Concetti Chiave
- All'inizio del Novecento, le tensioni tra Austria-Ungheria e Serbia aumentano a causa del nazionalismo serbo e dell'annessione della Bosnia-Erzegovina, percepita come una minaccia da Belgrado.
- La Bosnia-Erzegovina ha una composizione etnica complessa, con un 45% di serbi ortodossi favorevoli all'unione con la Serbia, che si oppongono a un 30% di musulmani e un 25% di croati cattolici con opinioni diverse.
- Il movimento nazionalista serbo è rappresentato da gruppi come la Mano Nera, che teorizzano l'uso di atti terroristici per raggiungere i loro obiettivi politici.
- L'attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, che colpisce l'arciduca Francesco Ferdinando, segna un punto di svolta nelle relazioni tra Serbia e Austria-Ungheria, intensificando le ostilità.
- Il coinvolgimento di Dragutin Dimitrijević, capo dei servizi segreti serbi, con i cospiratori serbo-bosniaci dimostra l'interconnessione tra il nazionalismo e le strategie di attacco contro l'Austria-Ungheria.
Quali sono le tensioni tra Austria-Ungheria e Serbia?
All'inizio del Novecento si crea uno stato di ostilità tra Austria-Ungheria e Serbia. Da un lato in Serbia emerge un forte movimento nazionalista che vorrebbe la costruzione di una Grande Serbia con l'annessione dei territori austro-ungarici nei quali vi sono minoranze serbe. Dall'altro lato nel 1908 la tensione è acuita dall'annessione all'impero austro-ungarico della Bosnia-Erzegovina, regione nella quale vivono 1.900.000 serbi. La Serbia si sente minacciata dall'Austria-Ungheria poiché teme che la politica attuata nei confronti della Bosnia-Erzegovina possa essere tentata anche nei suoi confronti: per tale motivo i suoi governi rafforzano il tradizionale rapporto di alleanza con la Russia, gesto che irrita moltissimo Vienna.
Composizione etnica della Bosnia-Erzegovina
Ovviamente l'intera situazione si riverbera anche all'interno della Bosnia-Erzegovina. Un 45% della sua popolazione è serba, di religione ortodossa, in larga misura favorevole a un'unione con la Serbia; un 30% è di religione mussulmana ed è favorevole a restare con l'impero austroungarico: un 25% infine è croata cattolica, una parte della quale è favorevole all'unificazione con la Serbia, una parte dei fedeli all'Impero e una parte ancora simpatizza con gli obiettivi delle organizzazioni nazionaliste croate che vorrebbero la costituzione di una Grande Croazia. Delle tre componenti la più attiva e quella serba. Un certo numero di giovani servi aderisce a società segrete nazionaliste e filoserbe, la più importante delle quali è la Mano Nera, un'associazione i cui capi teorizzano la pratica dell'attentato terroristico a fini dimostrativi.
L'attentato di Sarajevo
Stando in questo modo le cose infatti non sorprende che proprio a Sarajevo, capitale della Bosnia-Erzegovina, sia teatro di un grave attentato terroristico che colpisce l'arciduca Francesco Ferdinando (1863-1914), erede al trono d'Austria-Ungheria. Da tempo le società segrete serbo-bosniache della Mano Nera sono entrate organicamente in contatto con Dragutin Dimitrijević (1876-1917), capo dei servizi segreti serbi, al tempo stesso, dirigente dell'associazione segreta Unione o Morte, sostenitrice di un programma di espansione panserba verso le aree austro-ungariche che ospitano popolazioni serbe. Dimitrijevć e i congiurati serbo-bosniaci decidono che viene l'occasione buona per passare all'azione possa essere la visita ufficiale a Sarajevo dell'arciduca Francesco Ferdinando e della moglie, prevista per il 28 giugno 1914.
Domande da interrogazione
- Quali sono le cause principali delle tensioni tra Austria-Ungheria e Serbia all'inizio del Novecento?
- Qual è la composizione etnica della Bosnia-Erzegovina e come influisce sulla situazione politica?
- Che ruolo ha avuto l'attentato di Sarajevo nel contesto delle tensioni tra Serbia e Austria-Ungheria?
Le tensioni derivano dal forte movimento nazionalista serbo che mira a creare una Grande Serbia, e dall'annessione della Bosnia-Erzegovina da parte dell'Austria-Ungheria nel 1908, che ha acuito le paure serbe di una possibile aggressione.
La Bosnia-Erzegovina è composta per il 45% da serbi ortodossi, per il 30% da musulmani e per il 25% da croati cattolici. Questa diversità etnica genera tensioni, con i serbi che sono i più attivi nel sostenere l'unione con la Serbia, mentre i musulmani e i croati hanno posizioni più variegate.
L'attentato di Sarajevo, che colpì l'arciduca Francesco Ferdinando, è stato orchestrato da membri della Mano Nera in contatto con i servizi segreti serbi, rappresentando un punto di svolta decisivo nelle relazioni tra i due paesi e contribuendo all'escalation del conflitto.