dell'opera.