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Concetti Chiave

  • L'eccessivo attaccamento ai valori formali e all'esteriorità nella società moderna riflette le stesse problematiche del Barocco, causando un malessere dell'anima.
  • Il Seicento è caratterizzato da un forte pessimismo e insicurezza, con l'uomo che vive un conflitto tra nuove scoperte e la paura della morte.
  • L'arte barocca, rappresentata da figure come Giovan Battista Marino e Gian Lorenzo Bernini, enfatizza la meraviglia attraverso l'uso di metafore e simboli, puntando spesso su contenuti superficiali.
  • La tecnologia contemporanea ha sostituito il timore di Dio del Seicento, portando a un impoverimento dei contenuti e favorendo la ricerca delle sole apparenze.
  • Il "Barocco Contemporaneo" si manifesta nella supremazia dell'immagine a discapito dei contenuti, evidenziando un trionfo della forma che impoverisce l'essenza della società.

Riflessioni sul barocco e la società moderna

Destinazione Editoriale: “Il Caso”, mensile di informazione, cultura e arte per un pubblico di media preparazione.

Oggigiorno, l’eccessivo attaccamento ai valori formali e ad un’esteriorità esasperata riproduce, in campo culturale e sociale, gli stessi risultati del Barocco? La completa assuefazione alla tecnologia, sostituita al riacceso timore di Dio del milleseicento, ha contribuito allo svilimento dei contenuti nella televisione e alla ricerca delle sole apparenze?

Un passaggio lungo più di quattro secoli, eppure il virtuosismo e la meraviglia formale del Barocco tanto somigliano alla società del terzo millennio. Infatti, soggiogato dalle innovazioni tecnologiche, che promettono di facilitare le attività di tutti i giorni, l’uomo contemporaneo rileva un forte malessere dell’anima causato dalla perdita della rete sociale, ostacolata paradossalmente dagli stessi social-network, e un impoverimento del mondo interiore a causa dello scarso confronto e della pessima qualità spirituale della tecnologia. saggio breve sul Seicento e sul Barocco Perciò, l’uomo, come nel Barocco, avverte un prepotente senso di vuoto, un crollo dei valori e un profondo senso di finitezza.

Francisco De Quevedo, massimo rappresentate del Siglo de Oro spagnolo, nel sonetto “Si rappresenta la brevità del tempo”, appartenente alla raccolta “Sonetti amorosi e morali”, dichiara la precarietà della vita e l’incertezza dell’uomo del milleseicento: “Ieri sparì, Domani non è giunto, / l’Oggi se ne va via senza fermarsi; / sono un Fu, un Sarà, un E’ consunto. / Nell’oggi, ieri e domani congiungo / pannolini e sudario; son rimasto / eredità presente d’un defunto.”

Il seicento e le sue contraddizioni

Il Seicento è un secolo complesso e contraddittorio. Tuttavia è possibile evidenziare alcuni fattori che hanno profondamente influenzato la mentalità dell’epoca, come lo sviluppo tecnico e scientifico, le scoperte geografiche e la nuova concezione del cosmo da esse derivate. L'uomo antico riteneva che la terra fosse piatta e al centro dell'universo; ma con Galileo Galilei si diffonde l’idea che la Terra giri intorno al sole e che l’universo sia infinito. Tuttavia le nuove teorie si scontrano inevitabilmente con la Chiesa, pronta ad attuare una politica di limitazione di libertà di credo usufruendo del Tribunale della Santa Inquisizione, dell’indice dei libri proibiti e riaccendendo la caccia alle streghe. Lo stesso Galileo Galilei è costretto all’abiura nel 1633: “Con cuor sincero e fede non finta abiuro, maledico e detesto li suddetti errori e eresie, […] e giuro che per l’avvenire non dirò mai più né asserirò, in voce o in scritto, cose tali per le quali si possa aver di me simil sospizione.”

Posto in connessione con la controriforma, il Barocco si presenta come un’intensa ricerca della meraviglia, usufruendo dell’uso abbondante della metafora e del simbolo, l’illusione del sogno, la prospettiva della metamorfosi universale della realtà e l’amore per ogni dettaglio del reale. La meditazione intorno alla poetica aristotelica finisce con il dissolverne il carattere razionalistico e programmatico, suggerendo nuovi modi di intendere il concetto di imitazione, che viene interpretata come finzione. Il contenuto è completamente sottomesso dalla ricerca di ogni genere di strumenti stilistici e tematici: la decorazione, l’oscurità, la magnificenza, le prime forme di acutezza e di concettismo, l’amplificazione, i primi tentativi di cogliere l’inquietudine delle cose, già non più stabili e certe.

L'arte barocca e i suoi protagonisti

L’arte è finalizzata al solo intrattenimento, preferendo unicamente contenuti superficiali. Tale atteggiamento è testimoniato da Giovan Battista Marino, massimo rappresentante della poesia barocca in Italia. Egli, esasperando gli artifizi del manierismo, nella raccolta di liriche “Sampogna”, si concentra nella trattazione di tematiche banali, ricercando la sola meraviglia, conseguendola grazie alla ricercatezza dei particolari e le sfoggiate descrizioni, anche nel caso di un “papavero molle” che “alzò dal grave oblio, colmo di meraviglia, la sua vermiglia e sonnacchiosa testa”.

