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Concetti Chiave

  • Nel Trecento e Quattrocento, la violenza era presente in ogni ambito, manifestandosi attraverso guerre tra stati e scontri tra nobili e contadini.
  • Le rivolte, come quella dei ciompi a Firenze nel 1378, rappresentavano il malcontento sociale, ma tutte si conclusero con la repressione violenta.
  • John Wycliffe, con le sue critiche alla Chiesa, ispirò rivolte religiose in Inghilterra, le quali furono brutalmente schiacciate dalle autorità.
  • Il movimento hussita in Boemia, guidato da Jan Hus, emerse come risposta al malcontento contro il potere papale e imperiale, ottenendo libertà di culto dopo resistenza agli attacchi imperiali.
  • Gli hussiti si dividevano tra una fazione moderata, che cercava compromessi, e i taboriti, più radicali, che volevano una ridistribuzione delle ricchezze; i taboriti furono infine soppressi.

La violenza nel Trecento e Quattrocento

La società del Trecento e del Quattrocento era contraddistinta dalla violenza che era diffusa a ogni livello. Il tipo di violenza più evidente fu quella tra stati che provocò lunghe e sanguinose guerre come quella dei Cent’Anni. Diffusa tra i nobili era la regolazione personale dei conti con la violenza e il sangue. Inoltre i nobili facevano uso di violenza per sottomettere i contadini. Gli stati, man mano che si procedeva verso la pace, cercarono di imporre regole per limitare il potere e la prepotenza dei nobili. In Inghilterra ad esempio dopo la guerra dei Cent’Anni il governo a questo scopo aveva tolto poteri ai nobili e creato la carica di giudice di pace e la camera stellata. Per cercare di incanalare la violenza si diffuse tra Duecento e Trecento il duello che aveva regole precise e si evitavano in questo modo le distruttive faide tra famiglie. Il duello fu un primo tentativo di ridurre gli effetti della violenza e poi nel Cinquecento si tentò di abolirlo.

Le rivolte dei contadini e dei ciompi

Un altro aspetto di questa società violenta era rappresentato dalle rivolte. Famose furono le rivolte dei contadini francesi (jacqueries). La rivolta più famosa in Italia avvenne nel 1378 a Firenze; è nota come rivolta dei ciompi, che erano i lavoratori della lana. La lavorazione della lana era una delle Arti maggiori di Firenze e i ciompi si rivoltarono per chiedere di poter partecipare al governo della città e di avere maggiori diritti. In un primo momento i ciompi riuscirono a imporsi e a creare in città tre nuove Arti: la loro e quella di coloro che li avevano aiutati. Però i ciompi non riuscirono a governare a lungo perché vennero spodestati dai componenti di tutte le altre Arti e da tutte quelle persone che erano state spaventate dalle loro violenze. Una caratteristica tipica delle rivolte di quel tempo fu che tutte furono fallimentari e vennero represse nel sangue.

Le rivolte religiose e John Wycliffe

Un altro tipo di rivolte che scoppiarono tra Trecento e Quattrocento furono di sfondo religioso. La prima scoppiò in Inghilterra e fece capo a John Wycliffe. Wycliffe era un teologo che criticò duramente la ricchezza e il potere politico della Chiesa, rinfacciandole che Gesù e gli apostoli erano poveri. Wycliffe tradusse in inglese alcuni versetti della Bibbia perché sosteneva che i fedeli dovessero avere la possibilità di leggere autonomamente la parola di Dio. Fu critico nei confronti della pretesa papale di essere superiore a tutti gli uomini e di rappresentare il Dio in terra. In Inghilterra i seguaci di Wycliffe si unirono agli scontenti per la poll tax. Andò però a finire male come gli esiti di tutte le altre rivolte: il re d’Inghilterra Riccardo II fece finta di accettare alcune delle richieste dei rivoltosi, convocò il loro capo (che non era Wycliffe) al palazzo reale dimostrandosi favorevole, ma in realtà stava solo temporeggiando per preparare la repressione. Il capo dei rivoltosi venne ucciso, i seguaci di Wycliffe vennero soppressi e condannati come eretici anche da un decreto della Chiesa e la rivolta terminò con il sangue.

