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Concetti Chiave

  • La costruzione di strade e infrastrutture commerciali, come porti e magazzini, ha trasformato l'Impero Romano in uno Stato moderno e un grande mercato unitario.
  • Le città romane stabilirono uffici commerciali nei porti principali per supportare i commercianti in continuo movimento all'interno dell'Impero.
  • Il commercio romano si estese fino alle coste indiane, con un sistema di scambi triangolari che coinvolgeva anche la Cina, generando profitti significativi per i mercanti.
  • I commerci internazionali di lusso erano fiorenti, come dimostrato dalla tassazione del 25% su avorio e spezie in Egitto e dalla lavorazione dell'ambra in importanti centri come Aquileia e Alessandria.
  • Le colline di cocci di anfore per olio e vino ritrovate ad Alessandria testimoniano l'entità del commercio romano, con depositi estesi e significativi.

Infrastrutture e commercio nell'impero

La costruzione su tutto il territorio dell’Impero di moderne strade (utilizzate prevalentemente per motivi militari) e di infrastrutture commerciali (porti, magazzini, grandi mercati), di canali e acquedotti, lo sviluppo di una grande flotta commerciale di tipo imprenditoriale, la diffusione di una complessa classe e stratificata classe di affaristi, commercianti, intermediari e tecnici e, non ultimo, la regolazione da parte dello Stato dei meccanismi fiscali, monetari, commerciali e giudiziari sono alcuni degli elementi che crearono progressivamente uno Stato di tipo moderno e un grande mercato unitario.

Espansione commerciale romana

Il notevole volume d’affari e la quantità di commercianti e affaristi in continuo movimento per l’Impero portò molte città ad allestire uffici commerciali nei principali porti o nei centri più importanti per assistere o consigliare i propri concittadini.

Tracce dell’attività commerciale romana sono state rinvenute sulle coste indiane. La penetrazione commerciale probabilmente toccò anche Ceylon. Alcune testimonianze lasciano pensare a un commercio triangolare con la Cina, per cui i Romani acquistavano, con oro o baratto, merci in India e le rivendevano in Cina, direttamente o attraverso mercanti indiani, in cambio di stoffe pregiate. Si conoscono ben due vie della set. Fonti cinesi riportano che i commercianti romani guadagnavano nei loro scambi con l’India e il regno dei Parti fino a dieci volte il valore delle merci vendute. Sappiamo anche di tentativi di penetrazione per qualche centinaio di chilometri nei deserti africani per raggiungere le oasi, centro del commercio dell’avorio.

Commercio internazionale e lusso

I commerci internazionali di prodotti di lusso dovevano essere veramente fiorenti se avorio e spezie potevano essere tassati in Egitto del venticinque per cento tanto in entrata quanto in uscita. In Dacia sono state ritrovate monete romane risalenti a un’epoca precedente la conquista romana. L’ambra, proveniente dall’attuale Polonia, veniva lavorata ad Aquileia e Alessandria per poi essere rivenduta in tutto l’Impero, Britannia compresa.

Significative per rendere l’idea dell’entità dei commerci romani, le dimensioni di ciò che resta delle colline di cocci di anfore per olio e vino, provenienti da Roma e ritrovate nella zona di Alessandria, dove venivano abbandonate in quanto inadatte al trasporto via terra: circa 40 chilometri di depositi alti una trentina di metri e larghi una quarantina

Domande da interrogazione

  1. Quali infrastrutture hanno contribuito allo sviluppo del commercio nell'Impero romano?
  2. La costruzione di moderne strade, porti, magazzini e canali, insieme alla regolazione statale dei meccanismi fiscali e commerciali, ha creato un grande mercato unitario e uno Stato di tipo moderno (testo).

  3. Come si svolgeva il commercio internazionale nell'Impero romano?
  4. I commercianti romani erano attivi in scambi con l'India e la Cina, guadagnando fino a dieci volte il valore delle merci vendute, e si registravano anche tentativi di penetrazione nei deserti africani per il commercio dell'avorio (testo).

  5. Qual era l'importanza dei prodotti di lusso nel commercio romano?
  6. I commerci di prodotti di lusso, come avorio e spezie, erano così fiorenti da essere tassati in Egitto al venticinque per cento, evidenziando l'entità e la prosperità del commercio romano (testo).

Domande e risposte

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