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Risposte multiple paniere di Linguistica italiana

Letteratura, musica e spettacolo
Docente: Giola Marco
lOMoARcPSD|10009916

Set Domande: Linguistica italiana
Letteratura, musica e spettacolo (D.M. 270/04)
Docente: Giola Marco

Lezione 002

01. Che l’italiano sia la lingua ufficiale d’Italia:

  • È detto nello Statuto autonomico della Provincia di Bolzano
  • È detto sia nella Costituzione che nella legge 1999/482
  • È detto espressamente nella Costituzione
  • È detto nello Statuto autonomico della Provincia di Bolzano e nella legge 1999/482

02. La variazione diafasica:

  • Indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa, in relazione allo spazio
  • Indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa attraverso il tempo
  • Indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa, dalla funzione del messaggio e dal contesto
  • Indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa e dall’appartenenza dei parlanti a diversi strati sociali

03. La ‘Slavia veneta’ è:

  • Una regione di lingua slovena in Veneto
  • Una regione della ex-Iugoslavia in cui si parlava veneto
  • Una regione di lingua slovena in Friuli (provincia di Udine)
  • Una regione della Slovenia dove si parla veneto

04. La legge n° 482 del 15 dicembre 1999, riconosce come lingue di minoranze:

  • I dialetti italiani
  • Albanese, greco, sloveno, croato, tedesco, sardo, francoprovenzale, friulano, ladino, catalano, francese
  • Sardo, francoprovenzale, friulano, ladino, catalano, francese
  • Albanese, greco, sloveno, croato, tedesco, francese

05. Una «varietà» di lingua è individuata:

  • Dalla presenza di specifici tratti linguistici correlabili con fattori extralinguistici
  • Dalla presenza di una grande variabilità di tratti linguistici al suo interno
  • Dalla presenza di specifici tratti linguistici
  • Dalla presenza di specifici tratti linguistici correlabili con l’area geografica e la classe sociale del parlante

06. Quanti e quali sono gli assi di variazione in linguistica?

07. Che cosa si intende per parlanti «bilingui» in Italia?

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Set Domande: Linguistica italiana
Letteratura, musica e spettacolo (D.M. 270/04)
Docente: Giola Marco

Lezione 003

01. Alessandro Manzoni, nella versione definitiva dei adottò:

  • I promessi sposi
  • La lingua coeva della classe colta della città di Firenze
  • La lingua coeva della classe colta della città di Milano
  • Il fiorentino vivo del secolo XVI, sul modello di Machiavelli
  • Il fiorentino del Trecento, sul modello di Bembo

02. La maggiore regressione della dialettofonia si ebbe:

  • Nel secondo dopoguerra (anni Cinquanta e Sessanta del Novecento)
  • Durante il regime fascista
  • Subito dopo l’Unità d’Italia, nel 1861
  • Subito dopo l’Unità d’Italia, nel 1945

03. La lingua proposta dal (1612) corrisponde:

  • Vocabolario degli Accademici della Crusca
  • Al fiorentino del Quattrocento
  • Al fiorentino del Cinquecento
  • Al fiorentino del Trecento
  • Al fiorentino del Seicento

04. La base dell’italiano moderno è:

  • Nel fiorentino del Cinquecento
  • Nel fiorentino moderno
  • Nel fiorentino del secolo XVII
  • Nel fiorentino del secolo XIV

05. La tesi proposta da Pietro Bembo prevedeva l’adozione:

  • Del fiorentino del secolo XVI
  • Della lingua in uso presso la corte papale
  • Di una lingua modellata sul greco e sul latino
  • Del fiorentino del Trecento

06. Quando e in che modo si afferma il fiorentino trecentesco durante la ‘Questione della lingua’?

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Set Domande: Linguistica italiana
Letteratura, musica e spettacolo (D.M. 270/04)
Docente: Giola Marco

Lezione 004

01. Le componenti della lingua in cui l’italiano regionale si mostra maggiormente debitore nei confronti del dialetto sono:

  • La fonologia e il lessico
  • La fonologia e la sintassi
  • La fonetica e la sintassi
  • La fonetica e la fonologia

