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Concetti Chiave

  • Il santuario prenuragico di Monte d'Accoddi si trova a 6 km da Porto Torres ed è accessibile tramite una stradina di campagna di circa 1 km.
  • Scoperto nel 1947, il monumento è unico in Sardegna e nel Mediterraneo occidentale, ispirato al concetto di ziqqurat orientale.
  • La struttura presenta un basamento trapezoidale e una rampa a scivolo, che conduce alla parte superiore dove si trovava un altare dedicato a una divinità.
  • Elementi sacri come menhir e una grande lastra con fori per animali sacrificati indicano il carattere rituale del luogo.
  • Il monumento rappresenta uno dei primi esempi di megalitismo in Sardegna, con caratteristiche architettoniche distintive come muri a "scarpa".

Sulla strada che da Sassari conduce a Porto Torres (SS 131 Carlo Felice), a 6 km circa da quest'ultimo centro, si incontra una deviazione sulla sinistra, segnalata, per il santuario prenuragico di Monte d'Accoddi.

La stradina di campagna, lunga circa 1 km, non è molto agevole.

Descrizione del monumento prenuragico

L'interessantissimo monumento, attribuito alla Cultura di Abealzu-Filigosa, è stato scoperto nel 1947, non trova corrispondenti in Sardegna, e nemmeno nel Mediterraneo occidentale, legato com'è al concetto dello ziqqurat di tipo orientale, cioè di un "alto luogo", al quale si accede mediante gradoni in cui ha sede il culto di una divinità urania (l'esempio più noto di ziqqurat è quello della Torre di Babele).

Caratteristiche architettoniche e funzione

Si tratta di un grande basamento trapezoidale, riempito di materiale di risulta (pietre e terriccio) e rivestito da un paramento in pietre di notevoli dimensioni, non squadrate, che costituisce uno dei primi esempi di megalitismo in Sardegna; è possibile che sull'ultima terrazza sorgesse un altro "gradino", più piccolo. In cima ci doveva essere l'altare vero e proprio e, forse, anche l'immagine della divinità. Alla prima terrazza si accedeva attraverso una rampa a scivolo addossata alla costruzione tronco- piramidale. A lato della rampa sulla destra in basso troviamo una grande lastra poggiata su pietre non squadrate, tipo "dolmen", con sette fori ai quali venivano probabilmente legati gli animali prescelti per il sacrificio, è possibile che questa lastra fungesse da altare sacrificale almeno per le bestie più pesanti che era difficile trascinare su per la rampa fino in cima allo ziqqurat.

La rampa di scivolo appare addossata alla costruzione tronco-piramidale, che presenta un'inclinazione notevole dei muri a "scarpa".

Elementi sacri e menhir circostanti

Poco lontano dal monumento. verso ovest, giace un menhir rovesciato, mentre altri due, uno più grande in calcare bianco e uno più piccolo in arenaria rosa, si trovano a qualche centinaio di metri verso sud-est e confermano il carattere sacro del luogo. La parola menhir deriva dal bretone "men" (pietra) e "hir" (grande/lunga).

Riguardo il nome di questo monumento (Monte d'Accoddi) e sulle sue origini esistono varie ipotesi.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza storica del santuario prenuragico di Monte d'Accoddi?
  2. Il monumento, scoperto nel 1947 e attribuito alla Cultura di Abealzu-Filigosa, è unico in Sardegna e nel Mediterraneo occidentale, rappresentando un esempio di ziqqurat orientale, un "alto luogo" dedicato al culto di una divinità urania.

  3. Quali sono le caratteristiche architettoniche principali di Monte d'Accoddi?
  4. Monte d'Accoddi presenta un grande basamento trapezoidale rivestito da pietre non squadrate, con una rampa a scivolo per accedere alla prima terrazza e un altare sacrificale, evidenziando uno dei primi esempi di megalitismo in Sardegna.

  5. Che ruolo hanno i menhir nel contesto del santuario di Monte d'Accoddi?
  6. I menhir circostanti, tra cui uno rovesciato e altri due a sud-est, confermano il carattere sacro del luogo, con la parola "menhir" che significa "pietra grande/lunga" in bretone, sottolineando l'importanza rituale della zona.

Domande e risposte

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