Concetti Chiave
- Lo Sputnik 1 è stato il primo satellite artificiale lanciato in orbita, segnando l'inizio dell'era spaziale.
- Un satellite deve raggiungere una velocità specifica per mantenere l'orbita, che varia in base all'altezza: a 1.000 km serve circa 8 Km/s.
- I satelliti stazionari, come Echo e Telstar, orbitano a 35.900 km con una velocità di 3,1 Km/s, apparendo fissi rispetto alla Terra.
- I satelliti sono lanciati da missili pluristadio, che separano i vari stadi per fornire la spinta necessaria all'orbita.
- I satelliti artificiali hanno ampliato le conoscenze sullo spazio e hanno reso possibile il volo spaziale, come il primo volo di Juri Gagarin nel 1961.
Lo Sputnik 1, il primo satellite artificiale lanciato in orbita attorno alla Terra, il satellite che diede inizio al'era spaziale. Sono denominati satelliti artificiali gli oggetti che vengono lanciati dall'uomo di un orbita attorno a un corpo celeste, in particolare attorno alla Terra.
Qual è la velocità e le orbite dei satelliti?
Per porre un satellite in orbita intorno alla Terra occorre imprimergli una velocità tale che la forza centrifuga che ne deriva risulti in equilibrio con la forza di attrazione gravitazionale della Terra. La velocità minima necessaria a un satellite per mantenersi in un orbita circolare dipende dal raggio dell'orbita, cioè dall'altezza a cui il satellite deve ruotare. Per esempio, a mille chilometri d'altezza un satellite ha bisogno di una velocità di circa 8 Km/s. Un satellite che ruoti a 35.9000 Km di altezza sopra l'equatore, nella direzione del movimento di rotazione terrestre, a una velocità di 3,1 Km/s, appare dalla Terra come fisso e lo si chiama perciò satellite stazionario; tali sono: Echo, Relay, Telstar. Se si esprimesse a un satellite la velocità di 11,2 Km/s esso abbandonerebbe il campo di gravitazione terrestre e diverrebbe un pianeta artificiale del Sole.
Tecnologia e scopi dei satelliti
Il compito di fornire ai satelliti la velocità necessaria per mantenersi in orbita è affidato di solito a missili pluristadio, cioè suddivisi in più stadi, con razzi disposti in serie e funzionanti in successione: il primo stadio, esaurita la sua carica propulsiva, si stacca automaticamente dagli altri stadi; mentre lo stadio successivo diviene elemento propulsore e così via, fino all'ultimo stadio che colloca in orbita il satellite artificiale o la navicella spaziale. La maggior parte dei satelliti contengono attrezzature elettroniche molto complicate: camere televisive, apparecchi radio-emittenti per trasmettere i dati raccolti, le riprese fotografiche, ecc.
Contributi scientifici e voli spaziali
I satelliti artificiali per la ricerca scientifica hanno contribuito immensamente ad ampliare le conoscenze umane sullo spazio extraterrestre e hanno così permesso all'uomo di realizzare il volo spaziale. Nel 1961 il russo Juri Gagarin condusse a termine il primo volo umano nello spazio. Negli anni seguenti si succedettero altri 32 voli e le meravigliose imprese spaziali che consentirono all'uomo di raggiungere il suolo lunare.
Domande da interrogazione
- Qual è la velocità minima necessaria per mantenere un satellite in orbita circolare attorno alla Terra?
- Come vengono lanciati i satelliti in orbita?
- Quali sono i contributi scientifici dei satelliti artificiali?
La velocità minima necessaria per un satellite in orbita circolare dipende dall'altezza dell'orbita; ad esempio, a mille chilometri d'altezza, è di circa 8 Km/s.
I satelliti vengono lanciati in orbita tramite missili pluristadio, che utilizzano razzi disposti in serie e funzionanti in successione, fino a collocare il satellite in orbita.
I satelliti artificiali hanno ampliato enormemente le conoscenze umane sullo spazio extraterrestre e hanno reso possibile il volo spaziale, culminando nel primo volo umano nello spazio di Juri Gagarin nel 1961.