Concetti Chiave
- Commodo governò con un forte sostegno della plebe e spese eccessive in spettacoli, mostrando disprezzo per il senato e favorendo i gladiatori.
- Durante il suo regno, Roma affrontò una grave crisi economica che culminò in carestie e una diffusione della peste, colpendo anche i ceti elevati.
- Le rivolte scoppiarono in Britannia e nelle Gallie, originate da un legionario disertore che formò una banda armata, evidenziando il malcontento sociale.
- La morte di Commodo portò a un accordo tra aristocrazia senatoria e pretoriani, ma la ribellione dei pretoriani contro Pertinace innescò una guerra civile di quattro anni.
- Il dibattito storico sulla crisi attribuisce a Commodo un ruolo nella svalutazione monetaria e nell'aumento dei prezzi, già in corso dal II secolo.
Qual è il governo di Commodo?
Commodo (180-192) governò appoggiandosi alla plebe, ai ceti burocrati dominanti e lusingando i funzionari. Le fonti lo ricordano malissimo poiché riferiscono che sperperava in banchetti con il popolo di bassa borgata, trascorreva le notti in quartieri malfamati e amava stare fra gli aurighi e i gladiatori. Fece grandi elargizioni di cibo e spettacoli gratuiti. La sua cerimonia d’inserimento avvenne in una caserma dei gladiatori e non in senato, esternando tutto il disprezzo per quest’organo. Siglò tre paci spudoratamente comprate con i Marcomanni, i Sarmati e i Parti.
Crisi economica e sociale
In questi anni la prosperità è notevolmente diminuita e la crisi economica è arrivata a toccare i ceti elevati. Nel 182 Roma è flagellata da una terribile carestia e il sistema Traianeo crolla poiché quelli che devono restituire il prestito non hanno di che pagare. Nel 186 crolla anche la spagna e nel 189 la peste, si diffonde in tutto l’occidente spopolando l’Italia.
Rivolte e disordini
In Britannia sorgono problemi con gli indigeni che tendono alla ribellione. Nelle Gallie la rivolta dilaga. Partì da un legionario che bastonato per aver violato la disciplina militare scappa, costituendo una banda armata con dei commilitoni e innescano il bellum disertorii. Per prima cosa attaccano le carceri e i luoghi per i lavori forzati, in cui molti prigionieri delinquenti e fuorilegge si uniscono a loro. Con questa forza attaccarono i grandi insediamenti e tutte le elite più ricche, facendosi portavoce del disagio economico e sociale e della pessima condizione dei soldati. Le fonti senatorie dicono che avesse lasciato il governo in mano ai suoi liberti e ai pretoriani, in particolare al capo del prefetto del pretorio Emilio Leto, di origine africana, ossia la regione più ricca in quel momento. Esso promise ai pretoriani grossi donativi in denaro una volta ucciso Commodo.
La morte di Commodo e le sue conseguenze
La morte di quest’ultimo vide un accordo fra aristocrazia senatoria, pretoriani e comandanti delle legioni, che erano disposti ad usare le armi pur di sostituirlo. Il candidato ideale per il senato era Pertinace che fa una politica di risparmio. I pretoriani si ribellano per il mancato provvedimento delle promesse, l’alleanza sparisce. Leto si ritira a cita privata e Pertinace viene ucciso nel 193 dai pretoriani. Seguono 4 anni di guerra civile, che termina nel 198 con l’elezione di Settimio severo.
Dibattito storico sulla crisi
Gli storici si dividono lungo due linee di pensiero. Secondo alcuni sotto Commodo la crisi è causata dal fenomeno già in corso dell’aumento dei prezzi. Avrebbe avuto i suoi inizi nel II secolo e la svalutazione è stata un tentativo di trovare una soluzione. L’africa era la zona più prospera, con una buona tenuta sociale e che difendeva e garantiva la fedeltà all’impero. Gli ufficiali delle legioni erano spesso Africani e ben addestrati.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali caratteristiche del governo di Commodo?
- Quali eventi segnarono la crisi economica e sociale durante il regno di Commodo?
- Come si svilupparono le rivolte e i disordini durante il governo di Commodo?
- Quali furono le conseguenze della morte di Commodo?
Commodo governò appoggiandosi alla plebe e ai ceti burocratici, sperperando risorse in banchetti e spettacoli gratuiti, mostrando disprezzo per il senato e siglando paci comprate con i popoli confinanti.
La crisi si manifestò con una grave carestia nel 182, il crollo del sistema Traianeo e la diffusione della peste nel 189, che spopolò l'Italia e colpì anche i ceti elevati.
Le rivolte iniziarono in Britannia e nelle Gallie, dove un legionario disertore formò una banda armata, attaccando carceri e insediamenti, rappresentando il malcontento economico e sociale.
La sua morte portò a un accordo tra aristocrazia senatoria e pretoriani, ma la ribellione dei pretoriani contro Pertinace scatenò quattro anni di guerra civile, terminati con l'elezione di Settimio Severus nel 198.