Concetti Chiave
- Nel '600 si sviluppa l'idea che il sapere possa essere accresciuto, superando la visione statica del passato, tipica del Medioevo.
- La metafora dei nani sulle spalle dei giganti rappresenta il concetto che i moderni possono avere una visione più ampia grazie ai progressi accumulati.
- Il sapere non è più considerato infallibile e i giganti del passato possono essere visti come portatori di errori, aprendo la strada a nuove scoperte.
- La comunicazione dei risultati della ricerca diventa cruciale per permettere ai successori di costruire su quanto già scoperto, evitando di ripartire da zero.
- Il periodo segna una transizione verso una mentalità che valorizza l'accumulo e la condivisione delle conoscenze scientifiche e letterarie.
Qual è l'evoluzione del sapere nel '600?
Il sapere ha, nel corso del ‘600 e in tutti i settori, sempre un grande bisogno di essere comunicato, perché si è sviluppata un’idea cumulativa del sapere: mentre per tutto il Medioevo e la fine dell’età moderna il riferimento all'aristotelismo era fatto sulla forma dell’ipse dixit (non c’è nulla da aggiungere), l’uomo di lettere poteva arricchire, commentare, rivalutare delle conoscenze che comunque erano state acquisite nel passato, un corpus di saperi che proveniva dal passato e che rimaneva chiuso in se stesso.
La visione cumulativa del sapere
A questa visione subentra progressivamente una visione cumulativa del sapere, cioè l’idea che le conoscenze possano essere accresciute: il primo segno di questo cambio di mentalità è la metafora dei nani sulle spalle dei giganti secondo cui, anche se “piccoli” nei loro confronti, i moderni riuscivano a vedere più lontano degli antichi; ma, nel corso del ‘600, si va oltre e non si credono più “piccoli” i moderni, ma in errore i “giganti” del passato, che il sapere può essere rifondato e che la conoscenza di uno scienziato dev'essere comunicata perché colui che si occuperà della stessa cosa non ripartirà da zero, ma dai risultati raggiunti dal predecessore (idea della cumulabilità del totale del sapere, per cui si va sempre un po’ più avanti nel sapere), nella misura in cui i risultati di una ricerca vengano pubblicati.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale cambiamento nella concezione del sapere avvenuto nel '600?
- Come si differenzia la comunicazione del sapere nel '600 rispetto al Medioevo?
- Qual è il ruolo della pubblicazione nella nuova visione del sapere del '600?
Nel '600 si sviluppa una visione cumulativa del sapere, in cui le conoscenze possono essere accresciute e non si considera più il sapere del passato come definitivo, ma come un punto di partenza per nuove scoperte, come evidenziato dalla metafora dei nani sulle spalle dei giganti.
A differenza del Medioevo, dove il sapere era statico e basato sull'aristotelismo, nel '600 si riconosce l'importanza di comunicare e pubblicare i risultati delle ricerche, permettendo così un progresso continuo e cumulativo delle conoscenze.
La pubblicazione dei risultati di ricerca diventa fondamentale nel '600, poiché consente ai successivi studiosi di non ripartire da zero, ma di costruire sulle scoperte precedenti, promuovendo così l'idea della cumulabilità del sapere.