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Concetti Chiave

  • L'Italia ha vissuto un imponente fenomeno di emigrazione, con oltre 24 milioni di partenze dal 1861, trasformandosi in un paese di immigrazione dal XXI secolo.
  • Due periodi principali di emigrazione si sono registrati: il primo dopo l'Unità d'Italia fino agli anni Venti, e il secondo dopo la Seconda Guerra Mondiale fino agli anni Settanta.
  • Le prime destinazioni degli emigranti italiani sono state l'America del Sud e del Nord, seguite da nazioni europee come Francia, Svizzera e Germania negli anni successivi.
  • Il fenomeno dell'immigrazione in Italia è iniziato oltre quarant'anni fa, con l'arrivo di tunisini e altri gruppi, come donne cattoliche da paesi sudamericani e africani.
  • Negli ultimi anni, l'Italia ha visto un aumento significativo dell'immigrazione, principalmente da Romania, Pakistan, Nigeria e altri paesi, a causa di conflitti e povertà nel mondo.

L'Italia e l'emigrazione storica

L’Italia è da sempre un paese di emigrazione, dal 1861 sono state registrate più di 24 milioni di partenze, tanto che il più grande esodo della storia moderna è proprio quello degli italiani.
Tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, però, il fenomeno dell’emigrazione si affievolì decisamente mentre quello dell’immigrazione, inesistente negli anni precedenti, iniziò a diffondersi. In particolare nel 1973, l'Italia ebbe per la prima volta un leggerissimo saldo migratorio positivo (101 ingressi ogni 100 espatri), caratteristica che sarebbe diventata costante, amplificandosi negli anni a venire. Infatti dalle stime dell’Istat, ente di ricerca pubblico italiano a cui è affidato il censimento della popolazione, alla fine del 2017 il saldo migratorio con l’estero è positivo per 184 mila unità (337 mila ingressi, 153 mila espatri).

Pertanto da patria di emigranti nel XX secolo, l’Italia del XXI secolo si è trasformata in una terra d’immigrazione.

Cambiamenti demografici e cause

Sono stati due i periodi durante i quali l'Italia ha conosciuto un cospicuo fenomeno emigratorio. Il primo periodo ha avuto inizio con l’Unità d’Italia negli anni successivi al 1861 ed è terminato negli anni venti del XX secolo con l'ascesa del fascismo mentre il secondo momento di forte emigrazione è avvenuto subito dopo la fine della seconda guerra mondiale fino agli inizi degli anni Settanta del XX secolo. saggio breve sull'Italia che da terra di emigranti è divenuta terra d'accoglienza per i migranti attualiSi stima che tra il 1861 e il 1985 circa

hanno lasciato il Paese un po’ meno di 20 milioni di italiani. Si trattò di un fenomeno che toccò tutte le regioni italiane. Inizialmente interessò prevalentemente le regioni settentrionali con tre regioni che fornirono da sole il 47 per cento dell'intero contingente migratorio: il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e il Piemonte. Successivamente però, il primato migratorio passò alle regioni meridionali, con quasi tre milioni di persone emigrate soltanto da Calabria, Campania e Sicilia. La causa principale dell'emigrazione italiana fu la povertà dovuta alla mancanza di terra da lavorare, specialmente nell'Italia meridionale. Inoltre ci furono altre motivazioni: i problemi politici interni, l'insicurezza causata dalla criminalità organizzata e la sovrappopolazione.

Destinazioni e motivazioni dell'emigrazione

Tra il 1861 e la prima guerra mondiale lasciarono l'Italia, senza più tornare, 9.000.000 di abitanti e si diressero principalmente in America del Sud e in America del Nord, soprattutto in Argentina, Stati Uniti d'America e Brasile, paesi con grandi estensioni di terre non sfruttate e con necessità di manodopera; e, in Europa, particolarmente in Francia. L'emigrazione italiana della seconda metà del XX secolo ebbe invece come destinazione soprattutto le nazioni europee in crescita economica. A partire dagli anni quaranta il flusso emigratorio italiano si diresse principalmente in Svizzera e Belgio, mentre dal decennio successivo, tra le mete predilette, si aggiunsero la Francia e la Germania. Il motivo di questo tipo di emigrazione, spesso solo di alcuni mesi, era, però, lavorare e guadagnare per poi costruire un migliore futuro in Italia.