02. Nella seconda metà del Novecento, la pratica del dialetto:

  • È regredita soprattutto nell’Italia nord-orientale
  • È regredita soprattutto nel Nord-Ovest
  • Rimane forte nel Nord-Ovest e nel Meridione
  • È regredita soprattutto nelle zone economicamente più arretrate

03. L’uso scritto dei dialetti:

  • È venuto meno con la nascita di una letteratura dialettale riflessa
  • Era diffuso nel Medioevo ed è continuato fino all’unità d’Italia e anche oltre
  • Era diffuso nel Medioevo, ma è regredito a partire dal Cinquecento
  • È rimasto vivo soprattutto a Roma fino alla seconda metà dell’Ottocento

04. Dal XVI secolo in poi, il termine ‘dialetto’ assunse un valore:

  • Nettamente peggiorativo
  • Sostanzialmente uguale a quello dei secoli precedenti
  • Discriminatorio e riferito solo alle fasce di parlanti analfabeti
  • Nettamente migliorativo

05. Per quale motivo – dal '500 al '900 – alcuni autori scelsero di scrivere in dialetto?

  • Per ragioni espressive
  • Perché era l’unica lingua a loro disposizione
  • Per ragioni di prestigio
  • Per poter meglio comunicare alle masse analfabete

06. I dialetti:

  • Sono subordinati alle lingue nazionali per ragioni storico-sociali o culturali
  • Non possiedono quella precisa struttura grammaticale che predispone la lingua all’espressione scritta
  • Sono subordinati ad una varietà linguistica qualitativamente superiore, l’italiano standard
  • Sono costituzionalmente inferiori alle lingue nazionali

07. Quali sono i tratti principali dell’italiano «regionale»?

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Letteratura, musica e spettacolo (D.M. 270/04)
Docente: Giola Marco

Lezione 005

01. Nel Principato di Monaco – indipendentemente dalla lingua nazionale – che lingua parla la maggioranza della popolazione autoctona?

  • Il monegasco (varietà ligure occidentale)
  • Il francese
  • Il piemontese
  • L'italiano

02. Quale tra i seguenti caratteri non è condiviso da tutti i dialetti italiani settentrionali?

  • La perdita dell’opposizione di lunghezza consonantica
  • La presenza di una doppia serie di pronomi soggetto
  • L’indebolimento delle consonanti occlusive
  • La presenza di vocali anteriori arrotondate

03. Lungo una linea immaginaria che congiunge Massa a Senigallia:

  • Dialetti settentrionali si incontrano con il toscano a est e con i dialetti centro-meridionali a ovest
  • I dialetti settentrionali si incontrano con il toscano a ovest e con i dialetti centro-meridionali a est
  • Il toscano si incontra con i dialetti settentrionali a ovest e con i dialetti centro-meridionali a est
  • I dialetti settentrionali si incontrano con i dialetti centro-meridionali

04. In Italia, è possibile individuare:

  • Tre aree dialettali principali: dialetti italiani settentrionali, toscani, centro-meridionali
  • Tre aree dialettali principali: dialetti italiani settentrionali, centro-meridionali, meridionali estremi
  • Tre aree dialettali principali: dialetti italiani settentrionali, gallo-italici, toscani, centro-meridionali
  • Quattro aree dialettali principali: dialetti italiani settentrionali, toscani, centro-meridionali, insulari

05. Per isole linguistiche ‘altoitaliane’ (o ‘gallo-italiche’) si intendono:

  • Delle aree di alcune regioni meridionali (Sicilia, Basilicata e Campania) in cui si parlavano varietà di tipo settentrionale
  • Delle aree dell’Italia settentrionale in cui si parlavano varietà di tipo gallo-italico
  • Delle aree delle isole (Sicilia e Sardegna) in cui si parlavano varietà di tipo settentrionale
  • Delle aree della Sardegna e della Corsica in cui si parlavano varietà di tipo toscano

06. Come sono classificati i dialetti italiani?

07. Quali sono le caratteristiche principali dei dialetti centro-meridionali?

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Letteratura, musica e spettacolo (D.M. 270/04)
Docente: Giola Marco

Lezione 006

01. Come si chiama il ramo della linguistica che si occupa specificamente della variazione interna della lingua in relazione alla categoria sociale del parlante?

