Concetti Chiave

  • La diffusione delle biblioteche a Roma iniziò nella tarda età repubblicana grazie all'influenza della cultura ellenistica e al benessere delle famiglie agiate.
  • Il commercio dei libri si sviluppò con la creazione di officine per la trascrizione, utilizzando abbreviazioni per velocizzare il processo.
  • La confezione dei papiri prevedeva rotoli saldati con bastoncini, con il titolo scritto in rosso, da cui deriva il termine "rubrica".
  • La diffusione dei libri suscitò preoccupazioni politiche, portando a interventi repressivi da parte delle autorità, come il rogo di opere considerate problematiche.
  • L'affermazione della pergamena nel III e IV secolo permise una scrittura più economica e veloce, contribuendo alla maggiore diffusione dei libri nelle classi inferiori.

Diffusione delle biblioteche romane

Il gusto per le raccolte librarie (o meglio dei fogli di papiro su cui erano trascritti i testi), nel mondo romano si diffuse nella tarda età repubblicana quando il benessere e l’influenza della cultura ellenistica fece entrare la cultura e i testi anche nelle famiglia mediamente agiate. Infatti le abitazioni delle famiglie appartenenti a questa classe sociale cominciarono ad essere dotate anche di un locale adibito a biblioteca. Di pari passo furono aperte anche biblioteche pubbliche, certamente da non poter reggere alla concorrenza di quelle ellenistiche. A Roma la prima fu costruita sul Colle Aventino nel 39 a.C. Augusto ne istituì due, rispettivamente sul Palatino e al Campo di Marte. Negli età degli Antonini, celebre fu quella Ulpia di Traiano.

Commercio e trascrizione dei libri

In concomitanza con il propagarsi della cultura, si sviluppò il commercio dei libri. Nacquero così delle vere e proprie officine per la trascrizione contemporanee di testi, fatta su dettatura e di più copie della stessa opera. Per stringere i tempi della trascrizione, si ricorse spesso a delle abbreviazioni, le cosiddette ”tironiane” dal nome di Tirone, un liberto di Cicerone, istruito, molto capace di elaborare edizioni di testi molto ampi, concentrate in poche pagine A volte si arrivò perfino ad un migliaio di copie.

Confezione e lettura dei papiri

Molto importante era anche la confezione. I fogli di papiro, su cui erano trascritti i testi su colonne molto strette e solo su di una facciata, erano saldati insieme con dei bastoncini girevoli all’interno di un cilindro cavo di legno, di osso oppure di avorio. Sulla parte superiore del rotolo, veniva incollata una striscia di carta che riportava in rosso il titolo o l’ indice, scritto in rosso. Da questo particolare è derivato il sostantivo “rubrica” da “ruber” = rosso. La lettura veniva fatta svolgendo il rotolo da sinistra a destra anche se fin da allora si stavano diffondendo i testi con i fogli disposti a quaderno. Non abbiamo molte informazione sui costi; sappiamo soltanto che se i testi avevano successo potevano contare si cospicue elargizioni anche da parte degli imperatori.

Problemi politici e censura

La diffusione del libro pose dei problemi agli organi politici sugli effetti che certe opere avrebbero potuto avere sull’opinione pubblica per cui non mancarono interventi repressivi da parte delle autorità. E’ il caso di ricordare i libri del nascente Cristianesimo e il rogo dei libri eretici e pagani in epoche successive. Abbiamo testimonianze anche del fatto che Augusto fece bruciare più di 2.000 Libri Fatidici, cioè di predizioni, risparmiando però i Libri Sibillini.

Pergamena e diffusione del libro

Un’ulteriore spinta alla diffusione del libro anche in strati inferiori, si ebbe con l’affermarsi della pergamena o charta pergamena, dalla città di Pergamo in cui il re Eumene ne aveva promosso l’uso fin dal II secolo a.C. Tuttavia, l’uso generalizzato della pergamena si ebbe nei secolo III e IV, quando i cominciò a prendere l’abitudine di scrivere sulle due facciate, fatto che ridusse notevolmente i costi. Inoltre una facciata più liscia permetteva alla penna degli amanuensi di scorrere più velocemente, riducendo, quindi, il tempo della scrittura.

Con le nuove tecniche le edizioni divennero veramente popolari nel formato quadrato che diventerà quello canonico. In tali testi erano presenti molti errori, ma anche tante correzioni.

Declino con le invasioni barbariche

Verso la metà del IV secolo, a Roma esistevano già ben 28 biblioteche. Con le invasioni barbariche e la conseguente recessione economica, la diffusione del libro entrò in crisi; la produzione delle pergamene entrò in declino e si ridusse esclusivamente alla trascrizione dei testi sacri ad opera degli scriptoria dei conventi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo delle biblioteche nella diffusione della cultura romana?
  2. Le biblioteche, sia private che pubbliche, giocarono un ruolo cruciale nella diffusione della cultura romana, specialmente durante la tarda età repubblicana, quando anche le famiglie mediamente agiate iniziarono a dotarsi di spazi dedicati alla lettura (testo).

  3. Come si sviluppò il commercio dei libri nell'antica Roma?
  4. Con la diffusione della cultura, si sviluppò un commercio di libri che portò alla creazione di officine per la trascrizione di testi, utilizzando abbreviazioni per velocizzare il processo (testo).

  5. Quali erano le caratteristiche della confezione dei papiri?
  6. I papiri erano confezionati in rotoli, saldati con bastoncini girevoli e presentavano un titolo in rosso, da cui deriva il termine "rubrica" (testo).

  7. Quali problemi politici emersero con la diffusione dei libri?
  8. La diffusione dei libri sollevò preoccupazioni politiche, portando a interventi repressivi, come il rogo di opere considerate pericolose per l'opinione pubblica, inclusi i libri del Cristianesimo (testo).

  9. Come influenzò la pergamena la diffusione del libro?
  10. L'affermarsi della pergamena, che permetteva di scrivere su entrambe le facciate, contribuì a ridurre i costi e a rendere i testi più accessibili, favorendo la loro diffusione (testo).

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