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Concetti Chiave

  • Sartre esplora quanto l'osservazione altrui influenzi l'individuo, portando a sentimenti di vergogna e vulnerabilità.
  • Il conflitto tra io e l'altro emerge quando l'altro oggettivizza il soggetto, creando tensioni emotive e una lotta per la libertà.
  • La vergogna è paragonata al peccato originale, evidenziando la consapevolezza dell'individuo quando è osservato e percepito come oggetto.
  • L'amore, per Sartre, è visto come un desiderio di dominio reciproco, dove entrambi gli amanti cercano di affermare la loro libertà pur mantenendo l'altro come soggetto.
  • Le dinamiche dell'amore possono deviare in sadismo o masochismo, mostrando la complessità e la precarietà delle relazioni umane.

L'importanza dello sguardo

Questo passo è tratto dall’essere e il nulla di Jean Paul Sartre,filosofo del 1900 che si occupò di analizzare quanto l'altro e gli altri siano importanti per l’individuo. In particolare studiò l’importanza dello sguardo di chi osserva verso colui che è l’oggetto dell’osservazione. In particolare si soffermò su l’altro che mi guarda e che per questo provoca in me un sentimento di vergogna e del malessere che colgo quando so di essere oggetto dell’altro che mette in pericolo la mia realtà e la mia libertà.

La vulnerabilità dell'essere osservato

Lo sguardo è un intermediario che mi rimanda a me stesso che arriva all’improvviso e in modo imprevisto, dallo sguardo dell’altro non posso sottrarmi e devo sottostare, anche se ciò provoca in me la sensazione di essere ferito nel mio essere ciò mi fa provare vergogna che mi rende vulnerabile e schiavo del mio osservatore che scopre così il mio vero essere. Col suo sguardo, l'altro conosce me meglio di quanto io possa conoscere me stesso, perché io non posso mai oggettivarmi, distanziarmi come un oggetto da me stesso. Arrivò così alla conclusione che "io sono quel me che un altro conosce" e mi sento trasformato in un oggetto inerme e nudo davanti all'altro. Ma nello stesso momento in cui io sono oggetto dell'altro; l’altro è oggetto di me, così io riaffermo la mia libertà soggettiva.

Conflitto tra io e l'altro

Con lo sguardo, l'altro aliena le mie possibilità, non sono più padrone della situazione: affiorano in me le emozioni del timore, del pudore, della vergogna, dell'orgoglio. I rapporti tra l'io e l'altro, sono conflittuali per questo Sartre ironicamente affermò che "l'inferno sono gli altri” perché attraverso il confronto con gli altri posso conoscere me stesso. Gli altri sono oggetti che è possibile utilizzare ma a differenza di un oggetto l’altro, come me, ha una coscienza e quindi è essere per sé e, come me, utilizza me per realizzare i propri progetti.

Vergogna e peccato originale

Questo porta a un conflitto tra me e l’altro perché, in quanto uomini dotati di coscienza, sono portati ad avere un rapporto conflittuale tra noi in quanto ogni coscienza è libera e vuole nullificare o “oggettivare” l‘altro. Questo conflitto si riscontra nel sentimento di vergogna che il volto dell’altro suscita in me quando mi guarda,ovvero mi fa oggetto della sua coscienza,mettendo così in pericolo la mia e la sua realtà e libertà. Sartre ricollegandosi al tema biblico paragona la vergogna al sentimento del peccato originale: come Adamo ed Eva si accorgono di essere nudi e di aver peccato quando sono davanti a Dio così succede all’uomo quando è sorpreso dallo sguardo dell’altro accorgendosi di essere oggetto per gli altri che prevaricano, ma nel momento in cui io guardo l’altro la situazione si ribalta perché ora il soggetto guarda l’altro e lo oggettivizza in questo modo riacquista la soggettività. Per questo motivo arriva a dire che “l’inferno sono gli altri” ma ciò non è la volontà di negare ogni rapporto sociale bensì sottolinea l’importanza dell’altro per me perché grazie al confrono-scontro con l’altro io posso conoscere me stesso.

Amore e dominio

Collegato al tema dello sguardo, che rivela il mio essere agli altri, è quello dell’amore. Sartre intese l’amore come volontà di dominio dell’uomo sull’uomo. Nell’amore gli amanti si pongono come due soggetti ognuno dei quali vuole possedere l’altro non come oggetto ma come “soggetto”,questa infatti è la caratteristica fondamentale di un rapporto d’amore. Chi ama infatti vuole unire il “tu”dell’amato con il proprio io lasciandone però intatta la libertà. Nell’amore avviene una particolare lotta in cui l’amante desidera assoggettare l’amato ma mantenendo la sua libertà per possederlo come soggetto e non come oggetto. Entrambi infatti desiderano l’uno la libertà dell’altro, ma allo stesso tempo desiderano che l’altro sia schiavo della propria libertà.

Equilibrio precario dell'amore

Quest'equilibrio è precario e difficile da mantenere per questo l’amore può deviare in rapporti differenti come ad esempio il sadismo o il masochismo. Nel masochismo il soggetto non vuole possedere l’altro mantenendo la propria libertà, bensì vuole che l’altro lo assimili al punto tale di annullare la propria libertà,questo però risulta impossibile in quanto frutto di un soggetto libero. Mentre nel sadismo è il contrario perché il soggetto del desiderio sessuale vuole possedere l’altro come corpo, ma anche in questo caso lo sguardo della vittima diviene testimone della sua soggettività e questo determina il fallimento del progetto sadico stesso.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dello sguardo secondo Sartre?
  2. Lo sguardo dell'altro è un intermediario che rimanda l'individuo a se stesso, provocando sentimenti di vulnerabilità e vergogna, poiché l'altro conosce l'individuo meglio di quanto egli stesso possa fare (come indicato nel testo).

  3. Come si manifesta il conflitto tra io e l'altro?
  4. Il conflitto emerge quando l'altro aliena le possibilità dell'individuo, generando emozioni come timore e vergogna. Sartre afferma che "l'inferno sono gli altri" per sottolineare come il confronto con gli altri aiuti a conoscere se stessi (come descritto nel testo).

  5. In che modo Sartre collega la vergogna al peccato originale?
  6. Sartre paragona la vergogna suscitata dallo sguardo dell'altro al peccato originale, evidenziando come l'individuo si senta nudo e vulnerabile di fronte all'altro, simile a come Adamo ed Eva si resero conto della loro nudità davanti a Dio (come spiegato nel testo).

  7. Qual è la concezione di Sartre sull'amore?
  8. Sartre vede l'amore come una volontà di dominio, dove entrambi i partner desiderano possedere l'altro come soggetto, mantenendo però la libertà reciproca. Questo equilibrio è complesso e può portare a dinamiche come il sadismo o il masochismo (come evidenziato nel testo).

  9. Perché l'equilibrio nell'amore è considerato precario?
  10. L'equilibrio è precario perché il desiderio di possedere l'altro come soggetto, senza annullarne la libertà, è difficile da mantenere. Ciò può portare a deviazioni nei rapporti, come il sadismo e il masochismo, che falliscono nel rispettare la soggettività dell'altro (come discusso nel testo).

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