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Concetti Chiave

  • La vittoria su Marco Antonio nel 31 a.C. segnò l'ascesa di Ottaviano, che instaurò un governo forte e centralizzato, ritenendo il Senato inadeguato per gestire l'Impero.
  • Ottaviano ottenne poteri chiave come il titolo di PRINCIPE e AUGUSTO, oltre alla potestà tribunizia, trasformando la Repubblica in un sistema politico chiamato Principato.
  • Le riforme provinciali di Augusto migliorarono la riscossione delle imposte, garantendo una maggiore protezione ai provinciali e esentando l’Italia da imposte dirette per favorire lo sviluppo.
  • L’esercito fu riformato da Augusto, riducendo le legioni e creando la guardia pretoriana per garantire stabilità e sicurezza, premiando i soldati con terre e denaro al congedo.
  • L'epoca di Augusto vide un fiorire delle arti e della cultura, grazie al mecenatismo di Mecenate, con artisti come Virgilio e Orazio che contribuirono alla celebrazione della gloria di Roma.

Qual è l'ascesa di Ottaviano?

La vittoria su Marco Antonio nel 31 a. C. fece di Ottaviano il padrone di Roma. Tutti si attendevano grandi cose da lui: soprattutto una pace duratura. Ottaviano doveva anche mantenere la promessa di difendere l’istituzione repubblicana , ma non ne aveva alcuna intenzione. Egli era convinto che per guidare un impero vasto come quello di Roma fosse necessario il governo forte di un uomo solo. Per lui il Senato era ormai un’istituzione inadeguata. La più grande abilità di Ottaviano fu quella di costruire il suo potere per gradi, dando ai cittadini romani l’impressione che nulla stava cambiando. In realtà Ottaviano rese il Senato un’assemblea più docile ai suoi voleri inserendovi uomini di sua fiducia.

Strategie politiche di Ottaviano

In primo luogo egli rinunciò a tutti i poteri che gli erano stati conferiti durante la guerra. I senatori però lo pregarono di continuare a reggere lo Stato e nel 27 a. C. gli conferirono i seguenti titoli:

PRINCIPE cioè primo nel Senato;

AUGUSTO cioè degno di venerazione, protetto dagli dei.

Nel 23 a. C. Ottaviano si fece conferire la potestà tribunizia: acquisì in tal modo i diritti dei tribuni della plebe, otteneva cioè il diritto di imporre ai cittadini l’obbedienza, di proporre le leggi e di convocare assemblee; la sua persona diventava sacra e inviolabile

Si aggiunsero infine il comando di tutte le truppe stanziate nelle province e il pontificato massimo, ossia la massima carica religiosa.

Il Principato e il Senato

Ottaviano sapeva come i Romani fossero avversi alla monarchia, dunque rispettò nella forma le leggi repubblicane: si limitò ad acquisire uno dopo l’altro i principali poteri previsti dalle leggi in vigore. Tale accumulo di poteri fece di lui un principe o, come più tardi si chiameranno i suoi successori, un imperatore (termine che in età repubblicana designava colui che deteneva il comando supremo dell’esercito, cioè il console). Ottaviano così trasformò la repubblica in un nuovo sistema politico: il Principato, che poi prese il nome di Impero; le leggi repubblicane erano solo apparentemente rispettate. Il capolavoro politico del giovane Ottaviano fu proprio questo: aver fondato un sistema nuovo, il Principato, senza che apertamente fosse abbattuto l’ordinamento della Repubblica.

La politica di Augusto si reggeva sull’ambiguità:

Proprio lui che aveva distrutto la Repubblica, affermava di volerla restaurare

Proprio lui che si presentava come il pacificatore era stato fino a pochi anni prima responsabile di spargimenti di sangue e stragi civili.

Ottaviano fu molto abile: il conflitto contro Antonio non venne presentato come una guerra civile tra Romani, ma come il conflitto tra i civili Romani e l’Oriente barbaro capeggiato da una donna, Cleopatra.

Al livello formale il potere del Senato fu mantenuto inalterato; continuò ad essere la sede in cui venivano discussi i principali poteri politici. In realtà il Senato fu a poco a poco esautorato, in quanto le decisioni venivano prese dal Principe (cioè Ottaviano-Augusto) e dai suoi più stretti consiglieri.

Le antiche magistrature furono mantenute ma svuotate di peso politico reale:

i consoli rimanevano in carica tre mesi;

i tribuni erano eletti direttamente dal Senato e non più dall’assemblea popolare

le decisioni dei comizi, le assemblee popolari, venivano pilotate dal principe

Riforme provinciali e fiscali

Una delle più importanti riforme introdotte da Augusto fu la riorganizzazione delle 41 province: assegnò quelle pacificate a proconsoli nominati dal senato (province senatorie); quelle di confine, più importanti strategicamente, furono controllate direttamente da lui o da funzionari a lui fedeli (province imperiali). Tutte le province pagavano delle imposte allo Stato romano: le tasse delle province senatorie finivano nel tesoro pubblico, detto erario, che serviva per il fabbisogno statale; quelle delle province imperiali finivano nel fisco, che era il tesoro privato dell’imperatore, del quale poteva disporre come fosse un suo patrimonio personale. Alla riscossione delle imposte Augusto prestò la massima attenzione: le sottrasse ai publicani e le affidò ad un’apposita categoria di funzionari statali per mettere così fine allo sfruttamento dei provinciali. Le province si sentirono così più tutelate e più vicine all’Impero. Con questi saggi provvedimenti la pax romana (la pace romana) non era solo uno slogan.

