Concetti Chiave
- L'Italia ha storicamente privilegiato la poesia classica, mentre il romanzo è diventato popolare solo più tardi, grazie ad autori come Umberto Eco.
- Umberto Eco con "Il nome della rosa" ha fuso il genere giallo con studi storici, ottenendo un grande successo e suscitando dibattiti critici.
- Il romanzo si è adattato alla borghesia, un pubblico che cercava storie in cui potersi identificare, stabilendo un patto narrativo tra autore e lettore.
- Il romanzo romantico esplora temi di amore passionale e distruzione, come dimostra "Jane Eyre", considerato un'opera contro l'età vittoriana.
- Charles Dickens ha raccontato la vita urbana moderna e borghese, criticando il profitto capitalista mentre esaltava i valori del lavoro e del riscatto sociale.
Indice
L'Italia e il romanzo
L'Italia viene accusata di essere un paese vecchio a livello letterario perché si concentrava solo sulla poesia classica o neoclassica come i poemi o la tragedia, e non aveva ancora accettato il ROMANZO che negli altri paesi europei invece era estremamente conosciuto e praticato.
A questo punto, Umberto Eco prende il genere giallo e uno studio storico particolare del medioevo, li unisce cercando di far prevalere ed espandere il concetto di romanzo. Decide cosi di scrivere un romanzo in cui c'è l'impatto dello studio storico ma lui a questo aggiunge un giallo: Il nome della rosa, 1981. Ha subito un grande successo, tutti corrono a comprarlo, riceve molte critiche sotto diversi punti di vista e gli intellettuali cercano di trovare tutto ciò che è storicamente scorretto ma non trovano nulla.
Il romanzo e la borghesia
Nel resto d'Europa era un genere estremamente versatile che non richiedeva necessariamente un pubblico colto che si adattava alla nuova classe sociale che stava prendendo il potere, ovvero la borghesia. (Hegel dice infatti che è il linguaggio borghese dell'epica)
Il romanzo si rivolge ad una classe che non legge e scrive il latino, ma che ha bisogno di letteratura per se e per la propria famiglia e ha bisogno di storie nella quale si possa identificare. Presuppone quello che viene chiamato patto narrativo tra un narratore e un narratario. Questo patto è la complicità che lega l'autore e il lettore per cui io do fiducia all'autore e credo a ciò che scrive. Non c'è romanzo se non c'è un patto narrativo.
Il romanzo romantico
Il romanzo che riuscirà a porterà in Ha la grande capacità di analizzare il linguaggio dei ceti inglesi, anche ella piccola aristocrazia di campagna, smascherando l'ipocrisia, quella caratteristica tipicamente inglese di rispettare la forma nonostante il contenuto.
È il vero romanzo romantico: la natura selvaggia, dura, gelida, ventosa, inospitale e il comportamento del personaggio, l'irrazionalità, l'amore che porta alla follia. Un amore distruttivo, generato dalla gelosia. Alla pubblicazione fu considerato un romanzo contro l'età vittoriana, immorale. Nel 1847, la sorella di Jane Austen, Jane Eyre, scrive un romanzo da cui si trae un film, intitolato con il suo nome, Jane Eyre. È davvero un romanzo romantico.
l suo romanzo è il vero romanzo romantico. Parla di un amore cosi passionale che porta alla morte.
Charles Dickens e la città moderna
è un altro personaggio importante e nasce nel 1812. Nasce in una famiglia borghese dove il padre inseguito a elevati debiti, viene arrestato. Charles inizia cosi a lavorare in una fabbrica dove viene sfruttata, dove conosce la violenza sui ragazzi e dove capisce la fatica. Dopo anni, lascia questa tortura e inizia a scrivere per i giornali finendo a scrivere romanzi che per la prima volta parlano della città e di tutto ciò che la circonda (Oliver Twist). La sua città è una città moderna e borghese. Lui condanna la logica del profitto capitalista ma ha fiducia nella borghesia perché in lei vede una classe che nei suoi valori ha la logica del lavoro, un lavoro grazie al quale l'uomo si può riscattare e di passare a livelli più alti. Dickens comincia a scrivere e pubblica a puntate con il sistema della biblioteca ambulante dove erano presenti romanzi suddivisi a capitoli. Questo sistema è uno di quelli che più aiuterà nella distribuzione e nel successo del romanzo (in Francia, era presente un altro metodo: ogni 15 giorni usciva un capitolo).
Domande da interrogazione
- Perché l'Italia è stata criticata a livello letterario?
- Qual è il contributo di Umberto Eco al genere del romanzo?
- Qual è il significato del "patto narrativo" nel romanzo?
- Come viene descritto il vero romanzo romantico?
- Qual è il ruolo di Charles Dickens nella letteratura moderna?
L'Italia è stata accusata di essere un paese letterariamente "vecchio" perché si concentrava principalmente sulla poesia classica e neoclassica, trascurando il romanzo, un genere già molto diffuso in altri paesi europei.
Umberto Eco ha unito il genere giallo con uno studio storico del medioevo nel suo romanzo "Il nome della rosa" (1981), ottenendo un grande successo e dimostrando che il romanzo poteva essere un veicolo per la storia senza errori storici.
Il "patto narrativo" è la complicità tra autore e lettore, dove il lettore si fida dell'autore e crede in ciò che scrive; senza questo patto, non può esistere un romanzo.
Il vero romanzo romantico è caratterizzato da un amore passionale e distruttivo, spesso associato a una natura inospitale e a comportamenti irrazionali, come evidenziato nel romanzo "Jane Eyre" di Charlotte Brontë.
Charles Dickens, attraverso opere come "Oliver Twist", ha descritto la vita nella città moderna e borghese, criticando la logica del profitto capitalista ma mostrando fiducia nella borghesia come classe capace di riscatto attraverso il lavoro.