  • Dialettologia
  • Linguistica diastratica
  • Psicolinguistica
  • Sociolinguistica

02. Una «varietà di lingua»:

  • È un insieme di tratti linguistici di un sistema linguistico che co-occorre con un certo insieme di tratti sociali o situazionali
  • È un insieme di tratti sociali o situazionali di un sistema linguistico che co-occorre con un certo insieme di tratti sociali linguistici
  • È un insieme di tratti linguistici di un sistema linguistico all'interno del repertorio linguistico di una comunità
  • È un insieme di tratti linguistici di un sistema linguistico usato in particolari contesti comunicativi

03. All’interno di una comunità linguistica si nota in genere la presenza:

  • Di una varietà alta, maggiormente dotata di prestigio, e di una varietà bassa, meno prestigiosa
  • Di una varietà alta, di una varietà bassa e di una serie ben definita di varietà intermedie
  • Di una varietà alta, di una varietà bassa e di una varietà media
  • Di una varietà alta, maggiormente stigmatizzata, e di una varietà bassa, meno stigmatizzata

04. Nella prospettiva sociolinguistica, i principali fattori di differenziazione sociale sono:

  • Il reddito e la professione
  • Il reddito e la classe di età
  • Il reddito, la professione e il sesso
  • Il reddito, la professione, il grado di istruzione

05. Quali sono gli ambiti di competenza della sociolinguistica?

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Set Domande: Linguistica italiana
Letteratura, musica e spettacolo (D.M. 270/04)
Docente: Giola Marco

Lezione 007

01. All’interno del repertorio linguistico italiano, la varietà diastraticamente più bassa è generalmente:

  • L’italiano regionale
  • L'italiano giovanile
  • Il dialetto
  • L'italiano popolare

02. L’italiano «colto»:

  • È la lingua parlata dalle persone mediamente istruite
  • È l’italiano usato dai parlanti di livello socioculturale medio
  • Coincide sostanzialmente con la norma cosiddetta «standard»
  • È caratterizzato dalla presenza di tratti sociolinguisticamente marcati

03. Quale di questi tratti linguistici non può essere considerato un tratto distintivo dell’italiano popolare?

  • Uso di «lui» con funzione di soggetto
  • Uso di malapropismi
  • Errori di ortografia
  • Periodo ipotetico col doppio condizionale

04. Quale di questi tratti linguistici può essere considerato un tratto distintivo dell’italiano popolare?

  • Utilizzazione corretta dei segni paragrafematici nello scritto
  • Lessico ricercato
  • Sintassi complessa e corretta nelle concordanze
  • Uso del «che» polivalente

05. Il linguaggio giovanile è una varietà di tipo:

  • Sia diastratico sia diacronico
  • Diastratico
  • Sia diastratico sia diafasico
  • Diafasico

06. Quali sono le caratteristiche principali dell’italiano «giovanile»?

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Letteratura, musica e spettacolo (D.M. 270/04)
Docente: Giola Marco

Lezione 008

01. Nella variazione diamesica, con l’etichetta di «parlato-scritto» si indica:

  • La lingua di testi che trascrivono o ricalcano più o meno fedelmente il parlato
  • La lingua che si realizza in parte nell’oralità in parte nella comunicazione scritta
  • La lingua che si realizza nell’oralità ma a partire da testi scritti
  • La lingua che si realizza prevalentemente nell’oralità, ma contiene inserti di comunicazione scritta

02. I tratti che determinano la differenziazione tra i sottocodici sono prevalentemente:

  • Lessicali e morfologici
  • Lessicali e sintattici
  • Lessicali e semantici
  • Morfologici e sintattici

03. Secondo Giovanni Nencioni, quali due varietà si collocherebbero agli estremi dell’asse diamesico?

  • Scritto-parlato e parlato-parlato
  • Parlato-parlato e parlato recitato
  • Scritto-scritto e parlato-recitato
  • Scritto-scritto e parlato-parlato

04. La variazione diafasica:

  • Diversamente dalla variazione diastratica, non è legata univocamente al parlante
  • Come la variazione diastratica, è legata univocamente al parlante
  • Diversamente dalla variazione diastratica, è legata univocamente al parlante
  • Come la variazione diastratica, non è legata univocamente al parlante

