Concetti Chiave
- La rivoluzione industriale ha segnato il passaggio da un'economia agraria a una dominata dall'industria, iniziando in Inghilterra nel XVIII secolo.
- I cambiamenti tecnologici principali includevano l'uso di nuove materie prime e risorse energetiche, oltre all'invenzione di macchine che aumentarono la produzione.
- Il sistema di fabbrica ha introdotto una nuova organizzazione del lavoro, incrementando la specializzazione e la divisione delle mansioni.
- Transformazioni significative si sono verificate anche in ambito agricolo, economico e politico, con una distribuzione della ricchezza più ampia e il sorgere di nuove politiche statali.
- Radicali cambiamenti sociali e culturali hanno portato alla crescita delle città e a un nuovo rapporto tra lavoratori e lavoro, passando da artigiani a operatori di macchina.
La rivoluzione industriale, nella storia moderna, è il processo di cambiamento da un’economia agraria e manuale ad un’economia dominata dall’industria e dalla manifattura. Questo processo cominciò in Inghilterra nel diciottesimo secolo e da li si è espanso nelle altre parti del mondo. Anche fu già usato dagli scrittori francesi il termine “Rivoluzione Industriale” fu per la prima volta popolarizzato dallo storico economico inglese Arnold Toynbee (1852-83) per descrivere lo sviluppo economico dal 1760 al 1840.
Quali sono i cambiamenti tecnologici?
Le aree in cui si sono svolti i maggiori cambiamenti durante la rivoluzione industriale sono quella tecnologica, quella socioeconomica e quella culturale. I cambiamenti tecnologici includevano: l’uso di nuove materie prime, principalmente ferro e acciaio, l’uso di nuove risorse energetiche compresi sia i combustibili che la forza motrice, il carbone, il motore a vapore, l’elettricità, il petrolio, e il motore a combustione interna; l’invenzione di nuove macchine come ad esempio il filatoio e il telaio meccanico che hanno permesso un aumento della produzione e una riduzione del lavoro manuale; una nuova organizzazione del lavoro conosciuta come “sistema di fabbrica”, che incrementò la divisione del lavoro e la specializzazione in funzioni; importanti sviluppi ne trasporti e nella comunicazione, come la locomotiva a vapore ed il vaporetto, l’automobile, l’aeroplano, il telegrafo, la radio e la crescente applicazione della scienza nell’industria. Questi cambiamenti tecnologici fecero crescere enormemente l’uso di risorse naturali e la produzione di massa di beni manufatti.
Novità in sfere non industriali
Ci furono molte novità anche in sfere non industriali: miglioramenti nell’agricoltura, cambiamenti economici che hanno avuto come risultato una più ampia distribuzione della ricchezza, l’agricoltura non era più fonte di denaro di fronte all'aumento della produzione industriale, e aumento del mercato internazionale, i cambiamenti politici riflettevano i cambiamenti in campo economico, nonché furono emesse nuove politiche statali per soddisfare le esigenze di una società industrializzata; ci furono radicali cambiamenti sociali, tra cui la crescita delle città, lo sviluppo di movimenti della classe operaia, e l'emergere di nuovi modelli di autorità; e trasformazioni culturali di ampio ordine. I lavoratori acquisirono nuove competenze, e la relazione con i loro compiti cambiò da artigiani che lavorano con utensili a mano a operatori di macchina, soggetti alla disciplina di fabbrica. In fine ci fu un cambiamento psicologico: si era capito quanto le risorse naturali potessero essere sfruttate.
Domande da interrogazione
- Quali sono stati i principali cambiamenti tecnologici durante la rivoluzione industriale?
- In che modo la rivoluzione industriale ha influenzato l'agricoltura e l'economia?
- Quali trasformazioni sociali e culturali sono emerse a seguito della rivoluzione industriale?
I principali cambiamenti tecnologici includevano l'uso di nuove materie prime come ferro e acciaio, nuove risorse energetiche come carbone e petrolio, l'invenzione di macchine come il filatoio e il telaio meccanico, e lo sviluppo di trasporti e comunicazioni, come la locomotiva a vapore e il telegrafo, che hanno incrementato la produzione e la specializzazione nel lavoro.
La rivoluzione industriale ha portato a miglioramenti nell'agricoltura e a una più ampia distribuzione della ricchezza, rendendo l'agricoltura meno centrale rispetto all'industria e favorendo l'aumento del mercato internazionale e nuove politiche statali per una società industrializzata.
Ci sono stati radicali cambiamenti sociali, come la crescita delle città e lo sviluppo di movimenti della classe operaia, insieme a trasformazioni culturali che hanno visto i lavoratori acquisire nuove competenze e passare da artigiani a operatori di macchina, con un cambiamento psicologico riguardo allo sfruttamento delle risorse naturali.