Concetti Chiave
- Lina è presentata come una figura centrale nella vita del poeta, rappresentata attraverso il simbolo dello scialle rosso e il legame con la maternità.
- La poesia esprime un amore eterno e sincero, dove il poeta desidera ricominciare la vita per stare con Lina, evidenziando la profondità del loro legame.
- Trieste e Lina sono entrambe muse ispiratrici per Saba, accostate per la loro valenza significativa nella sua vita e nella sua poesia.
- Lina è descritta come una donna malinconica e altruista, incapace di amarsi e caratterizzata da una dedizione totale verso gli altri.
- La lirica di Saba celebra la quotidianità, riconoscendo l'unicità di Lina senza ricorrere a idealizzazioni romantiche, ma catturando la sua essenza autentica.
Ed amai nuovamente; e fu di Lina
dal rosso scialle il più della mia vita.
Quella che cresce accanto a noi, bambina
dagli occhi azzurri, è dal suo grembo uscita.
Trieste è la città, la donna è Lina,
per cui scrissi il mio libro di più ardita
sincerità; né dalla sua fu fin ad oggi mai l'anima partita.
Ogni altro conobbi umano amore;
ma per Lina torrei di nuovo un'altra
vita, di nuovo vorrei cominciare.
Per l'altezze l'amai del suo dolore;
perché tutto fu al mondo, e non mai scaltra,
e tutto seppe, e non se stessa, amare.
Lina e il suo scialle rosso
E mi innamorai di nuovo; e la maggior parte della mia vita fu per Lina che indossava uno scialle rosso.
Lina come madre e ispirazione
La bimba che cresce con noi l'ha partorita lei. Per lei ho scritto il mio libro più sincero, lei me lo ha ispirato come me ne ha ispirato un altro la mia città, Trieste. Fino ad oggi la mia anima non si è mai staccata da quella di Lina; ho sperimentato ogni altro tipo di amore umano, ma per stare con lei vorrei avere un'altra vita, vorrei ricominciare di nuovo per stare con lei.
L'amai perché provava un dolore profondo; perché fu molte cose, ma non fu mai furba e seppe amare tutto e tutti, tranne se stessa.
La poesia è composta di 4 strofe (una quartina e tre terzine), il verso è libero e il metro dei versi è vario, anche se in maggioranza di tratta di endecasillabi.
- enjambement ai vv. 1-2; vv. 3-4; vv. 6-7; vv. 9-10
- anastrofe al v. 4 (dal suo grembo uscita); v. 8 (Ogni altro conobbi umano amore); v. 11 (Per l'altezze l'amai del suo dolore); v. 12 (tutto seppe, e non se stessa, amare)
- chiasmo al v. 5: (Trieste- città: donna- Lina)
- antitesi al v. 12 (tutto fu….e non mai) e v. 13 (tutto seppe…e non se stessa)
La poesia è un’appassionata e sincera ode d’amore di Saba alla sua donna. Il poeta, con una semplicità disarmante, senza far ricorso a paragoni sdolcinati o metafore classiche dà un ritratto della moglie Lina e confessa il suo immenso sentimento per lei.
Il primo quadro è quello di Lina, avvolta in uno scialle rosso, forse come la vide al loro primo incontro.
Il secondo è per Lina madre, la cui maternità è testimoniata dalla bimba che viene anch’essa ricordata attraverso una nota di colore: gli occhi azzurri.
Lina e Trieste: le muse
La prima terzina è divisa equamente fra i due grandi amori di Saba: sua moglie e la sua città. Le due fonti di ispirazione vengono accostate, entrambe hanno ispirato al poeta versi sinceri, appassionati e ad entrambe viene riconosciuta la valenza di muse.
Dichiarazione d'amore eterno
La terzina si conclude con una splendida dichiarazione d’amore: l’anima del poeta, dal primo incontro con Lina, è sempre stata legata alla sua e questo legame non è ancora finito.
La seconda terzina prosegue nel discorso con l’affermazione del poeta che, per stare con al sua donna, vivrebbe un’altra vita (Da ricordare che Saba ebbe una vita non facile, crebbe senza il padre, subì le leggi razziali ed ebbe anche una vita matrimoniale travagliata segnata da alcuni tradimenti di Lina).
Lina: dolore e altruismo
L’ultima terzina conclude il quadro dedicato a Lina, tratteggiandone il carattere malinconico, segnato da profondo dolore; della sua donna Saba riconosce l’altruismo, la mancanza di malizia e furbizia, totalmente estranei al suo modo di essere, e l’incapacità di amarsi opposta alla vocazione di dedicarsi agli altri.
Saba e la quotidianità
La lirica è ricca di dolcezza, incentrata su una figura di donna insieme normale e unica. Il poeta non la inventa, non la dipinge come un’eroina romantica, una femme fatale o un angelo sceso in terra, eppure, con pochi tratti, individua la sua unicità, la sua femminilità, maternità, caparbietà, e canta la sua totale dedizione alla donna di tutta la sua vita. Saba è il poeta delle cose quotidiane che insegna che non ci deve essere per forza qualcosa di particolare per rendere speciale una persona.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dello scialle rosso nella poesia di Saba?
- Come viene descritta la figura di Lina nella poesia?
- Qual è il legame tra Lina e Trieste nella poesia?
- Qual è la dichiarazione d'amore che Saba fa per Lina?
- In che modo Saba rappresenta la quotidianità nella sua poesia?
Lo scialle rosso rappresenta l'immagine iconica di Lina, simbolo della sua vita e del suo amore, evocando il primo incontro tra i due.
Lina è ritratta come una donna profonda e altruista, segnata da un dolore interiore, che ama tutto e tutti tranne se stessa, evidenziando la sua umanità e vulnerabilità.
Saba accosta Lina e Trieste come due muse ispiratrici, entrambe fondamentali per la sua scrittura e la sua vita, sottolineando l'importanza di entrambe nel suo percorso artistico.
Saba esprime un amore eterno e indissolubile per Lina, affermando che la sua anima è sempre stata legata a quella di lei e che sarebbe disposto a vivere un'altra vita per stare con lei.
Saba celebra la normalità di Lina, evidenziando la sua unicità e femminilità senza idealizzarla, dimostrando che anche le figure quotidiane possono essere straordinarie e degne di amore.