Il movimento hussita e Jan Hus

L’influenza di Wycliffe rimase viva e la sua prima manifestazione apparve in Boemia. In quel periodo la Boemia stava passando sotto il controllo dell’impero; gli Asburgo stavano mandando in Boemia tanti loro nobili per impossessarsi delle terre e ciò creò un forte malcontento della nobiltà e della popolazione locali. La figura imperiale stava quindi declinando presso i boemi e la stessa cosa succedeva per il papa. In questo panorama, il rettore dell’università di Praga, Jan Hus, riprese le tesi di Wycliffe. Il movimento di Hus godette di molto consenso perché era a favore del malcontento contro il papa e l’imperatore. I pensieri di Hus diedero vita al movimento hussita. Gli hussiti erano detti utraquisti perché predicavano che nell’eucaristia si dovesse ricevere sia il corpo sia il sangue di Cristo. Inoltre avevano definito l’eucaristia solo un momento di commemorazione dell’ultima cena, rinnegando così la transustanziazione. Gli hussiti si diffusero in Boemia e furono perseguitati dagli imperatori Venceslao e Sigismondo. Gli hussiti resistettero all’attacco imperiale finché non si separarono. Al loro interno infatti c’erano un gruppo più estremista, i taboriti, che addirittura volevano cambiare a tal punto la situazione che intendevano ridistribuire tutte le ricchezze per creare un mondo più giusto. L’ala più moderata invece intendeva trovare degli accordi con l’imperatore e alla fine ebbe il sopravvento sui taboriti, i quali vennero soppressi. Si arrivò a un accordo tra hussiti e imperatore con cui si permise ai primi libertà di culto. In Boemia il culto hussita ebbe quindi particolare diffusione e si aprirono diverse chiese.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali forme di violenza nella società del Trecento e Quattrocento?
  2. La violenza era diffusa a tutti i livelli, manifestandosi in guerre tra stati, vendette personali tra nobili e sottomissione dei contadini. Gli stati cercarono di limitare il potere dei nobili, come in Inghilterra dopo la guerra dei Cent’Anni, creando nuove cariche per mantenere l'ordine.

  3. Cosa caratterizzò le rivolte dei contadini nel Trecento e Quattrocento?
  4. Le rivolte, come la jacquerie in Francia e la rivolta dei ciompi a Firenze, erano motivate dalla richiesta di diritti e partecipazione al governo. Tuttavia, tutte queste rivolte furono represse nel sangue e non ottennero risultati duraturi.

  5. Chi era John Wycliffe e quale impatto ebbe sulle rivolte religiose?
  6. John Wycliffe era un teologo inglese che criticò la ricchezza della Chiesa e tradusse la Bibbia in inglese. La sua influenza portò a una rivolta contro il potere ecclesiastico, ma come le altre, anche questa fu repressa con violenza.

  7. Quale ruolo ebbe Jan Hus nel movimento hussita in Boemia?
  8. Jan Hus riprese le tesi di Wycliffe, dando vita al movimento hussita, che si oppose al potere del papa e dell'imperatore. Gli hussiti, divisi tra moderati e estremisti, cercarono di ottenere libertà di culto, riuscendo a stabilire un accordo con l'imperatore.

  9. In che modo il duello cercò di ridurre la violenza tra nobili?
  10. Il duello, diffuso tra Duecento e Trecento, era un tentativo di incanalare la violenza attraverso regole precise, evitando così le faide distruttive tra famiglie. Tuttavia, nel Cinquecento si tentò di abolirlo, evidenziando la continua lotta contro la violenza.

Domande e risposte

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