Concetti Chiave
- L'Inghilterra fu il primo paese a iniziare la rivoluzione industriale, avvantaggiata dai suoi possedimenti coloniali, in particolare in India e Cina.
- Tra il 1830 e il 1860, l'industrializzazione si diffuse in Europa, ma la Gran Bretagna mantenne un'importante posizione, sebbene non più dominante.
- Il risparmio sui salari consentì di mantenere bassi i prezzi delle merci prodotte con le nuove tecnologie, favorendo la competitività industriale.
- Il protezionismo mirava a difendere l'industria nazionale imponendo dazi e chiudendo le frontiere alle merci straniere, in contrapposizione al liberalismo che promuoveva il libero scambio.
- La Germania, prima dell'unificazione politica, realizzò un'unificazione economica, creando un mercato senza barriere interne, mentre l'industrializzazione portò a periodi di espansione seguiti da crisi e sovrapproduzione.
L'inizio della rivoluzione industriale
L’Inghilterra fu il primo paese del mondo ad avviare la rivoluzione industriale e, il vantaggio dell’Inghilterra su gli altri paesi europei fu molto forte, soprattutto nei nuovi settori industriali.
Lo sviluppo industriale inglese fu favorito dal controllo sui vasti possedimenti coloniali, in particolare sull’India. Attraverso le compagnie commerciali l’Inghilterra gestiva i traffici dell’India e della Cina.
Nel periodo compreso tra il 1830 e il 1860, l’industrializzazione si diffuse anche nel resto dell’Europa. Verso il 1880 il quadro dell’economia europea era molto diverso rispetto a quello degli anni precedenti: la Gran Bretagna restava il paese più industrializzato ma non possedeva più un primato schiacciante.
Espansione e protezionismo
Il risparmio che si otteneva pagando un salario invece che quindici permetteva di tenere molto bassi i prezzi delle merci che venivano prodotte con le nuove tecnologie.
Il protezionismo si proponeva di proteggere l’industria nazionale dalle merci dei paesi stranieri. Per fare ciò vi erano due metodi:
- imporre dei dazi sui prodotti stranieri;
- chiudere la frontiera alle merci straniere.
Liberalismo e unificazione economica
Il liberalismo, invece, prevedeva il libero scambio di merci fra tutti i paesi.
La Gran Bretagna per prima abolì i dazi doganali, quindi fu il primo stato che applicava il liberismo agli scambi commerciali.
Prima dell'unificazione politica, la Germania aveva realizzato un'unificazione economia, diventando un mercato senza barriere interne. Verso la fine dell'ottocento, la diffusione dell'industrializzazione rese pressante il bisogno di nuovi mercati. Lo sviluppo economico non avvenne in maniera continua, ma vide l'alternarsi di periodi di espansione e crisi. Ad un certo punto si verificò una situazione di sovrapproduzione, cioè un aumento eccessivo della produzione e le merci restarono invendute. A questo fatto seguì un periodo di crisi.
Domande da interrogazione
- Quale ruolo ha avuto l'Inghilterra nell'avvio della rivoluzione industriale?
- Come ha influenzato il protezionismo l'industria nazionale?
- Qual è stata l'importanza del liberalismo nel commercio internazionale?
L'Inghilterra è stata il primo paese al mondo a iniziare la rivoluzione industriale, grazie al suo forte vantaggio nei nuovi settori industriali e al controllo sui vasti possedimenti coloniali, in particolare sull'India, che favorirono lo sviluppo industriale (testo).
Il protezionismo mirava a proteggere l'industria nazionale imponendo dazi sui prodotti stranieri e chiudendo le frontiere alle merci estere, permettendo così di mantenere bassi i prezzi delle merci prodotte con le nuove tecnologie (testo).
Il liberalismo ha promosso il libero scambio di merci tra i paesi, con la Gran Bretagna che per prima abolì i dazi doganali, diventando un pioniere nel liberismo commerciale e contribuendo all'unificazione economica della Germania (testo).