Concetti Chiave

  • L'Inghilterra controllava le tredici colonie americane, divise in colonie del nord, del sud e centrali, ognuna con caratteristiche sociali ed economiche distinte.
  • Le tensioni tra i coloni e il governo inglese aumentarono a causa dell'imposizione di tasse senza rappresentanza, culminando in eventi come il Boston Tea Party.
  • Il primo Congresso delle colonie nel 1774 cercò un accordo con l'Inghilterra, ma il rifiuto inglese portò a un secondo Congresso e a scontri aperti nel 1775.
  • La Dichiarazione d'indipendenza del 4 luglio 1776 espresse il desiderio di libertà dei coloni e i diritti inalienabili, innescando la guerra per l'indipendenza.
  • La guerra si concluse nel 1783 con la pace di Parigi, che riconobbe l'indipendenza delle colonie, mentre il Canada rimase sotto il controllo britannico.

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La rivoluzione americana

Nel Nordamerica l’Inghilterra era padrona assoluta dopo la Guerra dei sette anni perché possedeva il Canada e alcuni territori della costa atlantica suddivisi in tredici colonie. Questi territori erano stati conquistati da alcuni avventurieri sotto l’ordine del sovrano inglese ed erano state poi affidate a nobili con il compito di creare delle piantagioni di prodotti locali. Le colonie del sud erano caratterizzate dalle grandi piantagioni dei latifondisti. Nelle colonie del nord, chiamate New England, si trovava una colonizzazione dovuta alla fuga delle minoranze religiose dalle persecuzioni. La società delle colonie del nord era organizzata differentemente da quella degli stati meridionali, perché vigeva la solidarietà, la condivisione e l’autogoverno. Le colonie centrali, invece, presentavano caratteri intermedi tra gli stati meridionali e quelli settentrionali. L’Inghilterra si era sempre disinteressata dei coloni perché le colonie del sud erano gestite da dei nobili latifondisti, mentre le colonie del nord erano formate dagli “scarti” della società anglosassone. Alla fine del Settecento la popolazione delle colonie americane era notevolmente cresciuta e aveva delle attività economiche redditizie. Così l’Inghilterra iniziò ad interessarsi ai coloni perché, pagando le tasse, avrebbero garantito alle finanze inglesi un’entrata non da poco. In quel periodo i coloni decisero di spingersi più a ovest per occupare nuovi territori e fu così che invasero le terre dei pellerossa. Il governo inglese dovette quindi inviare in America delle truppe per difendere i coloni e pose loro il divieto di sorpassare prima i monti Allegheni poi gli Appalachi, per non avere problemi con i pellerossa. La Guerra dei sette anni aveva creato un notevole debito nelle casse inglesi e perciò il governo britannico decise di estendere le tasse alle popolazioni delle colonie, poiché alla fine la Guerra dei sette anni aveva giovato a loro. I coloni si infuriarono per questo provvedimento per due ragioni principali. Innanzitutto, l’Inghilterra andava contro le sue stesse consuetudini, conquistate con anni di guerra civile, perché si imponevano delle tasse senza chiedere il parere della popolazione. In secondo luogo, per tanti anni l’Inghilterra non si era minimamente interessata alle sorti dei coloni ed ora che si erano arricchiti pretendeva di imporre su di loro delle tasse. Nel 1764 il governo inglese introdusse il Revenue Act, che consisteva nel divieto per le colonie americane di trafficare con altri paesi all’infuori dell’Inghilterra. Con questa legge le colonie erano molto svantaggiate perché i prodotti delle ben più vicine colonie spagnole erano più economici e più facilmente reperibili. Fu promulgato anche lo Sugar Act, che imponeva ai coloni di comprare solamente lo zucchero inglese, sul quale era stata posta una nuova tassa. Nel 1765 venne introdotto lo Stamp Act, che consisteva nell’imposta di bollo da pagare per i vari atti pubblici. Lo Stamp Act risultava particolarmente odioso ai coloni e iniziò a diffondersi il malcontento. Si formarono molte associazioni spontanee che contestavano questi provvedimenti del governo inglese, la più famosa delle quali era la cosiddetta Sons of liberty. L’Inghilterra inviò numerosi funzionari nelle colonie per controllare che le leggi venissero rispettate e le tasse pagate. Le numerose manifestazioni di protesta da parte dei coloni erano completamente ignorate dall’Inghilterra. Nel 1766 venne tolto lo Stamp Act, ma il malcontento generale non calò e iniziarono a sorgere casi di violenza. Il governo inglese rafforzò il potere dei giudici inviati dalla madrepatria e diminuì quello dei giudici locali. Il primo atto violento di ribellione avvenne nel 1773 in seguito al Tea Act, che stabiliva che i coloni potevano comprare solamente tè inglese. Questo atto mandò in rovina molti mercanti americani del tè. In questo contesto avvenne la prima violenta manifestazione dei coloni americani, nota come Boston Tea Party. Un gruppo di Sons of liberty si travestì da indiani, entrò di notte nelle navi inglesi ancorate al porto di Boston, gettarono quintali di tè in mare e incendiarono le imbarcazioni. Si moltiplicarono le violenze contro i funzionari inglesi. L’Inghilterra rispose con la repressione: rifiutò tutte le richieste di maggiori libertà da parte delle associazioni dei coloni, rafforzò il potere dei giudici inviati dalla madrepatria, inviò ulteriori funzionari, impose maggiori tasse e ridusse le libertà dei coloni. Alcuni dei protagonisti del movimento d’indipendenza americana furono Thomas Jefferson, Benjamin Franklin e George Washington. Ad influenzare i coloni contribuirono una serie di elementi:
- la mentalità della frontiera, cioè il fatto che i coloni si sono creati da soli e si sono sempre autogovernati;
- gli ideali Whig (liberali) di molte persone che erano fuggite dall’Inghilterra perché perseguitate per le loro idee;
- gli ideali illuministi di uguaglianza e libertà.
Nel 1774 venne istituito a Filadelfia un Congresso tra i rappresentanti inglesi e quelli delle tredici colonie per trovare un accordo comune. Gli intenti iniziali dei coloni americani erano di rimanere fedeli all’Inghilterra. Nel Congresso si chiese di mandare un’altra petizione a Londra. Però nel 1775, di fronte al nuovo rifiuto inglese, venne convocato un secondo Congresso. Avvenne uno scontro aperto tra le milizie dei coloni e i soldati inglesi. Le milizie inglesi furono messe in fuga dopo una sparatoria. Gli inglesi reagirono duramente e così nel Congresso emerse fortemente il desiderio di rottura con la madrepatria. Il 4 luglio 1776 così venne stilata la Dichiarazione d’indipendenza. In questo documento i coloni espressero che a malincuore dovevano dichiarare l’indipendenza poiché l’Inghilterra non tutelava i diritti inviolabili di ogni uomo. La Dichiarazione d’indipendenza era il primo documento ufficiale in cui erano esposti i diritti inalienabili di tutte le persone che lo stato aveva il dovere di proteggere. La dichiarazione scatenò la guerra e le colonie raccolsero un esercito comune al capo del quale fu posto un ricco latifondista della Virginia, George Washington, che aveva già combattuto contro i francesi nella Guerra dei sette anni. All’inizio della guerra i mercenari inglesi avevano sempre la meglio sulle truppe coloniali. Il problema degli inglesi era rappresentato dall’estrema estensione dei territori che erano difficili da controllare. I coloni capirono che bisognava dare tempo al nuovo esercito federale di organizzarsi e che fosse necessario evitare le battaglie a campo aperto in cui gli inglesi erano imbattibili. I coloni ricorsero ad agguati e a tutta una serie di azioni di guerriglia che erano più congeniali alle abilità dei coloni. Nel frattempo Washington addestrò ed estese l’esercito. Nel 1777 avvenne la prima vittoria delle truppe coloniali a Saratoga. Nel 1778 francesi, spagnoli e olandesi si schierarono a fianco dei coloni per indebolire il nemico inglese. I francesi furono convinti a partecipare alla guerra dalle parole dell’ambasciatore dei coloni, che era Benjamin Franklin. Con l’ingresso in guerra di altre superpotenze europee, la preoccupazione principale dell’Inghilterra divenne la difesa delle altre colonie come l’India. Nel 1781 avvenne la battaglia decisiva a Yorktown, in cui l’esercito inglese venne sconfitto. La guerra si trascinò per altri due anni e al 1783 si arrivò alla pace di Parigi che sancì l’indipendenza delle tredici colonie americane. Il Canada rimase sotto il controllo anglosassone e vi rimase anche dopo una serie di tentativi di conquista da parte dell’esercito coloniale che non ebbero il risultato sperato.

Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali differenze tra le colonie del nord e quelle del sud in Nordamerica?
  2. Le colonie del sud erano dominate da grandi piantagioni gestite da nobili latifondisti, mentre le colonie del nord, conosciute come New England, erano caratterizzate da una società più solidale e autogovernata, formata da persone in fuga da persecuzioni religiose.

  3. Quali furono le cause del malcontento dei coloni americani nei confronti del governo inglese?
  4. I coloni si infuriarono per l'imposizione di tasse senza il loro consenso e per il disinteresse dell'Inghilterra nei loro confronti fino a quel momento, nonostante la loro crescente prosperità economica.

  5. Cosa rappresentò il Boston Tea Party nella storia della rivoluzione americana?
  6. Il Boston Tea Party, avvenuto nel 1773, fu una manifestazione violenta contro il Tea Act, in cui i coloni, travestiti da indiani, gettarono tè inglese in mare, segnando un punto di svolta nella ribellione contro l'Inghilterra.

  7. Quali ideali influenzarono il movimento d'indipendenza americana?
  8. Gli ideali della frontiera, il pensiero Whig liberale e gli ideali illuministi di uguaglianza e libertà furono fondamentali per ispirare i coloni nella loro lotta per l'indipendenza.

  9. Qual è l'importanza della Dichiarazione d'indipendenza del 4 luglio 1776?
  10. La Dichiarazione d'indipendenza rappresentò il primo documento ufficiale a esporre i diritti inalienabili di ogni uomo e giustificò la rottura con l'Inghilterra, avviando così la guerra per l'indipendenza delle colonie americane.

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