Concetti Chiave
- La Rivoluzione francese si oppose all'Antico regime, mirando a creare uno Stato basato sulla libertà e uguaglianza per tutti i cittadini.
- La struttura sociale dei ceti, composta da nobiltà, clero e terzo stato, fu distrutta in favore dell'uguaglianza di fronte alla legge.
- Il potere politico passò dal re al Parlamento, un'assemblea elettiva che rappresentava la Nazione e aveva un'autorità sovrana.
- La Rivoluzione affermò la sovranità senza limiti e l'impersonalità dello Stato, concependo le cariche politiche come rappresentative.
- Essa combatté l'assolutismo e aprì la strada allo Stato di diritto, tutelando i diritti dei singoli contro l'arbitrio statale.
La rivoluzione francese e l'antico regime
Contro l’assolutismo, che dalla fine del XVIII secolo fu indicato con l’espressione “Antico regime”, si scatenò la Rivoluzione francese, per costruire uno Stato fatto di individui liberi, uguali e senza privilegi o status differenziati.
La struttura sociale per ceti (la nobiltà, il clero, il “terzo stato”) venne distrutta e sostituita dall’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Il potere assoluto, che nell’Antico regime era esercitato dalla costellazione di soggetti che gravitavano attorno al re, venne assunto da un’assemblea elettiva, cioè dal Parlamento.
Il potere del parlamento
Si riteneva che quest’organo, rappresentando la Nazione, meglio di ogni altro avrebbe tutelato gli interessi e la libertà dei singoli. Il potere parlamentare era assai più assoluto di quello del re. I ceti sociali, che durante l’Antico regime avevano condizionato il potere del re, erano infatti stati aboliti. Il Parlamento poteva davvero decidere “sovranamente”.
La sovranità e l'impersonalità dello stato
Sotto questo aspetto, la Rivoluzione francese portò a compimento la concentrazione del potere politico che era stata iniziata, ma non condotta a termine, dalle monarchie assolute. La sovranità veniva ad affermarsi senza limiti. La Rivoluzione francese portò a compimento anche l’altro aspetto dello Stato, la sua impersonalità. Tutte le cariche politiche, compresa quella del re, furono concepite come “rappresentative”. Nessun individuo poteva operare nello Stato in nome proprio, ma tutti in nome di un soggetto impersonale che, allora, si denominava “Nazione”. Sotto altri aspetti, invece, la Rivoluzione francese rappresentò il contrario dell’assolutismo. In particolare, combattendo contro l’arbitrio dello Stato e per i diritti dei singoli, essa aprì la strada al tipo di Stato che si affermerà successivamente: lo Stato di diritto.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'obiettivo principale della Rivoluzione francese contro l'Antico regime?
- In che modo il potere del Parlamento si differenziava da quello del re durante la Rivoluzione francese?
- Quali sono stati i due aspetti principali della sovranità e dell'impersonalità dello Stato emersi dalla Rivoluzione francese?
L'obiettivo principale della Rivoluzione francese era costruire uno Stato composto da individui liberi, uguali e senza privilegi, abolendo la struttura sociale per ceti e affermando l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
Il potere del Parlamento era considerato più assoluto rispetto a quello del re, poiché rappresentava la Nazione e aveva abolito i ceti sociali che in precedenza condizionavano il potere monarchico, permettendo così decisioni sovrane.
La Rivoluzione francese ha portato alla concentrazione del potere politico senza limiti e ha affermato l'impersonalità dello Stato, concependo tutte le cariche politiche come rappresentative, operando in nome della Nazione piuttosto che di individui specifici.