Concetti Chiave
- La Grotta Chauvet, scoperta nel 1994, è datata a circa 36.000 anni fa e contiene centinaia di pitture di animali estinti.
- Dichiarata patrimonio dell'UNESCO nel 2014, l'accesso alla grotta è limitato per preservarne i dipinti, con una replica aperta ai visitatori nel 2015.
- La grotta presenta una varietà di animali, con tecniche artistiche che evidenziano il senso tridimensionale e dettagli nei disegni.
- La sovrapposizione di graffiti rappresenta sia diverse epoche sia scene attraverso successioni di immagini, simili a un video.
- Le impronte delle mani in negativo venivano create soffiando pigmento su mani coperte, utilizzando ossa cave per il processo.
Indice
Scoperta della grotta Chauvet
La Grotta Chauvet è datata a circa 36000 anni fa. Questa grotta è stata scoperta il 18 dicembre 1994 da Jeanne-Marie Chauvet, Eliette Brunel e Christian Hillaire che, uscendo dalla grotta, puntarono per caso la torcia su una parete e videro un piccolo mammut disegnato. illuminando le altre mura si resero conto che c'erano centinaia di pitture ed incisioni rappresentanti varie specie di animali estinti migliaia di anni fa. Questa grotta venne chiamata Chauvet, in onore di chi l'ha scoperta e due sale prendono il nome di Brunel ed Hillaire.
Protezione e riproduzione della grotta
Nel 2014 è stata dichiarata patrimonio dell'UNESCO. A causa del cambiamento climatico i dipinti si stavano rovinando perciò, per non farli rovinare ulteriormente nella grotta oggi possono entrare solo cinque speleologi alla volta per due ore al giorno al massimo. Per i visitatori è stata fatta una riproduzione di qualche centinaia di metri della grotta, questa è chiamata Grotta du Pont d'Arc ed è stata aperta nel 2015.
Varietà e tecniche artistiche
La Grotta Chauvet presenta un'ampia varietà di animali: sono presenti dei mammut, rinoceronti, bisonti, felini, orsi e cavalli oltre alle impronte delle mani impresse in negativo sulla roccia. Gli uomini primitivi riuscivano a dare un senso tridimensionale alle pitture o ai graffiti grazie alle curve della roccia, un'altra caratteristica dei graffiti è che le teste degli animali venivano disegnate con più dettagli possibili invece il resto del corpo e gli arti sono stilizzati. Possiamo ad esempio vedere che nel bisonte l'artista ha sfruttato le curve della roccia per sottolineare il muscolo della spalla, la groppa e la pancia.
Sovrapposizione e rappresentazione delle scene
In altri casi si vedono sovrapposti più graffiti e succede in due casi:
- perché si sovrappongono più epoche
perché si vuole rappresentare una scena attraverso la successione di immagini
Il secondo caso si può vedere nelle pitture in cui sono rappresentate delle leonesse più volte in posizioni leggermente diverse, perciò si può dire che l'autore abbia voluto descrivere una scena nel modo in cui noi oggi facciamo un video, ovvero attraverso la successione di più fotogrammi che per loro erano pitture.
Tecnica delle impronte negative
Per imprimere l'impronta delle mani in negativo venivano usate delle ossa cave, nelle quali veniva messo il pigmento mescolato ad acqua e grassi naturali che veniva poi soffiato sulla mano, di modo che sulla parete rimanesse solamente il negativo.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della Grotta Chauvet nella storia dell'arte preistorica?
- Come viene tutelata la Grotta Chauvet per preservare le sue opere?
- Quali tecniche artistiche utilizzavano gli uomini primitivi nella Grotta Chauvet?
La Grotta Chauvet, datata a circa 36.000 anni fa, è fondamentale per la storia dell'arte preistorica grazie alla sua vasta collezione di pitture e incisioni di animali estinti, scoperte nel 1994. Queste opere mostrano tecniche artistiche avanzate e una varietà di soggetti, rivelando la creatività e la sensibilità degli uomini primitivi.
La Grotta Chauvet è stata dichiarata patrimonio dell'UNESCO nel 2014 e, per proteggere i dipinti dal deterioramento causato dal cambiamento climatico, l'accesso è limitato a cinque speleologi alla volta per due ore al giorno. È stata creata una riproduzione della grotta, la Grotta du Pont d'Arc, aperta nel 2015 per i visitatori.
Gli uomini primitivi utilizzavano tecniche artistiche sofisticate, come la creazione di un senso tridimensionale sfruttando le curve della roccia e la rappresentazione di scene attraverso la sovrapposizione di immagini. Inoltre, impiegavano ossa cave per realizzare impronte negative delle mani, utilizzando pigmenti naturali.