Inizio dell'immigrazione in Italia

L’Italia iniziò ad essere protagonista del fenomeno dell’immigrazione più di quarant’anni fa con la comparsa dei primi tunisini in Puglia e di donne, di religione cattolica, provenienti dai paesi sudamericani e africani. In seguito negli anni Settanta, in particolare dopo il terremoto del Friuli, molti jugoslavi entrarono in Italia per partecipare alla ricostruzione dei luoghi terremotati. Per tutto il decennio degli anni Ottanta il fenomeno dell’immigrazione interessò i popoli nordafricani. Nel corso dei primi anni ’90 il quadro cambiò. Nel 1991 l'Italia dovette confrontarsi con la prima "immigrazione di massa", dall'Albania e dai paesi dell’est Europeo, dovuta al crollo del blocco comunista.

Flussi migratori recenti

Negli ultimi anni il saldo migratorio netto con l'estero è tornato a crescere notevolmente.

Le immigrazioni ammontano a poco più di 300 mila. Con 45mila iscritti la comunità rumena è sempre la più numerosa tra i flussi di immigrazione, seguono pakistani, nigeriani, marocchini, albanesi e cinesi. Continuano a crescere le immigrazioni dei cittadini africani. Sono molto consistenti anche i flussi di pakistani, albanesi, brasiliani e mediorientali ma calano invece le immigrazioni dei cittadini di area asiatica: cingalesi, cinesi, bengalesi e indiani. Le cause principali di questi attuali flussi migratori sono i conflitti in Medio Oriente e nei paesi nord sahariani, la povertà e la sovrappopolazione nei paesi del terzo mondo.

A cura di Benedetta e Veronica.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'evoluzione del fenomeno migratorio in Italia dal XIX al XXI secolo?
  2. L'Italia è passata da essere un paese di emigrazione, con oltre 24 milioni di partenze dal 1861, a diventare una terra d'immigrazione nel XXI secolo, con un saldo migratorio positivo registrato per la prima volta nel 1973 (101 ingressi ogni 100 espatri).

  3. Quali sono stati i principali periodi di emigrazione italiana e le loro cause?
  4. I due periodi principali di emigrazione italiana sono stati dal 1861 agli anni '20 del XX secolo e dal dopoguerra fino agli anni '70. Le cause principali includevano la povertà, la mancanza di terra, problemi politici e sovrappopolazione, specialmente nel sud Italia.

  5. Quali erano le principali destinazioni degli emigranti italiani tra il 1861 e la prima guerra mondiale?
  6. Tra il 1861 e la prima guerra mondiale, circa 9 milioni di italiani emigrarono principalmente verso l'America del Sud (Argentina, Brasile) e del Nord (Stati Uniti), oltre che in Francia, attratti da terre non sfruttate e necessità di manodopera.

  7. Come si è sviluppato il fenomeno dell'immigrazione in Italia negli ultimi decenni?
  8. L'immigrazione in Italia è iniziata oltre quarant'anni fa, con l'arrivo di tunisini e donne sudamericane. Negli anni '90, l'Italia ha affrontato la prima "immigrazione di massa" dall'Albania e dai paesi dell'Est europeo, a seguito del crollo del blocco comunista.

  9. Quali sono le attuali tendenze nei flussi migratori in Italia?
  10. Negli ultimi anni, il saldo migratorio netto è tornato a crescere, con oltre 300 mila immigrazioni, principalmente da Romania, Pakistan, Nigeria e paesi nordafricani, spinto da conflitti, povertà e sovrappopolazione nei paesi del terzo mondo.

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