Concetti Chiave
- L'arte, secondo Schelling, è l'organo privilegiato della conoscenza, unendo spiritualità e natura, consapevolezza e inconsapevolezza.
- Essa incarna l'assoluto, combinando l'inconsapevolezza dell'ispirazione con la consapevolezza nella realizzazione artistica.
- Le opere d'arte hanno molteplici interpretazioni, superando il significato originale attribuito dall'artista e riflettendo l'infinito dell'assoluto.
- Schelling considera l'arte come un riflesso del grande creatore, dove l'artista ripete l'atto creativo dell'assoluto.
- L'arte diventa un campo privilegiato di riflessione nel romanticismo, evidenziando l'esaltazione dell'arte rispetto all'aspirazione all'infinito di Fichte.
L'arte come organo di conoscenza
Per Schelling l’organo privilegiato della conoscenza è l’arte, solo attraverso l’arte si esprime questa visione dell’assoluto come indifferenza perché l’arte, come attività, unisce sia l’aspetto spirituale sia l’aspetto naturale, sia l’aspetto consapevole sia l’aspetto inconsapevole infatti l’artista nell’ispirazione è inconsapevole quindi agisce un po’ come la natura ma nell’aspetto della realizzazione è consapevole nella scelta degli strumenti da utilizzare.
L'arte e l'assoluto
Quindi l’arte come attività unisce questi due aspetti dell’assoluto, l’inconsapevolezza e la consapevolezza, l’aspetto naturalistico, inconsapevole, il conscio e invece l’aspetto consapevole, progettuale, razionale; e non solo, l’arte poi secondo Schelling ha un altro requisito che ne fa in qualche modo l’incarnazione dell’assoluto stesso.
Interpretazioni e infinito
Quando un artista compie una realizzazione, ovviamente al significato che egli stesso attribuisce a quella realizzazione, la realizzazione è suscettibile di svariate altre interpretazioni cioè al di là del l’intenzione consapevole dell’artista quell’opera poi da parte del pubblico è passibile di molteplici interpretazioni che vanno al di là del senso che gli aveva dato l’artista. L’arte è infinta, inesauribile come l’assoluto tant’è che Schelling considera l’assoluto come un grande creatore e l’artista non fa altro che ripetere questo aspetto dell’assoluto. Questo risponde poi ad un’altra esigenza del romanticismo che fa dell’arte un campo privilegiato di riflessione. Se in Fichte si rifletteva l’aspirazione all’infinito, in Schelling è l’esaltazione dell’arte. Per Schelling l’arte è l’organo attraverso cui l’assoluto si rivela e si produce quindi conosciuto, non è una semplice rappresentazione.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dell'arte secondo Schelling nella conoscenza dell'assoluto?
- In che modo l'arte incarna l'assoluto secondo Schelling?
- Qual è la relazione tra l'intenzione dell'artista e le interpretazioni del pubblico?
Secondo Schelling, l'arte è l'organo privilegiato della conoscenza, poiché unisce l'aspetto spirituale e naturale, consapevole e inconsapevole, permettendo così di esprimere la visione dell'assoluto come indifferenza.
L'arte incarna l'assoluto poiché unisce l'inconsapevolezza e la consapevolezza, il naturalistico e il razionale, rendendola un'attività che riflette e ripete l'aspetto creativo dell'assoluto stesso.
La realizzazione artistica è soggetta a molteplici interpretazioni da parte del pubblico, che possono andare oltre l'intenzione consapevole dell'artista, rendendo l'arte infinita e inesauribile, proprio come l'assoluto.