Concetti Chiave
- Romolo, leggendario fondatore di Roma, è il primo re, seguito da sei sovrani, il cui regno medio è stimato in trentacinque anni.
- I sette re di Roma sono caratterizzati da opere significative: Romolo fonda istituzioni come il Senato, mentre Numa Pompilio introduce collegi sacerdotali.
- Durante l'era etrusca (616-509 a.C.), Roma viene governata da tre re etruschi che realizzano importanti opere pubbliche e riorganizzazioni politiche.
- Tarquinio il Superbo, l'ultimo re etrusco, è visto come un tiranno malvagio, la cui violenza provoca una ribellione aristocratica.
- La fine della monarchia avviene con un colpo di Stato che porta all'istituzione di un sistema di governo collegiale ed elettivo, sostituendo il potere monarchico.
Antica Roma - I re.
I sette re di Roma
Romolo, il mitico fondatore della città, fu anche il primo re, al quale – secondo la tradizione- ne seguirono sei, un numero che in realtà sembrava troppo esiguo per essere verosimile (si dovrebbe attribuire un regno molto lungo, in media trentacinque anni, a ciascuno di essi).
Le opere dei re
Di ciascuno dei “sette re” la tradizione ricorda il nome, le caratteristiche della personalità, le opere di pace e le guerre. A Romolo sono attribuite l’alleanza con i Sabini, numerose guerre e la creazione delle principali Istituzioni cittadine, come il Senato: Numa Pompilio avrebbe introdotto i più importanti collegi sacerdotali e le cerimonie religiose, Tullo Ostilio avrebbe conquistato Alba Longa, Anco Marzio avrebbe fondato la città di Ostia (assicurando così uno sbocco portuale a Roma) e fatto costruire il primo ponte sul Tevere, il ponte Sublicio.
L'era etrusca e la fine della monarchia
Nell’ultima fase dell’età monarchica, dal 616 al 509 a.c., Roma fu dominata dai tre re etruschi: Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo. In questo periodo furono realizzate significative opere pubbliche, come la bonifica delle zone basse del Foro e la costruzione della prima cinta muraria della città e fu attuata un’importante riorganizzazione politica (la riforma “serviana”): Roma divenne una vera e propria città, architettonicamente progettata, con una struttura urbanistica distribuita in spazi pubblici e privati e con un ordinamento giuridico-istituzionale complesso.
Ma non tutti i re di origine etrusca esercitarono il loro potere in modo illuminato. Il ritratto, trasmesso dalla tradizione, dell’ultimo re, Tarquinio il Superbo, corrisponde all’immagine del malvagio tiranno greco; a suo figlio Sesto Tarquinio è attribuita invece la violenza recata a una nobile matrona, Lucrezia, un comportamento che avrebbe suscitato l’ira dei parenti della donna.
Costoro, insieme con altri nobili, si ribellarono a Tarquinio il Superbo provocando un colpo di Stato: Tarquinio venne cacciato e fu proclamata la fine della monarchia. Il potere passò dal re all’aristocrazia romana: a una magistratura unica e vitalizia se ne sostituì una collegiale ed elettiva, costituita da due supremi magistrati detti “consoli”, eletti annualmente dall’assemblea dei cittadini.
Domande da interrogazione
- Chi fu il primo re di Roma e quali sono le sue principali attribuzioni?
- Quali opere significative furono realizzate durante l'era etrusca a Roma?
- Come si concluse la monarchia a Roma e quale fu il nuovo sistema di governo?
Il primo re di Roma fu Romolo, considerato il mitico fondatore della città. A lui sono attribuite l'alleanza con i Sabini, numerose guerre e la creazione delle principali istituzioni cittadine, come il Senato.
Durante l'era etrusca, dal 616 al 509 a.C., Roma vide la realizzazione di opere pubbliche come la bonifica delle zone basse del Foro e la costruzione della prima cinta muraria, oltre a una riorganizzazione politica che trasformò Roma in una città architettonicamente progettata.
La monarchia a Roma si concluse con un colpo di Stato contro Tarquinio il Superbo, portando alla sua cacciata. Il potere passò all'aristocrazia romana, instaurando un sistema di governo collegiale ed elettivo con due consoli, eletti annualmente dall'assemblea dei cittadini.