Quanto all’Italia, essa ottenne un importantissimo privilegio: fu esentata da tutte le imposte dirette. Iniziava così un periodo di prosperità e sviluppo: furono costruite strade, acquedotti, ponti, nuove città, furono operate delle bonifiche. Inoltre vi fu una fioritura artistica e culturale che distinguerà l’Italia per molti secoli da tutti gli altri territori europei.

Riforme militari di Augusto

Un nodo da sciogliere era quello dell’esercito. Le truppe erano state le protagoniste infatti delle tre guerre civili e costituivano un pericolo per la stabilità dello Stato. Augusto riformo l’esercito: ridusse il numero delle legioni da 50 a 28 e il reclutamento fu organizzato tra gli Italici di cittadinanza romana, i più fidati. La ferma durava da 10 a 20 anni e per assicurarsi l’appoggio dei militari congedati, Augusto li ricompensò con terre coltivabili e con denaro.

Augusto istituì anche una speciale guardia armata dell’imperatore: i pretoriani, si trattava di circa novemila soldati scelti, i più valorosi e ben addestrati. I pretoriani restavano sempre a Roma ed erano comandati dal prefetto del pretorio, un fidato collaboratore di Augusto.

Politica estera e monumenti

Per quel che riguarda la politica estera, essa fu pacifica, fu rivolta essenzialmente alla difesa dei confini dell’Impero, all’azione militare fu affiancata la diplomazia. Venne costruita l’ARA PACIS, l’altare della pace, dedicata da Augusto alla PACE. Questo monumento rappresenta e simboleggia la pace raggiunta durante l’età di Augusto.

Crescita dei cavalieri e del Senato

L’ascesa dei cavalieri. Il ceto dei cavalieri crebbe di importanza, furono favoriti nelle loro attività economiche. Ai cavalieri aprì nuove carriere: la prefettura dell’Egitto, una zona strategica dal punto di vista militare da cui Augusto voleva tenere lontani i senatori; l’importantissimo compito di distribuire il cibo per la plebe (la prefettura dell’annona).

Il ruolo del Senato. Continua a diminuire il peso politico del Senato al cui interno ormai sono ammessi “uomini nuovi” provenienti dalle città italiche o addirittura dalle province

La ripresa degli agricoltori. Augusto che si presentava come colui che voleva custodire le antiche tradizioni, volle tutelare i contadini e la campagna. Lanciò il programma di ritorno alla campagna favorendo i piccoli proprietari.

La plebe. Per tenere quieta la plebe urbana (vivevano a roma quasi 1 milione di persone) fece distribuire gratuitamente cibo e abiti e organizzò giochi del circo e spettacoli di gladiatori: tutto serviva a riempire le giornate di una massa di cittadini che poteva essere molto pericolosa.

Cultura e mecenatismo sotto Augusto

L’epoca di Augusto conobbe un grande sviluppo delle arti e della cultura. Letterati, storici ed artisti furono chiamati a corte da Augusto per celebrare la gloria di Roma e gli ideali del Principe. Tra questi ricordiamo Virgilio, autore dell’Eneide; Tito Livio, uno storico che scrisse la storia di Roma esaltando il valore dei generali e dei soldati; l’architetto Vitruvio; Orazio, Properzio. Tutti furono sovvenzionati da Mecenate il “ministro della cultura”: la sua azione in favore di arte e cultura fu tale che oggi si definisce con il termine mecenatismo l’atteggiamento di chi sostiene le arti.

Dissenso intellettuale e leggi morali

Ci furono però intellettuali che manifestarono il loro dissenso ad Augusto. Tra questi vi fu Ovidio che venne allontanato da Roma perché colpevole di avere scritto dei versi irrispettosi della morale imposta dal nuovo imperatore.

Egli infatti voleva riportare Roma alla semplicità e alla purezza dei tempi antichi. Egli emanò una legge che puniva l’adulterio; limitò il lusso. Per dare l’esempio stabilì che moglie e figlia non dovessero ricevere visite di estranei e che si occupassero solo della tessitura. Chiaramente tutto ciò era anacronistico e irrealizzabile tanto che anche l’antica religione romana stava lasciando il posto ai culti religiosi provenienti dall’Oriente.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la strategia principale di Ottaviano per consolidare il suo potere a Roma?
  2. Ottaviano ha costruito il suo potere gradualmente, dando l'impressione che nulla stesse cambiando, mentre in realtà ha reso il Senato un'assemblea più docile, inserendo uomini di sua fiducia (testo).

  3. Come ha trasformato Ottaviano la Repubblica in un nuovo sistema politico?
  4. Ottaviano ha accumulato poteri uno dopo l'altro, fondando il Principato senza abbattere apertamente l'ordinamento della Repubblica, mantenendo formalmente il potere del Senato (testo).

  5. Quali riforme fiscali e provinciali ha introdotto Augusto per migliorare la gestione dell'Impero?
  6. Augusto ha riorganizzato le province, assegnando province pacificate a proconsoli e province strategiche a funzionari fidati, e ha prestato attenzione alla riscossione delle imposte per tutelare i provinciali (testo).

  7. Quali cambiamenti ha apportato Augusto all'esercito romano?
  8. Augusto ha ridotto il numero delle legioni da 50 a 28, ha organizzato il reclutamento tra gli Italici e ha istituito la guardia pretoriana per garantire la stabilità e la fedeltà delle truppe (testo).

  9. In che modo Augusto ha sostenuto la cultura e le arti durante il suo regno?
  10. Augusto ha chiamato a corte letterati e artisti come Virgilio e Orazio, sostenendo le arti attraverso il mecenatismo, per celebrare la gloria di Roma e gli ideali del Principe (testo).

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