Nell’arte Gian Lorenzo Bernini si presenta come il massimo esponente del Barocco; particolare è l’opera “Apollo e Dafne”, che con i suoi particolari verosimili, la carne che si trasforma in legno e le dita che prendono la forma di sottilissime foglie, concentra l’estetica del milleseicento.

L'uomo del seicento e il suo pessimismo

L'uomo del Seicento è insicuro, privo di certezze e di solide fondamenta; è curioso e vivace nel tentare di capire la realtà che lo circonda ma allo stesso tempo timoroso che nuove scoperte possano essere causa di confusione all'interno della sua mente. E’ testimone del consolidamento di una nuova etica, che dissesta completamente la visione dell’uomo: l’homo faber fortunae suae è colpito da un forte pessimismo, tornando ad essere un homo viator, la cui virtus diventa fragile e vulnerabile. Si riaccende il timore di Dio, giudice e punitore dell’uomo, che rinuncia alle aspirazioni terrene e ai valori fallaci. L’uomo torna a temere la morte, avendo perso i valori ottimistici rinascimentali, e a considerare la vita un’entità illusoria, un sogno contraddetto dalla ragione.

La vita come sogno secondo Calderon de la Barca

Pedro Calderon de la Barca, ne “La vita è un sogno”, dramma composto tra il 1631 e il 1634, capolavoro indiscusso dell’autore madrileno, sostiene l’essenza onirica dell’esperienza e, nonostante la vita sia sogno, solo la coerente responsabilità umana nelle azioni può dare un significato non effimero all’esistenza. Calderon de la Barca, lascia affermare a Sigismondo, protagonista dell’opera: “Viviamo in un mondo talmente singolare, che vivere non è che sognare; e l’esperienza m’insegna che l’uomo che vive, sogna quel che è fin quando si desta. […] Che cosa è la vita? Illusione, un’ombra è, una finzione, e il maggiore dei beni è un’inerzia; che tutta la vita è sogno, e i sogni non sono che sogni.”

John Donne, poeta londinese, ne “Il Buongiorno”, esprime il timore della morte nell’uomo del Seicento: “Ciò che può morire non fu composto armonicamente; se i nostri due amori sono uno, o se tu ed io ci amiamo così ugualmente, che nessuno dei due difetta, nessuno dei due può morire.”.

La morte nei sonetti di Shakespeare

Inoltre, annoveriamo anche William Shakespeare, eccellente autore inglese di commedie e tragedie, nei cui sonetti è presente il tema della morte, conformemente alla tendenza caratteristica del Barocco, di cui tali versi sono una delle prime grandi espressioni: “Contempla in me quell'epoca dell'anno / quando foglie ingiallite, poche o nessuna, pendono / da quei rami tremanti contro il freddo, / nudi cori in rovina, ove dolci cantarono gli uccelli. / Tu vedi in me il crepuscolo di un giorno, / quale dopo il tramonto svanisce all'occidente, / subito avvolto dalla notte nera, / gemella della morte, che tutto sigilla nel riposo. / Tu vedi in me il languire di quel fuoco, / che aleggia sulle ceneri della propria giovinezza, / come sul letto di morte su cui dovrà spirare, / consunto da ciò che già fu suo alimento. / Questo tu vedi, che fa il tuo amore più forte, / a degnamente amare chi presto ti verrà meno.” Il sentimento dell'autunno della vita detta a Shakespeare una dichiarazione, anzi una richiesta d'amore, che proprio la precaria fragilità dell'esistenza rende più ardente.

La società moderna e il barocco contemporaneo

La supremazia dell’immagine a discapito dei contenuti, come nel Barocco, caratterizzano la società moderna. La farfallina di Belen, i sorrisi maliziosi delle Veline, il linguaggio televisivo e pubblicitario rappresentano la massima perdita di sostanza e il trionfo della forma. Un Barocco contemporaneo, un fiorire di eccessi che lascia ripiombare l’uomo nell’incertezza. La vittoria dell’estetica, oggi come nel Seicento, impoverisce l’essenza e rende la società biasimevole.

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Domande da interrogazione

  1. In che modo la società moderna riflette i valori del Barocco?
  2. La società moderna, con il suo attaccamento all'estetica e alla tecnologia, rispecchia il Barocco attraverso un eccesso di forma e una perdita di contenuto, simile alla ricerca di meraviglia e virtuosismo del Seicento.

  3. Quali sono le similitudini tra l'uomo del Seicento e quello contemporaneo?
  4. Entrambi gli uomini vivono un senso di vuoto e incertezza, con l'uomo moderno che sperimenta un malessere dell'anima dovuto alla tecnologia, mentre l'uomo del Seicento era influenzato dal timore di Dio e dalla precarietà della vita.

  5. Come si manifesta il Barocco nell'arte e nella letteratura?
  6. Il Barocco si manifesta attraverso l'uso di metafore, simboli e dettagli elaborati, come nelle opere di Giovan Battista Marino e Gian Lorenzo Bernini, che esaltano la meraviglia e l'illusione.

  7. Qual è il ruolo della morte nella letteratura barocca?
  8. La morte è un tema centrale nella letteratura barocca, espressa attraverso il pessimismo e la fragilità della vita, come nei sonetti di Shakespeare e nelle opere di John Donne.

  9. In che modo la società moderna rappresenta un "Barocco contemporaneo"?
  10. La società moderna è definita da un trionfo dell'immagine e della forma, simile al Barocco, con una perdita di sostanza nei media e nella cultura, che porta a un senso di incertezza e superficialità.

Domande e risposte

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