Concetti Chiave
- La potenza militare di Roma cresceva con l'aumento dei cittadini arruolabili, consentendole di affrontare efficacemente le minacce esterne.
- Roma stabilì un'importante relazione con Cere, città etrusca, ottenendo la cittadinanza senza diritto di voto in segno di gratitudine per aver ospitato le vestali.
- Il secondo trattato con Cartagine del 350 a.C. riconobbe a Roma un'influenza sul Lazio, mentre limitava le sue attività commerciali nelle aree sotto il controllo cartaginese.
- L'espansione rapida di Roma la rese un elemento chiave della Lega latina, suscitando preoccupazione tra i Latini per la sua crescente potenza.
- Le guerre sannitiche, durate circa cinquant'anni, furono una diretta conseguenza della potenza riconosciuta a Roma anche da città campane di origine greca.
La potenza militare di Roma
Dopo la presa di Veio il territorio della sola Roma equivaleva a quello di tutte le città latine messe insieme e, poiché la potenza la potenza militare di Roma era proporzionale al numero di cittadini arruolabili, la capacità di ripresa fu molto efficace: Roma riuscì così a fronteggiare le minacce dei popoli circostanti. Questa sua potenza militare le permise di riacquistare rapidamente una capacità contrattuale nei confronti di popoli annessi quando era ancora una città etrusca; nel 353 a.C. Roma riuscì a impossessarsi di Cere, città etrusca di grande importanza con la quale aveva stretto una sorta di rapporto di amicizia profonda dopo il 390, perché la leggenda vuole che le vestali vi avessero portato di nascosto a riparo, su un carro, il Palladio cittadino ; per ringraziare Cere di aver ospitato le vestali e questo talismano Roma gli aveva dato la civitas sine suffragio (cittadinanza senza diritto di voto).
Trattati e influenze di Roma
Nel 350 a.C. Roma ha la capacità di stringere un secondo trattato con Cartagine, che rinnovava quello del 508 ma era molto più chiaro (trattato dalle fonti con più chiarezza): esso poneva limiti alla denigrazione e ai traffici commerciali di Roma con Spagna, Sicilia, Sardegna e Corsica (area del Mediterraneo che evidentemente era sotto l’influenza di Cartagine), ma le veniva riconosciuta una capacità d’influenza su tutto il Lazio, cosa che Roma di fatto in parte già aveva . In un certo senso, esso dimostra che Roma era considerata la più importante comunità latina dell’epoca e Cartagine sentiva la necessità di bloccare la sua espansione nel mare, lasciandole però il dominio in terra .
Espansione e preoccupazioni latine
Roma, una città che si era espansa assai rapidamente, sembrava veramente invincibile e cominciava ad essere l’elemento più importante della Lega latina, tanto che anche i Latini cominciarono a preoccuparsi della sua preponderanza assoluta. Le guerre sannitiche che Roma dovrà combattere per circa cinquant’anni furono il frutto della potenza romana, o meglio della potenza che ormai anche città campane di origine greca le riconoscono.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'importanza della potenza militare di Roma dopo la presa di Veio?
- Quali furono le conseguenze del trattato del 350 a.C. con Cartagine?
- Come reagirono i Latini all'espansione di Roma?
Dopo la presa di Veio, il territorio di Roma divenne equivalente a quello di tutte le città latine messe insieme, permettendo a Roma di fronteggiare efficacemente le minacce esterne grazie al numero di cittadini arruolabili, come evidenziato nel testo.
Il trattato del 350 a.C. con Cartagine riconobbe a Roma una capacità d'influenza su tutto il Lazio, limitando però i suoi traffici commerciali nel Mediterraneo, dimostrando così l'importanza di Roma come comunità latina e la preoccupazione di Cartagine per la sua espansione.
I Latini iniziarono a preoccuparsi della preponderanza di Roma, che era diventata l'elemento più importante della Lega latina, portando a conflitti come le guerre sannitiche, che durarono circa cinquant'anni, a causa della potenza riconosciuta a Roma anche da città campane di origine greca.