Il Rococò
Dopo il Barocco tra la morte di Luigi XIV il re sole (1715) e lo scoppio della rivoluzione francese in cui crolla L’ancien regime (1789).È uno stile architettonico, artistico e decorativo tipico del 700.
Nasce a Parigi e si diffonde in Germania, Austria e Italia. Austria e Germania facevano ancora parte del sacro Romano impero quindi non sono quelle di adesso.
Parigi adesso é caput artist che detta il gusto e le mode e mantiene questo ruolo fino al 900 quando invece lo diventerá l’America. L’Italia perde quindi il suo ruolo di protagonista.
Il Rococò lo vediamo nelle regge, nelle residenze mobiliare con giardini rigogliosi e stanze piene di stucchi, arredi e dipinti. Per questo il rococò è detto anche l’arte della reggia.
Tutte erano ispirate a quella di Versailles. I committenti sono la vecchia aristocrazia e i sovrani.
Lo scopo é quello di manifestare il potere e di mostrare il mondo dell’élite e aristocratico fatto di sfarzo e divertimento.
Il termine deriva dal francese rocaille che indicava una decorazione particolare di ninfei, giardini e grotte che richiamavano le incrostazioni di pietre e conchiglie. Nasce peró nell’800 con connotazione negativa, era criticato infatti come antiquato, bizzarro e stravagante.
Era uno stile che ama la decorazione, esuberante e dinamico. Abbiamo moltissimi stucchi dorati e in generale l’uso dell’oro. Abbiamo moltissimi specchi per ingrandire la stanza e riflettere la luce esterna e quella delle candele.
Ci sono tanti lampadari di cristallo, affreschi e illusioni scenografiche come balconi dipinti che sembrano veri.
Potremmo paragonare il rococò a una meringa con una ciccolata calda che dà in voga come drink. Per i tessuti la seta, il pizzo che sono tessuti leggeri e costosi. I colori invece sono chiari, il verde menta, l’azzurro cielo, il rosa confetto.
É un’arte leziosa e disimpegnata le cui opere non comunicano un contenuto religioso o politico ma é quello di rappresentare lo stile di vita della corte della classe aristocratica del tempo, lo sfarzo e il potere economico dei committenti. É un’arte disimpegnato ovvero fine a se stessa che aveva una committenza laica e nessun significato religioso o didascalico.
Si sviluppano molto le arti minori ovvero l’artigianato come la produzione di mobili o porcellana. Sono molto decorati con ripiani in marmo e gambe arcuate simili a zampe di animali in legno dorato. Sono decorate con motivi vegetali e naturali come le conchiglie marine.
Pittura nel rococò mostra scene di genere ovvero che si rappresentano scene di vita quotidiana ovvero scene di genere della vecchia aristocrazia, dei nobili e anche soggetti licenziosi (nudo).
L’altalena
Ci troviamo dentro un bosco fatto da una ricca vegetazione molto fitto ma non selvaggio, in realtà è un giardino all’inglese che sembra spontaneo non curato. Siamo certi che siamo in una ricca residenza perché sulla sinistra e una in basso a destra troviamo due sculture, oltre alla presenza di queste sculture in basso sempre sulla sinistra ci sono degli strumenti da giardinaggio come un rastrello.Al centro c’è una donna che si sta dondolando sull’altalena, spinta dal marito più vecchio di lei che si trova in penombra in basso sulla destra. Le ha la gamba proiettata in avanti e lancia la scarpa che aveva sul piede. A sinistra sdraiato a terra c’è un personaggio che guarda sotto le sue vesti sdraiata, probabilmente l’amante. Lancia la scarpa all’amante.
Sono nobili e lo possiamo vedere dall’abbigliamento: la ragazza ha un vestito molto pomposo fatto di seta che si gonfia con il passare dell’aria, ha la pelle candida ed è bionda. Anche gli uomini sono vestiti come la moda dell’epoca: indossano le parrucche tipiche e il completo con la camicia volant con le balze.
Il soggetto del dipinto è profano e licenzioso infatti vuole rappresentare sia una scena di vita quotidiana che la promiscuità nei rapporti e l’infedeltà del matrimonio che era una cosa normale al tempo.
Alcuni studiosi hanno avanzato un’ altra lettura di carattere allegorico: la presenza dell’altalena potrebbe indicare l’oscillazione della donna in amore e la sua volubilità, la sua incapacità di scegliere tra il marito e l’amante. Sembra essere confermato dalla presenza delle sculture: non rappresentano angioletti ma degli amorini, ovvero seguaci di Cupido e Venere e due degli amorini sulla destra stanno abbracciando un delfino che è simbolo della passione amorosa e attributo della dea Venere.
C’è un erotismo sotto inteso che incontra pienamente il gusto della società francese dell’epoca.
Opere di architettura
- Palazzina di Stupinigi a Torino di Filippo Juvarra: voluta da Amadeo secondo di Savoia per competere con la Reggia di Versailles. Voluta per villeggiatura e successivamente ampliata. Voluta per gareggiare contro la reggia di Caserta e dal 1997 è patrimonio UNESCO.
- Reggia di Caserta 1751-74: creata da Luigi Vanvitelli, è stata voluta da Carlo III di Borbone re di Spagna, regno di Napoli e di Sicilia. Viene voluta come sede della corte e degli uffici amministrativi e governativi. Napoli è sul mare ed era troppo esposta per farci la reggia mentre Caserta era vicina a Napoli ma rimane nell’entroterra. La sceglie anche per le bellezze naturali. Era un fatto di moda realizzare la reggia lontano dal centro (Versailles era leggermente distante da Parigi). Il progetto iniziale prevedeva la costruzione del palazzo, di un parco, di un acquedotto e di un quartiere abitativo (quest’ultimo non verrà realizzato). Vanvitelli morirà prima di vedere finito il progetto.
Il palazzo reale è grande quanto 7 campi da calcio ed è costruito su 5 piani. Ha una pianta rettangolare ma è diviso dentro da due bracci perpendicolari che divide il palazzo in 4 cortili identici.
Davanti alla faccia principale che dà verso Napoli c’è una piazza con una forma ellittica che tende a dilatare lo spazio al livello ottico. Nella parte posteriore della reggia si sviluppa il parco.
Dalla piazza c’è una asse che attraversa tutto: piazza, palazzo e parco.
Il parco è fatto con tante fontane e corsi d’acqua. Il viale del parco è lungo 3 km e arriva alle pendici della collina, il viale è attraversato da vasche d’acqua e gruppi scultorei. L'acquedotto che realizza si chiama acquedotto Carilo in omaggio a re Carlo ed è oltre il parco.
Gli interni sono decorati con uno stile tardobarocco con prospettive scenografiche. Nei salotti e le camere si fonde lo stile rococò con quello classico, lo sfarzo é contenuto ed è estremamente elegante, un esempio ne è la sala del trono.
Posizionandoci all’ingresso della reggia grazie al cannocchiale ottico riesci a vedere dal palazzo tutta la collina. Le facciate sono identiche ma non sono in stile rococò ma già in stile neoclassico: ritornano gli elementi dell’arte greca e romana, é molto semplice priva di decorazioni e caratterizzata da rigore geometrico, liscia e la parte centrale viene leggermente in avanti e ciò che vediamo sono 4 colonne con lesene e un timpano con orologio(parte triangolare del tempio) che ricorda l’arte antica. Tra le colonne sotto il frontone c’è anche una nicchia. Insieme al giardino che la circonda é patrimonio unesco dal 1997.