Concetti Chiave

  • Umberto Saba inverte la tradizione lirica paragonando la moglie Lina a animali umili, come galline e mucche, per esaltare la sua figura.
  • La poesia, a prima vista comica, si rivela un profondo elogio alla moglie, scritto con la stessa devozione di una preghiera.
  • Gli animali rappresentano una vita serena e vicina a Dio, suggerendo che Lina, come loro, è più vicina al divino rispetto al poeta.
  • Lina è associata alla vitalità femminile, simboleggiata dalla giovenca gravida, che porta gioia anche nei momenti di tristezza.
  • Le affinità di Lina con animali come la cagna e la formica evidenziano la sua complessità e connessione con la natura e la spiritualità.

Indice

  1. Un'ode alla moglie Lina?
  2. Il significato profondo della poesia
  3. Gli animali e la vicinanza a Dio
  4. Lina e la vitalità femminile
  5. Caratterizzazioni e affinità di Lina
  6. Lina e la saggezza della formica

Un'ode alla moglie Lina?

Contravvenendo a ogni tradizione lirica, Umberto Saba (Trieste, 1883 - Gorizia, 1957) paragona la moglie Lina, a cui dedica la lirica, a diversi animali, scegliendo quelli più umili e meno celebrati: una gallina, una mucca, una cagna, una coniglia, una formica e un'ape, di cui il poeta descrive i comportamenti quotidiani: il raspare, il muggire, il rintanarsi nella gabbia e così via.

Il significato profondo della poesia

Di primo acchito, la poesia può forse suscitarci il riso, ma, se la leggiamo in profondità, ci accorgiamo che si tratta di un'ode di elogio alla compagna di vita, e che è stata «scritta come altri reciterebbero una preghiera».

Il «Tu» che apre la prima strofa, così come in tutte le altre strofe del componimento, è rivolto alla moglie, che viene paragonata a una «pollastra». Questo animale ha un'andatura regale e, quando fa buio, emette suoni dolci e tristi, come i lamenti della moglie.

Gli animali e la vicinanza a Dio

Nei versi 10-14, il poeta esprime un'idea che sarà poi ripresa nell'ultima strofa e che può essere intesa come la chiave del componimento: tutti gli animali sono «sereni» e sono vicini (e avvicinano) a Dio. La loro serenità è dovuta alla lontananza dai complicati e artificiosi obblighi sociali degli uomini; mentre la loro vicinanza a Dio si spiega con la loro diretta soggezione alle leggi di natura, che è una sua creazione.

Tra gli animali, le migliori sono le femmine, perché partecipano più dei compagni al ciclo della riproduzione e del rinnovo della natura. La moglie ha dunque le sue «uguali» tra i migliori esseri del creato, ed è più vicina a Dio del poeta.

Lina e la vitalità femminile

Lina è poi accostata a una «giovenca» che è gravida ma «festosa» (di nuovo è richiamato il motivo della vitalità femminile). La giovenca, inoltre, emette un suono tanto «lamentoso» da spingere a farle un dono. Allo stesso modo, il poeta offre un dono alla moglie quando ella è triste.

Caratterizzazioni e affinità di Lina

I paragoni con la «cagna» e la «coniglia» offrono nuove caratterizzazioni della moglie, ma anche la ripresa di motivi precedenti: la cagna è dolce, feroce, animata da un amore geloso, e sembra una santa che arda di devozione per Dio (di nuovo la prossimità a Dio); la coniglia è timida e paurosa, ma ha la forza di strapparsi il pelo per fare un nido in cui partorire (di nuovo il motivo della fertilità).

Lina ha affinità con la «rondine» che arriva nella stagione della primavera e in autunno riparte. La moglie, tuttavia, non ha questa abitudine: ella non si allontana. Della rondine, Lina ha le leggere movenze ed è capace di infondere nel poeta, che si sente vecchio, la sensazione che rinasca quella che sarebbe la stagione relativa alla primavera.

Lina e la saggezza della formica

Lina è come la previdente formica, di cui parla la nonna al piccolo nipote che la accompagna quando passeggiano per la campagna, riferendosi probabilmente alla nota favola in cui la previdenza della formica si contrappone alla spensierata imprudenza della cicala.

Lina è simile anche all'ape e, come già detto nella prima strofa, a tutte le femmine di tutti i sereni animali vicini a Dio.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato profondo dell'ode dedicata a Lina?
  2. L'ode di Umberto Saba è un elogio alla moglie Lina, scritta con la stessa devozione di una preghiera, che utilizza animali umili per esprimere la sua ammirazione e affetto.

  3. In che modo gli animali rappresentano la vicinanza a Dio nella poesia?
  4. Saba sottolinea che gli animali, essendo sereni e lontani dagli obblighi sociali umani, sono più vicini a Dio, e le femmine, in particolare, partecipano al ciclo della vita, avvicinando ulteriormente l'essere umano a Dio.

  5. Qual è il simbolismo della giovenca in relazione a Lina?
  6. La giovenca rappresenta la vitalità femminile e la capacità di portare gioia, simile a come il poeta offre un dono alla moglie quando è triste, evidenziando il legame tra la donna e la natura.

  7. Come vengono caratterizzate Lina e le sue affinità con gli animali?
  8. Lina è paragonata a diversi animali, come la cagna e la coniglia, che ne evidenziano dolcezza, devozione e fertilità, mostrando la complessità e la ricchezza della sua personalità.

  9. Qual è il significato della saggezza della formica in relazione a Lina?
  10. La saggezza della formica simboleggia la previdenza e la lungimiranza, qualità che Saba attribuisce a Lina, suggerendo un contrasto tra la sua saggezza e l'imprudenza rappresentata dalla cicala.

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