Concetti Chiave
- Negli anni Sessanta e Settanta, gli ayatollah iraniani protestano contro l'occidentalizzazione, il nuovo diritto di famiglia e il regime autoritario dello shah.
- Le riforme agrarie e l'industrializzazione non migliorano le condizioni di vita di contadini e operai, accentuando il malcontento e l'attenzione verso gli ayatollah.
- Ruhallah Khomeini emerge come figura di spicco contro lo shah, proponendo la creazione di uno Stato islamico basato sulla sharia e chiedendo il rovesciamento della monarchia.
- La posizione di Khomeini in Iraq è marginale, poiché il regime iracheno ha un orientamento laicizzante e non supporta le sue idee religiose.
- Il regime politico iracheno, instaurato nel 1958, è una dittatura militare con una forte componente sunnita, nonostante la maggioranza della popolazione sia sciita.
Perché ci sono proteste contro l'occidentalizzazione?
Tra gli anni Sessanta e Settanta, in Iran, gli ayatollah protestano vigorosamente contro l'occidentalizzazione delle norme e dei costumi, rimarcando in particolare la distanza del nuovo diritto di famiglia iraniano dalle norme coraniche. Questi gruppi prestano contro la dipendenza economica dell'Iran dall'Occidente. E infine protestano contro il carattere autoritario e dispotica del regime dello shah allora in potere, Mohammad Reza Pahlavi.
Contrasti economici e sociali
L'opposizione delle élite religiose sciite si scalda a un'altra dinamica. Tanto la riforma agraria quanto il processo di industrializzazione tentato dal governo dello shah, con un impiego di risorse pubbliche, non danno i risultati economici sperati, molti contadini così come molti ex contadini trasferiti in città (soprattutto a Teheran) e diventati operai, non vedono migliorare significativamente il loro livello di vita, mentre osservano che le élite imprenditoriali o gli altri funzionari dello Stato riescono a trarre dalle iniziative economiche in corso e in particolare dalla gestione delle risorse petrolifere, profiti cospicui che permettono loro un invidiabile livello di vita. Questo fa sì che un numero crescente di persone che appartengono agli strati popolari comincia a prestare attenzione alla posizione costituita dagli ayatollah che è di fatto l'unica appena tollerata in Iran. Si delinea così un netto contrasto tra shah e le elite modernizzanti dell'Iran, da un lato, gli ayatollah sciiti che si fanno portavoce del disagio economico e sociale di vaste masse di popolazione, dall'altro.
L'ascesa di Khomeini
Ce n'è uno in particolare che sta cominciando ad acquistare un prestigio speciale. Si chiama Ruhallah Khomeini (1900-1989), è un ayatollah di Qum, città iraniana sede di importanti centri religiosi sciiti. Khomeini si è opposto tra i primi alle riforme dello shah per questo nel 1964 viene esiliato. Nel 1965 si stabilisce a Najaf, città sciita dell'Iraq, e da lì continua incessantemente la sua campagna polemica contro lo shah. Nel 1970, in una serie di pubblici discorsi poi pubblicati in un libro intitolato "il governo islamico", Khomeini afferma che il futuro dell'Islam, in Iran come altrove, consiste nella costituzione di uno Stato che si fondi, sin nei minimi aspetti della sua legislazione, sulla sharia affinché un tale obiettivo possa davvero essere raggiunto è necessario che in tale stato le élite religiose islamiche, le uniche che hanno una conoscenza sicura della sharìa possiedano anche il potere politico; per raggiungere tale obiettivo è evidente che la monarchia che regna in Iran deve essere rovesciata, sia perché è un'istituzione estranea alla storia dell'Iran sia perché con le sue scelte politiche non fa che corrompere l'identità islamica dell'Iran.
La posizione di Khomeini
La posizione assunta da Khomeini sembra piuttosto marginale e perfino l'Iraq, lo Stato che tollera la presenza di Khomeini in funzione anti-iraniana, ha un orientamento decisamente laicizzante.
La situazione in Iraq
Il moderno Stato iracheno ha preso forma nel 1958 quando un colpo di stato militare organizzato da un gruppo di giovani ufficiali nazionalisti guidati da Abd al-Krim Quasim, abbatte la monarchia e crea un regime politico militare. Due successive crisi politiche, l'una nel 1963 e l'altra nel 1968, portano al potere il Partito Baath, guidato tra gli altri da Saddam Hussein (1937-2006), che instaura una dittatura militare inizialmente di ispirazione socialista: un punto essenziale dell'azione di governo e la nazionalizzazione dei giacimenti petroliferi, compiuta nel 1972. L'élite che governa l'Iraq è composta soprattutto da musulmani sunniti, che in quel paese sono comunque la componente di minoranza poiché la maggioranza della popolazione e di confessione sciita, nel Nord del paese si trova anche una consistente minoranza curda la quale chiede forme di autonomia che il regime in nessun modo intende concedere.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali motivazioni delle proteste contro l'occidentalizzazione in Iran?
- Come si manifestavano i contrasti economici e sociali durante il regime dello shah?
- Chi era Ruhallah Khomeini e quale ruolo ha avuto nella protesta contro lo shah?
- Qual era la posizione di Khomeini rispetto al potere politico in Iran?
- Quali erano le caratteristiche del regime politico in Iraq durante il periodo di Khomeini?
Le proteste contro l'occidentalizzazione in Iran, tra gli anni Sessanta e Settanta, erano motivate dalla distanza del nuovo diritto di famiglia dalle norme coraniche, dalla dipendenza economica dall'Occidente e dal carattere autoritario del regime dello shah, Mohammad Reza Pahlavi.
I contrasti economici e sociali si manifestavano attraverso il fallimento delle riforme agrarie e dell'industrializzazione, che non miglioravano il livello di vita di contadini e operai, mentre le élite imprenditoriali traevano profitti cospicui, alimentando il malcontento popolare verso gli ayatollah.
Ruhallah Khomeini, un ayatollah di Qum, divenne una figura di spicco nella protesta contro lo shah, opponendosi alle sue riforme e proponendo la creazione di uno Stato islamico basato sulla sharia, il che portò al suo esilio nel 1964 e alla sua continua campagna polemica.
Khomeini sosteneva che le élite religiose islamiche dovessero detenere il potere politico per garantire un governo conforme alla sharia, ritenendo necessario rovesciare la monarchia, considerata estranea alla storia dell'Iran e corrotta.
Il regime politico in Iraq, instaurato dopo un colpo di stato nel 1958, era una dittatura militare di ispirazione socialista, guidata dal Partito Baath e da Saddam Hussein, con una forte nazionalizzazione dei giacimenti petroliferi e una predominanza di musulmani sunniti, nonostante la maggioranza della popolazione fosse sciita.