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Concetti Chiave

  • Il romanzo cortese cavalleresco si sviluppa nella Francia del nord nel XII secolo, esprimendo l'amor cortese in lingua volgare.
  • Questa forma letteraria si concentra su temi cavallereschi e amorosi, presentando storie laiche ispirate a leggende celtiche.
  • Gli autori erano chierici colti che operavano nelle corti nobili, scrivendo per intrattenere il pubblico con letture pubbliche.
  • I protagonisti sono cavalieri in cerca di avventure, miranti a dimostrare valori come coraggio e lealtà, spesso per conquistare una donna.
  • Le leggende del ciclo bretone, come quelle di re Artù, e opere come Tristano e Isotta sono centrali nel panorama del romanzo cortese.

Origini del Romanzo Cortese

Il romanzo cortese cavalleresco è la forma d’espressione dell’amor cortese che si diffonde nella Francia del nord, durante la seconda metà del XII secolo, in langue d’oil (termine che deriva dal latino “hoc est illud” cioè “sì”)

Il termine “romanzo” deriva dalla parola “romanz” che anticamente stava a significare ogni discorso in lingua volgare (dal latino “romanice loqui” cioè “discorso in lingua romanza); proprio da ciò possiamo dedurre questa composizione viene detta romanzo non perché scritta in prosa ma appunto perché scritta in lingua volgare.

Caratteristiche del Romanzo

Questo tipo di componimento letterale ha come tema quello cavalleresco, ma assume molta importanza l’amore (che viene trattato secondo i canoni dell’amor cortese descritti da Andrea Cappellano nel suo “Trattato de amore”), in quanto la donna ha molta rilevanza.

Le storie raccontate non sono vicende storiche e non hanno contenuti religiosi al loro interno, si parla quindi di storie completamente laiche (con unica eccezione della ricerca del Santo Graal) che prendevano spunto da alcune antiche leggende celtiche, e che quindi avevano come unico scopo quello di divertire colui che le ascoltava (ad una lettura religiosa di propaganda con il romanzo cortese-cavalleresco si affiancava una lettura di puro intrattenimento).

Autori e Contesto Sociale

Gli autori di questi testi erano chierici che vivevano presso le corti di grandi signori, erano molto acculturati (avevano studiato presso le scuole episcopali) e scrivevano per compiacere appunto i gusti di questa società cortese. La lettura delle loro opere avveniva nel contesto della corte ed era pubblica, in quanto nell’Alto Medioevo non era ancora diffuso il concetto di lettura silenziosa, mentale.

Protagonisti e Avventure

Solitamente i protagonisti di questi componimenti letterari erano cavalieri che partivano a caso alla ricerca di avventure per provare a sé stessi i loro valori, i valori che li rendevano tali quali il coraggio, la lealtà ecc.

Solitamente però queste avventure avevano uno scopo ben preciso, che poteva essere ad esempio la ricerca di una donna o di un oggetto (es. il Santo Graal).

Leggende e Opere Famosi

Le leggende da cui si prendeva maggiormente spunto erano quelle del ciclo bretone, le quali si incentravano sulla figura di re Artù e dei suoi cavalieri (tra i più importanti Lancillotto, Ivano, Galvano e Perceval) che sedevano, in simbolo della loro parità, attorno alla Tavola Rotonda. Queste leggende erano state raccolte per la prima volta da un chierico, Goffredo di Monmouth, in una Storia dei Re di Britannia e in un Vita di Merlino.

Opere risalenti a questa tradizione letteraria molto importanti e famose erano quelle di Chrétien de Troyes, i quali raccontavano le avventure dei cavalieri della tavola rotonda, mentre un’altra opera non legata al ciclo bretone e molto famosa era quella di Tristano e Isotta (di cui se ne sono occupati molti autori), la quale affronta due temi principali: la forte passione amorosa e gli ideali cavallereschi non rispettati; infatti, Tristano e Isotta sono legati indissolubilmente da un filtro magico che scatena tra loro un forte amore, il quale però è contrastato dalla lealtà che Tristano deve al suo sovrano, Marco di Cornovaglia, che è sposato con Isotta. La vicenda va avanti fin quando, alla fine dell’opera, l’amore impossibile in vita si realizza con la morte dei due innamorati.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del termine "romanzo" nel contesto del romanzo cortese?
  2. Il termine "romanzo" deriva dalla parola "romanz", che indicava ogni discorso in lingua volgare, sottolineando che queste opere erano scritte in lingua romanza piuttosto che in prosa (come spiegato nel testo).

  3. Quali sono i temi principali trattati nel romanzo cortese?
  4. I temi principali del romanzo cortese sono quelli cavallereschi e l'amore, quest'ultimo descritto secondo i canoni dell'amor cortese, con particolare rilevanza per la figura della donna (come evidenziato nel testo).

  5. Chi erano gli autori dei romanzi cortesi e qual era il loro contesto sociale?
  6. Gli autori erano chierici acculturati che vivevano presso le corti di grandi signori e scrivevano per intrattenere il pubblico, poiché la lettura delle loro opere avveniva in modo pubblico e non silenzioso (come indicato nel testo).

  7. Quali erano le avventure tipiche dei protagonisti nei romanzi cortesi?
  8. I protagonisti, solitamente cavalieri, partivano alla ricerca di avventure per dimostrare i loro valori, come coraggio e lealtà, spesso con uno scopo preciso come la ricerca di una donna o di un oggetto, come il Santo Graal (come descritto nel testo).

  9. Quali opere e leggende hanno influenzato il romanzo cortese?
  10. Le leggende del ciclo bretone, incentrate su re Artù e i suoi cavalieri, hanno avuto un grande impatto, con opere famose come quelle di Chrétien de Troyes e la storia di Tristano e Isotta, che affrontano temi di amore e ideali cavallereschi (come menzionato nel testo).

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