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Concetti Chiave

  • Caio Mario, sostenuto dai plebei, aprì l'esercito ai volontari, arruolando chiunque volesse farlo, per affrontare il problema delle legioni incomplete.
  • La riforma militare trasformò i soldati da cittadini-soldato a volontari legati ai loro generali, creando un forte interesse personale nella vittoria per migliorare le proprie condizioni sociali.
  • Questa evoluzione portò a un esercito romano con crescente potere politico, dove i soldati iniziavano a scegliere i loro generali sulla base delle vittorie ottenute.
  • La campagna di Mario in Numidia, dal 107 al 105 a.C., si concluse rapidamente con la sconfitta di Giugurta, che fu catturato e successivamente ucciso a Roma.
  • I soldati, ora motivati dalla speranza di arricchirsi, sollecitavano sempre più guerre, vedendo nella guerra l'unica via per il miglioramento sociale.

La riforma militare di Caio Mario

Invece, sostenuto dai plebei, Caio Mario promise che se fosse stato eletto avrebbe dato luogo ad una svolta significativa; egli fu effettivamente eletto console e si trovò subito di fronte un problema enorme: legioni che non si riuscivano a coprire interamente (l’obliterazione della la riforma graccana nella sua completezza, subito dopo i Gracchi, aveva determinato la difficoltà di arruolamento); dunque, per andare in Africa con un esercito cospicuo e contemporaneamente non sguarnire le frontiere settentrionali, che erano fortemente minacciate da Cimbri e Teutoni, Mario prese una soluzione del tutto rivoluzionaria: aprì l’esercito ai volontari, arruolando chiunque volesse farlo indipendentemente dal proprio censo.

Conseguenze sociali della riforma

Naturalmente, al suo appello risposero soprattutto i cittadini iscritti nella quinta ed ultima classe, quella dei proletari nullatenenti, tutti individui che non avevano nessun’altra via per uscire dalla miseria, che speravano di migliorare le proprie condizioni con il bottino e con assegnazioni di terra alla fine del servizio militare (da adesso in poi l’esigenza di soddisfare soldati congedati dopo molti anni di guerre diventerà preliminare in ogni generale della fine della Repubblica; un altro importante fattore che segnerà la vita da Roma negli anni successivi è che il soldato che si arruola e non è più un cittadino-soldato, ma un volontario legato al suo generale e che va in guerra per sottrarsi alla miseria, che dal suo generale dipende il ricostituirsi del suo ceto sociale ha un profilo umano e sociale molto diverso: egli è un soldato molto cosciente del fatto che il suo avvenire dipende dalla capacità del generale di vincer, per tutta la Repubblica si lega a lui e non più alla patria.

L'evoluzione dell'esercito romano

Questo fatto proseguirà, finché nell’impero i soldati uccideranno il generale che non assicura vittoria e ne eleggeranno un altro: l’esercito acquista un potere sempre più forte a Roma, quando poi i confini saranno molto più alleati e ci sarà da combattere molto di più, un’evoluzione che prende il via dalla riforma di Mario.

La campagna di Mario in Numidia

Il soldato non è più un cittadino-soldato, che difende la propria famiglia e la propria patria, ma è un volontario che spera nella vittoria del proprio generale per arricchirsi di bottino e ricevere semmai appezzamenti di terra: egli ripone nella guerra tutte le sue speranze e dunque sollecita la guerra, sempre più guerre possibili perché, evidentemente, trova nella guerra la sua unica speranza di fortuna); la campagna di Mario in Numidia si protrae dal 107 al 105 a.C., fu quindi molto rapida perché in due anni, come aveva promesso, sconfisse e debellò completamente Giugurta, catturato e portato a Roma egli fu fatto sfilare in catene per poi essere ucciso poco dopo in prigione.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la principale innovazione della riforma militare di Caio Mario?
  2. Caio Mario aprì l'esercito ai volontari, arruolando chiunque volesse farlo indipendentemente dal proprio censo, per affrontare la carenza di legioni e garantire la sicurezza delle frontiere (testo).

  3. Quali furono le conseguenze sociali della riforma di Mario?
  4. La riforma portò all'arruolamento di molti proletari nullatenenti, i quali speravano di migliorare le proprie condizioni attraverso il bottino e l'assegnazione di terre, creando un legame più forte tra soldati e generali piuttosto che con la patria (testo).

  5. Come cambiò il profilo del soldato romano dopo la riforma di Mario?
  6. Il soldato divenne un volontario legato al suo generale, il cui avvenire dipendeva dalla vittoria in battaglia, piuttosto che un cittadino-soldato che difendeva la patria (testo).

  7. Quali furono gli effetti a lungo termine della riforma militare di Mario sull'esercito romano?
  8. La riforma portò a un esercito sempre più potente, in cui i soldati avrebbero potuto uccidere generali che non garantivano vittorie, segnando un'evoluzione significativa nella struttura militare e politica di Roma (testo).

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