05. Quale di questi tratti non è caratteristico del registro formale?

  • Uso del come pronome allocutivo lei
  • Alta velocità di elocuzione
  • Ipotassi
  • Ricorso ad arcaismi

06. Un neologismo è:

  • Una forma che viene creata attraverso le regole di formazione di parola dell’italiano ex novo
  • Forma che viene presa in prestito da lingue speciali straniere
  • Una forma di uso comune che viene usata con significato particolare, normalmente più ristretto di quello originale
  • Una forma specifica con cui vengono designati gli oggetti e i concetti fondamentali di un particolare ambito di attività

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Letteratura, musica e spettacolo (D.M. 270/04)
Docente: Giola Marco

Lezione 009

01. Lo scopo delle grammatiche di oggi è quello:

  • Di descrivere e di spiegare la competenza nativa del parlante
  • Di indicare ciò che è conforme all’uso e ciò che non lo è
  • Di indicare ciò che è conforme alla norma e ciò che non lo è
  • Di descrivere la norma standard

02. Nel fare una grammatica, cosa significa ‘descrivere la competenza nativa del parlante’?

  • Indicare cioè che è «grammaticale» e ciò che non lo è
  • Definire la qualità linguistica di un parlante
  • Descrivere foneticamente la lingua spontanea di un parlante
  • Stendere una lista delle capacità spontanee di un parlante prima della scuola

03. Secondo Francesco Sabatini, l’italiano dell’uso medio è:

  • La varietà di italiano usata dalla classe media
  • La varietà di italiano che si colloca diastraticamente tra l’italiano colto e quello popolare
  • Una varietà della lingua nazionale ricettiva nei confronti delle varietà regionali
  • Una varietà di italiano in parte diversa dallo standard, usata nell’orale ma anche nello scritto

04. Che cosa si intende per «italiano dell’uso medio»?

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Lezione 010

01. Le consonanti sonore sono:

  • Foni che prevedono l’attivazione di una fonte di rumore nel tratto fonatorio al di sopra della laringe, ma non l’attivazione della vibrazione laringea
  • Foni che risultano dall’attivazione della vibrazione laringea, senza che nel tratto fonatorio superiore si produca nessun’altra fonte di rumore
  • Foni prodotti senza vibrazione faringea e senza che nel tratto fonatorio superiore si produca nessun’altra fonte di rumore
  • Foni che prevedono l’attivazione di una fonte di rumore nel tratto fonatorio al di sopra della laringe, e anche l’attivazione della vibrazione laringea

02. Le consonanti possono essere classificate:

  • Sia per luogo sia per modo di articolazione
  • Solo per luogo di articolazione
  • Solo per modo di articolazione
  • Né per luogo né per modo di articolazione

03. La corrispondenza biunivoca tra foni e grafemi si ha:

  • Né nel sistema grafematico italiano, né nell’Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA)
  • Nel sistema grafematico italiano
  • Nell’Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA)
  • Sia nel sistema grafematico italiano, sia nell’Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA)

04. Le consonanti /p b/ sono:

  • Occlusive bilabiali
  • Occlusive bilabiali sorde
  • Occlusive bilabiali sonore
  • Occlusive labiodentali

05. Le vocali /ɔ/ /o/ e /u/ sono:

  • Centrali e arrotondate
  • Anteriori e arrotondate
  • Posteriori e non arrotondate
  • Posteriori e arrotondate

06. Come si chiama la minima unità grafica di un sistema alfabetico?

  • Morfema
  • Grafema
  • Fonema
  • Fono

07. Che cosa si intende per fono e per grafema e quali sono le loro relazioni?

08. Come sono le possibili classificazioni delle vocali?

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Set Domande: Linguistica italiana
Letteratura, musica e spettacolo (D.M. 270/04)
Docente: Giola Marco

Lezione 011

01. In italiano, la lunghezza vocalica:

  • Non è predicibile dal contesto, dunque ha valore allofonico
  • È predicibile dal contesto, dunque ha valore fonologico
  • È predicibile dal contesto, dunque ha valore allofonico
  • Non è predicibile dal contesto, dunque ha valore fonologico

02. La fonetica si occupa:n&

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marioRossi 1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Giola Marco.
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