Concetti Chiave
- Il Rococò, stile artistico derivato dal Barocco, si distingue per la sua raffinatezza, eleganza e leggerezza, cercando di allontanarsi dai canoni classicistici.
- Venezia è la capitale della pittura rococò italiana, con artisti come Sebastiano Ricci e Gianbattista Tiepolo che hanno raggiunto un alto livello di espressione artistica nel Settecento.
- La pittura rococò francese si caratterizza per l'idillio galante, con colori sensuali e temi mitologici, come evidenziato nelle opere di Antoine Watteau e François Boucher.
- Giovanni Antonio Canaletto e Francesco Guardi rappresentano l'aderenza alla realtà nella pittura veneziana, utilizzando luci e atmosfere uniche nei loro paesaggi.
- Ritrattisti come Quentin de La Tour e Elisabeth Vigée-Lebrun offrono una visione del periodo rococò attraverso una galleria di figure sorridenti e vivaci.
Origini e caratteristiche del rococò
Il Rococò è uno stile artistico (pittura, scultura e architettura) che per certi aspetti affonda le radici nel Barocco, con richiami al Manierismo posto rinascimentale e l’affermazione del Neoclassicismo della seconda metà del Settecento. Il Rococò dà molta importanza ad un nuovo gusto decorativo, fatto di raffinatezza, eleganza e leggerezza, anche come ricerca di evasione dai canoni classicistici. L’origine del nuovo stile è francese e il termine è derivato da “rocaille” che designava il tipo di decorazione fondato sul motivo della conchiglia e, in genere, sulle pietrificazioni scolpite, particolarmente in uso quando si trattava di allestire grotte o padiglioni da giardino a imitazione delle forme rocciose.
Venezia e i maestri del rococò
La capitale italiana della pittura rococò è senz’altro Venezia. La produzione pittorica del Settecento tocca un altissimo livello e si ricollega alla tradizione dei grandi pittori veneti del Cinquecento. Innanzitutto, bisogna ricordare Sebastiano Ricci che per gli aspetti compositivi e coloristici si rifà al Veronese, unendo, però, a tale eredità altri prestiti culturali, alleggeriti da colori chiari con una scenografia ariosa e piena di grazia. A lui si ispira Giambattista Crosato che è capace di interpretare in chiave garbatamente realista gli episodi mitologici, come nella decorazione di Stupinigi o della Ca’ Rezzonico a Venezia. Ma al di sopra di tutti si erge Gianbattista Tiepolo nelle cui opere sono celebrati soggetti scenografici e i fasti delle società veneziana dell’epoca che si compiaceva nel vedersi esaltata nelle vesti di grandi personaggi: è il caso del dipinto Storie di Cleopatra e Antonio. Infatti, spesso i personaggi illustri di un tempo sono raffigurati negli abiti del XVIII secolo. L’aderenza alla realtà viene costantemente perseguita da due grandi vedutisti: Giovanni Antonio Canaletto e Francesco Guardi. Il Canaletto ritrae in modo lucido ed oggettivo i paesaggi veneziani, mentre il Guardi interpreta gli stessi soggetti (cioè le calli veneziane, i canali e i ponti), inventando le luci o collocando la realtà in una leggera nebbia che tutto avvolge. Un altro aspetto di aderenza alla realtà ci è dato da Pietro Longhi, che molti critici, hanno ravvicinato al Goldoni. Egli raffigura con spirito bonario alcuni aspetti della vita borghese veneziana: Il cavadenti, L’indovina, La lezione di danza, ed altri.
Pittura francese e idilli galanti
Invece nella pittura francese dello stesso periodo si afferma il tema dell’idillio galante, reso con colori sensuali. I temi preferiti sono Venere e le Ninfe, Pan e i pastori, un Olimpo animato da danze, cacce, convegni erotici o anche i ritratti di personaggi nascosti sotti gli abiti di dee mitologiche. Questo è il mondo e l’atmosfera creata da Antoine Watteau, fatto di dame, cavalieri, suonatori. Da citare anche François Boucher le cui tele sono animate da cortei leggiadri di personaggi esotici (il tema della cineseria era frequente in quel tempo). Inoltre, i suoi soggetti pastorali e mitologici presentano, spesso, una vena sentimentale. Da aggiungere sono i ritrattisti come Quentin de La Tour, Hyacinthe Rigaud o Elisabeth Vigée-Lebrun che presentano un’ampia galleria di figure sorridenti. Infine va ricordato Hubert Robert per il fatto che viene attratto nei suoi paesaggi dalle vestigia romane, rese ancora più poetiche dal fascino di un tempo che si rimpiange perché perduto.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del termine "rococò" e il suo significato?
- Qual è il ruolo di Venezia nella pittura rococò?
- Chi sono i principali vedutisti del rococò e quale è il loro approccio?
- Quali temi caratterizzano la pittura francese del rococò?
- Qual è l'importanza di Pietro Longhi nella rappresentazione della vita borghese veneziana?
Il termine "rococò" deriva da "rocaille", che designava un tipo di decorazione basata sul motivo della conchiglia e sulle pietrificazioni scolpite, utilizzato per allestire grotte o padiglioni da giardino, evidenziando l'importanza del nuovo gusto decorativo francese.
Venezia è considerata la capitale della pittura rococò, con artisti come Sebastiano Ricci e Gianbattista Tiepolo che elevano la produzione pittorica del Settecento, unendo tradizione e innovazione in opere che celebrano la società veneziana dell'epoca.
Giovanni Antonio Canaletto e Francesco Guardi sono i principali vedutisti; Canaletto ritrae paesaggi veneziani in modo lucido e oggettivo, mentre Guardi interpreta gli stessi soggetti con una leggera nebbia, creando un'atmosfera più sognante.
La pittura francese del rococò si distingue per il tema dell'idillio galante, con soggetti come Venere e le Ninfe, rappresentati da artisti come Antoine Watteau e François Boucher, che utilizzano colori sensuali e creano atmosfere di danza e convegni erotici.
Pietro Longhi è significativo per la sua rappresentazione bonaria della vita borghese veneziana, con opere come "Il cavadenti" e "La lezione di danza", che offrono uno spaccato della società del tempo, avvicinandolo a Goldoni.