Concetti Chiave
- La transizione dalla monarchia a un sistema repubblicano è stata influenzata dalla lotta tra l'aristocrazia tradizionale e i nuovi ceti sociali, portando a un cambiamento di potere.
- I consoli, a partire dal 509 a.C., hanno condiviso il potere precedentemente detenuto dal re, mantenendo una collegialità che ha caratterizzato la civiltà romana fino ad Augusto.
- L'assemblea del popolo, originariamente dedicata alla ratifica degli atti del re, ha assunto funzioni legislative e giurisdizionali, inclusa l'elezione dei magistrati.
- I tribuni della plebe, istituiti nel 494 a.C., detenevano il diritto di veto e protezione per i plebei, riflettendo l'importanza della loro figura nella politica romana.
- Per garantire l'efficacia delle delibere assembleari e supportare i tribuni, è stato istituito un archivio e un tesoro, gestiti da magistrati chiamati edili.
La transizione dalla monarchia
La monarchia, che fino ad allora aveva assicurato il funzionamento politico dei patres gentium (i membri più importanti delle genti), cominciò a non soddisfare più le loro richieste, forse per aver dato troppo potere a chi non era membro di gentes riconosciute (immigrati senza gentes dall’Etruria, dalla Campania e dal Lazio) o comunque era membro di gentes decadute. Il passaggio istituzionale descritto dalle fonti antiche attraverso leggende di stupri e rivolte di tirannia fu evidentemente voluto dall’aristocrazia tradizionale (gentilizia) per riacquistare quel potere che i ceti nuovi stavano usurpando (il suo contesto è una lotta tra ceti sociali).
Il ruolo del Senato
Il potere venne probabilmente affidato ad un praetor ed al suo magister equitum prima di instaurare definitivamente due consoli al comando; tuttavia non sappiamo nulla di questa evoluzione. Nel 509 a.C. due consoli si spartivano quel potere che un tempo era stato unico ed in mano al re, mentre ora era condiviso e collegiale: venne adottata una speciale forma di collegialità, che caratterizzerà la civiltà romana fino ad Augusto e che affidava ad ognuno dei due consoli il pieno potere; a tale spartizione provvedeva il Senato con l’attribuzione di determinate provinciae ad ognuno dei due (dato certo solo dall’età storica). Questo passaggio istituzionale può essere letto come l’aggiustamento in senso democratico di un potere che ha ancora molti caratteri di una monarchia; ogni console restava in carica solo un solo anno e pertanto il vero potere era in mano all’organo di controllo di ogni magistratura, cioè al Senato. Questo nuovo sistema magistratuale impiega quasi un secolo per organizzarsi completamente, lungo tutto il quale il Senato si trasforma da organo di anziani consulenti del re ad assemblea di ex magistrati (ognuno dei quali continua all’interno del Senato la sua carriera in quanto senatore).
L'assemblea del popolo
L’assemblea del popolo chiamata ad unirsi per curie. Mentre il suo compito iniziale prevedeva la ratifica degli atti del re, in età storica essi dovevano sostanzialmente ratificare testamenti ed adozioni .
Oltre a costituire un esercito ancorato al censo, il popolo in armi si riuniva nell’assemblea centuriata: essa decideva le leggi, eleggeva i propri magistrati ed aveva compiti giurisdizionali (poteva decidere le pene di vita e di morte).
I tribuni e il loro potere
Questa magistratura risale al 494 a.C., ovvero al momento della prima secessione. Essi venivano ritenuti sacer (sacrosanti) e ciò significava che chiunque avesse attentato alla loro personalità (osandogli fare del male) poteva essere ucciso da chiunque senza che l’assassino fosse processato; i tribuni avevano il diritto di veto, cioè potevano contrastare ed impedire l’azione del collega esprimendo il loro parere negativo, inoltre potevano esercitare l’auxilium plebis, cioè aiutare un plebeo messo sotto processo o trascinato davanti ai comizi da un altro magistrato.
L'istituzione dell'archivio e del tesoro
Perché il potere dei tribuni fosse riconosciuto e le delibere prese in assemblea avessero qualche effetto era necessario istituire un archivio che le conservasse e che disponesse dei beni necessari per sovvenire alle necessità dei tribuni: vennero istituiti un archivio e un tesoro, entrambi conservati in un tempio costruito sull’Aventino , ovvero il tempio di Cere, Libero e Libera. Questo tempio era gestito e guidato da due magistrati, gli aediles (edili plebei ), anch’essi istituiti nel 494.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la causa principale della transizione dalla monarchia a un sistema di governo collegiale a Roma?
- Come si è evoluto il potere politico a Roma dopo la monarchia?
- Qual era il ruolo dell'assemblea del popolo nell'antica Roma?
- Quali poteri avevano i tribuni del popolo e come sono stati istituiti?
- Perché è stato necessario istituire un archivio e un tesoro per i tribuni?
La transizione dalla monarchia è stata guidata dall'aristocrazia tradizionale, che cercava di riacquistare il potere usurpato dai nuovi ceti sociali, come gli immigrati e i membri di gentes decadute.
Dopo la monarchia, il potere fu inizialmente affidato a un praetor e al suo magister equitum, per poi stabilire nel 509 a.C. un sistema di due consoli che condividevano il potere, mantenendo però il Senato come organo di controllo principale.
L'assemblea del popolo, inizialmente incaricata di ratificare gli atti del re, divenne un organo decisionale che eleggeva magistrati, decideva leggi e aveva poteri giurisdizionali, inclusa la possibilità di infliggere pene di vita e di morte.
I tribuni, istituiti nel 494 a.C., avevano poteri sacrosanti, diritto di veto e la facoltà di aiutare i plebei in difficoltà legali, rappresentando un'importante protezione per le classi inferiori.
L'istituzione di un archivio e di un tesoro era fondamentale per garantire il riconoscimento del potere dei tribuni e per gestire le delibere assembleari, con entrambi conservati in un tempio sull'Aventino, gestito da magistrati chiamati aediles.