Concetti Chiave
- L’opera principale di Sartre, "L'essere e il nulla", esplora la complessa relazione tra soggetto e oggetto, descrivendo i due tipi di essere: la coscienza e le cose del mondo.
- Sartre distingue tra "essere in sé" (ciò che è statico e determinato) e "essere per sé" (la coscienza che attribuisce significato), evidenziando che l'uomo è definito dalla sua esistenza e libertà di scelta.
- La libertà è fondamentale per Sartre, poiché ogni individuo è responsabile delle proprie scelte e deve creare la propria scala di valori attraverso l'esistenza, non seguendo valori prestabiliti.
- L'angoscia nasce dalla libertà, poiché implica la responsabilità di dare senso alla propria vita senza una guida divina, generando un sentimento di incertezza e paura del fallimento.
- L'uomo è un "essere-per-altri", la cui identità si forma attraverso le relazioni sociali, creando ambivalenze tra bisogno di connessione e conflitto con gli altri che lo trasformano da soggetto a oggetto.
L'essere e il nulla
L’ opera piu importante di Sartre è sicuramente “l’ essere e il nulla” nella quale intende spiegare la complessa relazione tra il soggetto e l’oggetto, la coscienza e il mondo, più precisamente procede a una descrizione dei due “tipi di essere”, la coscienza e le cose del mondo.
Distinzione tra essere in sé e per sé
Egli quindi fa una distinzione tra: “l’essere in sé” ovvero tutto ciò che non è coscienza , il mondo e le cose del mondo, con cui la coscienza entra in relazione, qualcosa di statico, determinato da formule, e “l’ essere per sé”, la coscienza, grazie alla quale vengono attribuiti alle cose del mondo senso e significato. Per questo Sartre chiama la coscienza, il per sé, nulla, poiché è capace di annullare le cose, di nullificare il puro dato, in quanto ha il potere di attribuire ad esse il valore che meglio crede.
L ‘obiettivo che si pone Sartre è quello di far capire che non si può parlare dell’ uomo in termini essenzialistici, come per le cose (l’essere in sé), perché l’essenza è qualcosa di statico, di stabile, che dura nel tempo, mentre l’ uomo è: esistenza perché per capirlo bisogna studiare la sua vita, è pura possibilità di agire, di scegliere, di realizzarsi ( l’essere per sé), ma anche coscienza, quindi è libero di attribuire alle cose valore e significato.
Qual è la libertà e responsabilità dell'uomo?
Il fondamento dell’ uomo è la libertà, ognuno sceglie, decide che cosa ha valore e cosa no, ognuno si crea una propria scala di valori ma non teoricamente bensì vivendo, esistendo. L’uomo è sostanzialmente responsabile di se stesso e del mondo, è ontologicamente consacrato ad agire e scegliere, si scopre condannato alla libertà. L’uomo non ha essenza né valori prestabiliti, non è programmato a svolgere determinate funzioni come gli altri esseri viventi, ma è ciò che diventa, ciò che vuole e sceglie di essere, per questo nell’ uomo “l’esistenza precede l’essenza”. In quanto libero di scegliere l’uomo è responsabile delle proprie scelte, ma questa responsabilità non riguarda solo gli atti volontari ma tutto ciò che accade nel mondo. Anche per esempio di un inizio di una guerra l’uomo è responsabile, perché se io mi sono mobilitato in una battaglia, questa diviene la mia battaglia: me la sono meritata perchè avrei potuto non arruolarmi e se non l ho fatto vuol dire che quella guerra io l’ho scelta.
Angoscia e malafede
La libertà però crea ANGOSCIA: essere liberi vuol dire reinventarsi in continuazione, progettare la propia vita nella più completa indetermintezza del domani, nell’ incertezza del futuro, per questo il sentimento di angoscia nasce quando questa libertà può farci sbagliare e fallire nella vita anche perchè tutto dipende da noi stessi( la vita non ha senso a priori spetta a ciascuno di noi conferirle un senso), non c’è nessuno che ci dice cosa fare e cosa scegliere, non abbiamo valori prestabiliti né un Dio che ci dice come agire.( Ateismo sartriano)
Per Sartre, dopo il peccato originale, l’uomo si è fatto Dio della propria esistenza, ha il libero arbitrio su ciò che è bene e ciò che è male e per questo si trova sotto un cielo vuoto, senza nessuna divinità che conferisca valori, che ci affidi dei compiti precisi.
Quest’ angoscia porta l’uomo a fuggire da se stesso, a rinunciare alla propria responsabilità, ritagliandosi un ruolo nella società, assumendo una maschera. Questo comportamento di fuga dall’essere viene chiamato da Sartre MALAFEDE ovvero la menzogna a se stessi che porta l’uomo a vivere la vita come personaggio assumendo un ruolo sociale prestabilito.
Essere-per-altri e ambivalenza
L’esistenza dell’ uomo non è solamente connessa all’ essere delle cose ma anche all’essere degl’altri uomini. L’uomo è fondamentalmente un essere-per-altri: nessuno diventa umano in solitudine ma, solo nel rapporto con gli altri, nessuno sarebbe quello che è se non avesse avuto determinati incontri.
L’altro però non è solo colui che guardo osservo incontro ma anche colui che mi vede, che mi osserva e giudica quindi io vengo trasformato da soggetto a oggetto, divento oggetto dello sguardo degl’altri e la vergogna, il pudore sono proprio il segno di questa trasformazione; anche il mio mondo interiore si costituisce in funzione dell altro. Si crea quindi un ambivalenza nel rapporto con gli altri, non solo bisogno ma anche confitto.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale distinzione che Sartre fa tra i due tipi di essere?
- Qual è il fondamento dell'esistenza umana secondo Sartre?
- Come si manifesta l'angoscia nella libertà umana?
- Cosa intende Sartre con il termine "malafede"?
- In che modo l'esistenza dell'uomo è legata agli altri secondo Sartre?
Sartre distingue tra "l'essere in sé", che rappresenta il mondo e le cose statiche, e "l'essere per sé", che è la coscienza capace di attribuire significato e valore alle cose, rendendo l'uomo un essere di pura possibilità (l'essere per sé).
Il fondamento dell'uomo è la libertà; ognuno è responsabile delle proprie scelte e valori, e l'esistenza precede l'essenza, poiché l'uomo diventa ciò che sceglie di essere attraverso le proprie azioni.
L'angoscia nasce dalla libertà di reinventarsi continuamente e dalla responsabilità di conferire un senso alla propria vita, poiché non esistono valori prestabiliti o divinità che guidano le scelte (ateismo sartriano).
La malafede è la fuga dalla propria responsabilità, in cui l'individuo assume un ruolo sociale prestabilito, vivendo come un personaggio piuttosto che come autentico soggetto, mentendo a se stesso.
L'uomo è un essere-per-altri, poiché la sua umanità si sviluppa attraverso le relazioni con gli altri; tuttavia, questo porta a un'ambivalenza, in cui l'altro è sia fonte di bisogno che di conflitto, trasformando l'individuo da soggetto a oggetto.